Federalismo fiscale e demaniale al via. Obiettivo: fare soldi

Secessionismo, ad esempio, come quello tentato negli Anni Sessanta-Settanta dagli irredentisti altoatesini o sudtirolesi di Eva Klotz, con l’assalto al tritolo dei tralicci dell’alta tensione perché volevano non solo un’autonomia speciale per la provincia di Bolzano, ma addirittura la secessione dall’Italia e la successiva annessione al Tirolo, che invece non li ha voluti perché sarebbero stati i loro “terroni”. In ogni caso l’Svp, La Sud Tiroler Volks Partei, o Partito popolare sudtirolese, ha ottenuto dall’Italia tanti di quei soldi, in nome della mai finita diatriba sull’appartenenza, che nessun’altra regione o microarea europea è riuscita a strappare al rispettivo Stato centrale. Continua a leggere

Malattie incurabili.

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Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati.

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Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti assieme, sulla nostra sconfitta. Lettera di Agnoletto ad amici e sostenitori.

31 marzo 2010

Care amiche e cari amici,

l’obiettivo, il quorum regionale, non è stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo il coraggio di guardare in faccia alla realtà.
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Dopo la disfatta serve un fatto nuovo a sinistra

di Luciano Muhlbauer* (dal quotidiano il manifesto del 31 marzo 2010).

Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro l’astensionismo, contro i grillini, contro Penati, contro il destino cinico e baro. Ma sbagliano, perché il problema sta dalla nostra parte, anzi, il problema siamo noi, la sinistra riunita in federazione e quella in generale. Ebbene sì, perché c’è poco da ridere anche per gli altri, visto che Sel ottiene un consigliere soltanto grazie all’ombrello protettivo di Penati e con un misero 1,38%.
Quanto a Penati, inutile perdere altro tempo, visto che è andato peggio di 10 punti rispetto a Sarfatti nel 2005 e appena un po’ meglio, cioè di 1,7 punti, rispetto a Martinazzoli nel lontano 2000. Continua a leggere

UN VOTO PER ROMPERE IL MONOCOLORE DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E PER DIFENDERE IL PLURALISMO IN LOMBARDIA

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Agnoletto a Repubblica: siamo l’unica alternativa in campo. Da queste elezioni il primo passo per unificare le forze a sinistra del Pd.

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Meno strade, più treni, più tutele per il lavoro e salario sociale.

Intervista a Vittorio Agnoletto di Simona Mantovani, dal quotidiano Metro

Agnoletto, lei ha firmato il patto proposto ai candidati dai pendolari: che cosa si può fare, concretamente?

La situazione dei treni è nota ed è inaccettabile: bisogna investire sull’ammodernamento, in quantità e qualità, perchè nell’area metropolitana ci sono 5 milioni di pendolari, calcolando andata e ritorno. I soldi si trovano non investendo nell’alta velocità. è chiaro che non lascerei una linea a metà, ma l’Alta velocità la usano in pochi, e molti sono obbligati perchè sono spariti gli Intercity. Bisogna responsabilizzare lo Stato sui suoi doveri.

Uscirebbe da Tln?

No, la sinergia fra Trenitalia e Le Nord è utile per ottenere un sistema integrato di trasporto pubblico, per togliere auto dalle strade, ma il punto è: ci sono i soldi?

Anche contro l’inquinamento, quindi, la soluzione è l’integrazione con le esigenze private. Come?
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Indicazione di voto del Pcl di Ferrando: "In Lombardia votiamo Federazione della sinistra"

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Festassemblea della Federazione della Sinistra a Milano