Il vero anti-Formigoni è Agnoletto.

Le inchieste svelano la politica del malaffare. E la debole opposizione di Penati
Lombardia, è Agnoletto il vero anti-Formigoni

di Stefano Galieni ( da Liberazione del 25 febbraio 2010)

Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc in Lombardia, non nasconde una certa soddisfazione nell’illustrare le liste della Federazione della Sinistra per le elezioni regionali: «Candidando come presidente Vittorio Agnoletto – dice – proponiamo una persona che gode di stima e consenso guadagnati sia con il suo lavoro di medico che con l’impegno nei movimenti e nel parlamento europeo. Ma è l’intera lista che dimostra come esista una idea di Lombardia diversa tanto da quella prospettata da Formigoni quanto dal suo presunto antagonista Filippo Penati».

La regione che dovrebbe essere il motore dell’economia italiana è oggi in mano alla politica del malaffare tanto che risulta essere come quella più infiltrata, nel settentrione, dalle organizzazioni criminali. «Il sistema formigoniano sta emergendo in tutto il suo marciume – continua Boghetta – gli arresti del consigliere comunale Pennisi, dell’assessore regionale Prosperini sono solo alcuni degli elementi che dimostrano la profondità della metastasi». Un sistema in cui il baricentro è costituito dalle grandi opere, autostrade ed Expò, ad esempio, in cui gli appalti precipitano in un marasma totale. Economia illegale che si accompagna ed è collaterale alla totale privatizzazione di un ente pubblico come la Regione.

Basta analizzare la gestione della precedente amministrazione. Nella sanità, che costituisce la voce di bilancio maggiore, gran parte delle risorse vanno nelle robuste mani della Compagnia delle Opere, almeno il 50%, a cui si somma una parte consistente dei servizi. Un sistema di clientela tale che anche illustri operatori, non facendo parte della Compagnia, sono stati costretti ad emigrare. E’ di poco tempo fa la vicenda di un impiegato della Regione che, avendo scritto un libro critico sulla Compagnia delle Opere, si è ritrovato sospeso per un mese senza stipendio.

Ancora più disastroso è il fronte “scuola”. Il 90% dei fondi regionali è dato alle scuole private cattoliche che coprono poco più del 9% della intera popolazione scolastica. Per il resto prevale un sistema differenzialista governato dalla Lega Nord che spinge verso una involuzione incostituzionale. Ordinanze assurde come quella di Goito, in cui si pretende che i bambini della scuola materna debbano avere un “imprinting cattolico”, verranno bocciate al primo ricorso ma nel frattempo si traducono in danni ai bambini e in inutili sprechi.
Le cose non vanno certo meglio se si affronta la questione “trasporti”: «In ogni provincia si stanno costituendo movimenti spontanei di pendolari – racconta Boghetta – lavoratrici e lavoratori che, da un momento all’altro, si ritrovano privati del mezzo pubblico per recarsi al lavoro visto che al posto dei loro convogli passano i treni ad alta velocità».

A fronte di tutto questo, l’opposizione guidata da Filippo Penati è risultata debole e posticcia. Non c’è stata in Regione una reale opposizione, il Pd non ha nemmeno tentato di costruire un asse preferenziale con l’Udc come è avvenuto da altre parti. «Di fatto Penati ha scelto un debole profilo formigoniano, quasi una emulazione – afferma il dirigente del Prc – che ha creato nei suoi confronti ostilità diffusa». La Federazione della Sinistra ha perciò provato a costruire una alleanza con Sel e IdV, per spostare a sinistra il quadro programmatico con obiettivi comuni, ma non c’è stato nulla da fare. Le altre forze hanno preferito restare con il candidato del Pd, mostrando di fatto una debolezza programmatica e politica.
Si sono create quindi potenzialità enormi per concretizzare il dissenso su Penati e per ribaltare la logica del voto utile che elimina ogni forma di opposizione. «Il voto a Penati non è un voto utile – afferma Boghetta – non basterà però soltanto sostenere Agnoletto, come in molti hanno già dichiarato di voler fare, è necessario dare voti alla lista della Federazione della Sinistra affinché ci sia il maggior numero di consiglieri possibile in grado di fare una vera opposizione senza compromessi».

Come capolista gli elettori troveranno Luciano Muhlbauer, consigliere regionale uscente e impegnato da anni soprattutto nella difesa delle realtà più vulnerabili. Seguono Giovanni Pagliarini, sindacalista, e Basilio Rizzo, insegnante e consigliere comunale di Milano per la lista civica di Dario Fo. Sono ventuno in tutto i candidati tra cui molti impiegati e uno studente, nove le donne presenti.

Positivo anche il giudizio di Antonello Patta, segretario provinciale del Prc: «La nostra è una lista – sottolinea Patta – che rispecchia le battaglie che abbiamo fatto e che continueremo a fare in difesa dei lavoratori e dei diritti, in difesa dell’ambiente, per l’integrazione e per tutte quelle cause per cui lottiamo e lotteremo sempre e che ci contraddistinguono». A Milano fra gli altri sarà candidata Djiana Pavlovic, attrice serba di origine rom, a Bergamo sarà capolista Ezio Locatelli, ex parlamentare, a Varese, fra gli altri Hicham Mourtadi, nato in Marocco.

Infine stamattina verrà finalmente reso noto il “listino” del candidato presidente. Risulta che abbiano accettato di sostenere Vittorio Agnoletto personalità molto note del mondo della cultura, dell’informazione, della scienza, del lavoro. Un elenco che raccoglie i tanti e le tante voci di chi vuole vivere in un’altra Lombardia.

1 comment to Il vero anti-Formigoni è Agnoletto.

Lascia un commento

 

 

 

Tu puoi usare questi HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>