La presentazione alla stampa del nostro candidato alle elezioni regionali, con il portavoce nazionale Fds Paolo Ferrero
Milano, 28 gennaio 2010
“La vittoria di Niki Vendola in Puglia, frutto dell’unità a sinistra, parla anche a noi. Mi rivolgo ai simpatizzanti di Sinistra e Libertà, agli elettori dell’Idv: utilizziamo le elezioni regionali per costruire anche in Lombardia un polo autonomo della sinistra”. Così Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della sinistra, presentandosi alla stampa questa mattina a Milano.
Una candidatura di servizio perché c’è bisogno di sinistra in Lombardia, perché non è possibile sostenere un candidato come Penati se si hanno a cuore i temi della sinistra. Una candidatura che non è la ricerca di una poltrona (Agnoletto ha scelto di non essere anche capolista, dunque non diventerà consigliere), ma la scelta di mettersi a disposizione per ricostruire dal basso un’alternativa, una vera opposizione a Formigoni e ai poteri forti.
Quattro i punti fondamentali su cui Agnoletto svilupperà la sua campagna.
“Primo: il diritto alla salute. Come medico sono indignato dalla situazione lombarda, dove il 60 per cento degli esami diagnostici si fanno in strutture private, e si inventano interventi chirurgici solo per ottenere rimborsi dalle casse pubbliche. Chiedo il rilancio della sanità pubblica lombarda, propongo sanzioni per i dirigenti delle strutture sanitarie che mantengono lunghe liste di attesa per indirizzare i cittadini verso il privato. Secondo, il diritto al lavoro. Siamo la regione che ha perso più posti di lavoro in questo periodo di crisi, e se fosse stato per Formigoni la Innse a quest’ora avrebbe chiuso. Sono necessari più ammortizzatori sociali, che garantiscano anche chi è privo di tutele, come i lavoratori dei call center e tutti i precari. Altro che doppi stipendi in stile Stanca!
Terzo, il diritto allo studio e la difesa della scuola pubblica: è vergognoso che a Milano si chiuda il liceo Gandhi, unica scuola per studenti-lavoratori, mentre oltre il 90 per cento dei finanziamenti regionali vanno alla scuola privata, a tutto vantaggio dei redditi più alti. Infine, diciamo no all’Expo, no alla cementificazione del territorio, contro la penetrazione delle mafie negli appalti pubblici, contro la devastazione dell’ambiente; ci impegneremo a fondo nella difesa dell’acqua pubblica anche attraverso il referendum che sosterremo insieme a quello contro il nucleare”.
“Su tutti questi temi – ha concluso Agnoletto – chiedo un confronto pubblico con gli altri candidati presidente. C’è bisogno, in questa Regione, di consiglieri capaci di rendere il Palazzo trasparente con il controllo della società civile, contro ogni tentativo di “inciucio” facilitato dall’accentramento di ogni decisione nelle mani di Formigoni e della Giunta. Consiglieri pronti a contrastare la politica delle destre e di fare l’opposizione che il Pd non vuole fare”.
In perfetta sintonia Paolo Ferrero, intervenuto come portavoce nazionale della Federazione della sinistra. “In Lombardia la situazione è chiara”, ha esordito. “Penati ha deciso che Formigoni deve restare presidente, di qui la scelta di frantumare la sinistra e di non proporre un’alternativa di contenuti. A questo punto, la domanda non è chi vincerà le elezioni. La domanda è: quando avrete da fare una battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, l’inceneritore che vogliono costruirvi davanti a casa, contro la chiusura della vostra fabbrica, avrete qualcuno a darvi ascolto in Consiglio regionale, o nessuno? Per questo”, ha concluso Ferrero, bisogna votare Agnoletto e la lista della sinistra”. Un invito rivolto anche a Sinistra e libertà, “che in Puglia ha sostenuto Nichi Vendola contro Boccia, mentre in Lombardia appoggia Penati, che è molto più a destra di Boccia”.
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Chi è il candidato Presidente della Sinistra in Lombardia. Una scheda autobiografica.
di Vittorio Agnoletto
Nato a Milano nel 1958, sono cresciuto frequentando l’associazionismo cattolico (ho trascorso vent’anni nell’Agesci) e i movimenti studenteschi (ho ricoperto ruoli di direzione politica nazionale in Democrazia Proletaria).
Pur di non indossare per un anno la divisa militare ho svolto per venti mesi il servizio civile come obiettore di coscienza e da diversi anni sono obiettore fiscale alla spese militari.
Laureato in medicina e specializzato in medicina del lavoro, ho lavorato come medico di fabbrica fino al giugno 2004. Nel 1989 sono stato licenziato da una azienda chimica per aver richiesto interventi ambientali per tutelare la salute dei lavoratori.
Nel 1987 ho partecipato alla fondazione della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila), della quale sono stato presidente nazionale dal 1992 al 2001. Per denunciare il “business dell’Aids” sono stato tra i promotori della clamorosa interruzione della diretta Rai del Live Aids il 25 giugno 1996 a piazza Navona.
Ho svolto docenze in corsi universitari e dal ’92 al ’97 sono stato docente e direttore dei corsi di formazione sull’AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità.
Autore di oltre un centinaio di pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e nazionali tra le quali : “The Lancet”, “Sexually Transmitted Infections”, “HIV Medicine”, “HIV&AIDS current trends”, “Clinical Microbiology and Infection”, “International Journal of STD&AIDS”, responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca finanziati da istituzioni internazionali, nel 1994 sono stato premiato come Medico dell’Anno da Stampa Medica.
Dal 2001 ho rappresentato il movimento italiano nel Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e nel luglio dello stesso anno sono stato portavoce del Genoa Social Forum (GSF), in occasione del G8 a Genova.
Per aver svolto tale ruolo sono stato estromesso dai ministri Maroni e Sirchia dalla Commissione Nazionale per la Lotta contro l’Aids presso il ministero della Sanità e dal Comitato Nazionale di Coordinamento contro la droga, istituito dal Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio, incarichi che ricoprivo come esperto a titolo gratuito dai primi anni ’90.
Nel 2002 in Iraq e nel 2007 in Afghanistan ho partecipato a missioni di pace organizzate da associazioni internazionali per i diritti umani.
Nel 2004 sono stato eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo, nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea: membro della Commissione per gli Affari esteri, della Sottocommissione per i Diritti dell’uomo e della delegazione dell’Assemblea parlamentare UE-ACP (Africa,Carabi,Pacifico). Sono stato il relatore della “Clausola democratica” da inserire in tutti gli accordi commerciali tra l’Europa e Paesi terzi approvata dal parlamento Europeo il 14 febbraio 2006; nel 2007 ho guidato la Missione Elettorale del Parlamento Europeo alle elezioni legislative in Nigeria.
Oggi, dopo l’esperienza istituzionale, sono tornato al mio lavoro di medico e ricercatore; dal 4 al 13 febbraio sarò in Mozambico per un progetto finanziato dall’UE per valutare l’impatto dell’AIDS in quel Paese.
Ho riassunto il significato del mio impegno sociale e professionale in due libri:
• La società dell’Aids – la verità su politici, medici, volontari e multinazionali durante l’emergenza, Baldini & Castoldi, 2000;
• Prima persone – Le nostre ragioni contro questa globalizzazione, Laterza, 2003



[...] quello per una laica e liberista lista Radicale a guida Cappato o quella per i comunisti a guida Agnoletto (evidenzio: io non sono nè Radicale nè comunista nè ho simpatia per i [...]