Nell’incontro di stamattina con i rappresentanti della costituenda Federazione della sinistra – Ugo Boghetta (segretario regionale Prc), Gianni Pagliarini (segretario regionale Pdci) e Leo Ceglia (coordinatore regionale Lavoro e solidarietà) -, Filippo Penati ha detto no alla proposta di accordo di desistenza in vista delle prossime elezioni regionali.
La proposta, hanno sottolineato Boghetta, Pagliarini e Ceglia nella successiva conferenza stampa, prevedeva la rinuncia della sinistra a candidare propri rappresentanti nel listino, cioè fra i consiglieri eletti con il premio di maggioranza. In tal modo, in caso di vittoria il candidato del Pd avrebbe avuto una maggioranza autosufficiente. Il patto di consultazione, proposto dal Pd, non ha alcuna implicazione concreta, e dunque è solo una presa in giro.
Il problema è che a Penati non interessa vincere, perché parte già candidandosi alla sconfitta. Egli riprende la linea catastrofica dell’autosufficienza che fu di Veltroni e che il Pd anticipò ampiamente in Lombardia, in controtendenza con l’opzione dell’accordo a sinistra che sta venendo avanti in molte regioni del Nord. E questo mentre Formigoni stringe accordi con forze e personaggi dell’estrema destra fascista, pur di vincere ancora una volta.
E’ dunque chiaro che Filippo Penati non vuol costituire un’alternativa politica a Formigoni e al suo impero, ma si preocupa piuttosto di porsi in continuità con l’opposizione all’acqua di rose, spesso convergente con il centrodestra su materie importanti come le privatizzazioni, le grandi opere, il welfare, condotta nell’ultima legislatura dal Pd in Regione Lombardia.
Di un’opposizione vera e senza commistioni al regime di Formigoni ha invece bisogno oggi più che mai la Lombardia, sottolineano i rappresentanti della Fds. E questa opposizione intendono rappresentare Prc, Pdci e Lavoro e solidarietà presentando una lista e un candidato presidente della Sinistra alle prossime elezioni regionali.
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Ufficio Stampa Prc Lombardia




Non capisco perchè continuiamo a correre a dietro al PD meno L…penso che se evitiamo di stare in coalizione con loro e proponiamo finalmente delle liste di Sinistra veramente alternative possiamo solo guadagnarne in credibilità e autonomia d’azione, con la prospettiva nel medio e lungo periodo di una crescita in termini sia di militanza che di risposta elettorale. Le alleanze ha senso farle quando si ha un peso politico sufficiente per poter imporre il rispetto di determinate scelte programmatiche, altrimenti diventa solo subalternità. Il fatto che Penati non ci voglia per noi è solo un bene, anche se è dura accettare che a causa della fallimentare linea politica del PD ci toccheranno altri cinque anni di dominio formigoniano e ciellino.
perchè non candidare i protagonisti delle lotte operaie dell’ultimo periodo? mettere in primo piano chi ha fatto la RESISTENZA OPERAIA,darebbe un senso alla rappresentanza,facendo del lavoro la nostra bandiera!
Finirla col “dialogare” con il centro-sinistra e proporre candidati Comunisti no?
CONTRO LA SINISTRA GOVERNISTA. AUTO-ORGANIZZAZIONE DEL MOVIMENTO OPERAIO E STUDENTESCO
I voti di “sinistra” saranno irrimediabilmente dispersi tra PCL, SC, SeL. Ovvero gli altri governisti.
Impossibile proseguire anche solo criticamente con Rifondazione e la Federazione della Sinistra: gli obiettivi di programma non sono condivisibili, si gioca a sparare basso; la proposta di salvare lo Stato democratico e riportarlo al pre-berlusconi è un processo reazionario; il dialogo con Penati, Casini, Bonino ecc… è intollerabile ed esecrabile. Va condannato senza se e senza ma.; la “svolta di Chianciano” è irrimediabilmente tradita; i lavoratori e le lavoratrici devono governare, non “essere tutelati” andando a votare; la Federazione della Sinistra è la prosecuzione del bertinottismo senza Bertinotti; la presenza nel gruppo dirigente di Diliberto Oliviero è imbarazzante ed ingombrante, viste le sue frequentazioni con personaggi legati alla massoneria deviata e golpista della Propaganda2 di Licio Gelli. Si candidi piuttosto a Sindaco di Castiglion Fibocchi; la scelta in un primo momento estremamente positiva dell’ex operaio iscritto un tempo alle liste COmuniste non governiste Paolo Ferrero come nuovo Segretario Nazionale si è rivelata in seguito suicida ed auto-lesionista. La Base del Partito tuttavia sembra apprezzare a maggioranza: ciò indica le sopite aspirazioni di rovesciamento del sistema esistente da parte di Rifondazione Comunista e della maggioranza dei/delle propri/e sostenitori/trici.
Ciò indica l’impellente necessità di opposizione extra-parlamentare, anche politica, nei confronti della Federazione della Sinistra (non più “anticapitalista”) e la promozione dell’auto-organizzazione del mondo studentesco ed operaio. La presente è stata sottoscritta collegialmente tra Compagne e Compagni della Regione Lombardia, e sarà sottoposta a valutazione nazionale.
[...] grandi opere, il welfare, condotta nell’ultima legislatura dal Pd in Regione Lombardia”. Il commento di Rifondazione sul niet di [...]