Milano, 9 febbraio 2010
Dichiarazione di Giovanna Capelli, responsabile regionale Scuola-Università-Ricerca Prc Lombardia
Con la Controriforma Gelmini si torna al 1963, ad una scuola di classe che colpisce gli ultimi, una scuola piegata alle esigenze delle imprese e del mercato.
L’obbligo d’istruzione viene abbassato di un anno, con la possibilità di espletarlo nell’apprendistato: chi non ce la fa viene abbandonato a se stesso. I percorsi di studio vengono separati precocemente (a 13/14 anni), tra chi va al liceo e chi va agli istituti tecnici e professionali. Ispirandosi alla Costituzione, finora tutte le ipotesi di riforma avevano, al contrario, lavorato ad un innalzamento dell’obbligo fino a 16/18 anni potenziando il biennio comune e l’attenzione alla formazione generale di base.
ll 90% dei giovani oggi prosegue gli studi fino a 18 anni. In un momento di crisi economica e finanziaria, questa tendenza va incoraggiata e riqualificata con adeguate risorse. Invece si fa il contrario: si diminuiscono le ore di lezione e le materie (geografia,educazione artistica, ecc.) e le scuole sono alla bancarotta fino a rischiare pignoramenti, a non poter fare i bilanci di previsione, a dover interrompere i contratti di supplenza, a ridurre le pulizie a giorni alterni, ad aumentare la richiesta di contributi ai genitori.
Una giusta indignazione e la mobilitazione crescono in tutto il paese.
Anche in Lombardia, Rifondazione comunista è impegnata a fondo nella battaglia di civiltà e di democrazia contro l’azione della ministra Gelmini e del governo di centrodestra. Ci prepariamo quindi a contribuire con ogni energia alla grande protesta del mondo della scuola davanti a Palazzo Chigi e allo sciopero del 12 marzo prossimo, indetto dai sindacati di base e dalla CGIL.

