Pendolari: la faccia tosta di Formigoni e la falsa alternativa di Penati.

Milano, 9 febbraio 2010

Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc Lombardia

Ogni volta che le elezioni si avvicinano, Formigoni ha la faccia tosta di presentarsi come l’uomo che sta migliorando i trasporti in Lombardia. Ma invece di spendere fiato e milioni in propaganda, perché le sue storielle non va a raccontarle direttamente ai pendolari?

Nei quindici anni del regno incontrastato di Formigoni la mobilità regionale è stata letteralmente massacrata, in quantità e qualità. Le indegne condizioni in cui sono costretti a spostarsi quotidianamente migliaia di lavoratori e studenti in Lombardia sono ben note. E certo, ogni inverno non saremmo alle prese con un problema di inquinamento atmosferico così grave, se Formigoni avesse investito sul sistema ferroviario, anziché su nuove autostrade.

Ma in linea di principio l’unificazione di Ferrovie nord e Fs Spa è stata una scelta giusta. Penati – che con Formigoni condivide la politica stradista e a favore dell’Alta velocità – sbaglia quando critica la decisione in sé.

La compresenza di due distinte società pubbliche su un vasto territorio non aveva molto senso. E ci sia almeno risparmiata la retorica del pentito che contrappone la via liberista a quella sovietica!
Resta un dato di esperienza: le liberalizzazioni e le privatizzazioni non hanno mai prodotto miglioramenti nei servizi. Per quanto riguarda le ferrovie, in particolare, basterebbe ricordare l’esemplare vicenda della ultraliberale e liberista Inghilterra, dove negli anni scorsi il pubblico si è dovuto riprendere la rete svenduta da Tatcher e soci, resa inefficiente e pericolosa dai nuovi padroni privati.

Una mobilità efficiente sotto ogni profilo, funzionale, economico, ambientale, può essere costruita solo dalla politica in collaborazione con i pendolari. E se non c’è un aumento dei finanziamenti per i contratti di servizio si parla di nulla. In Francia il contributo pubblico pro capite per pendolare è doppio rispetto a quello italiano.

Ma sarebbe giusto e farebbe bene al sistema predisporre norme e strumenti che, sulle scelte e sulla stesura degli orari, diano voce in capitolo ai pendolari e ai loro rappresentanti, perché il servizio riguarda loro direttamente.

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