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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; altri contenuti</title>
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		<title>Federalismo fiscale e demaniale al via. Obiettivo: fare soldi</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:23:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Secessionismo, ad esempio, come quello tentato negli Anni Sessanta-Settanta dagli irredentisti altoatesini o sudtirolesi di Eva Klotz, con l&#8217;assalto al tritolo dei tralicci dell&#8217;alta tensione perché volevano non solo un&#8217;autonomia speciale per la provincia di Bolzano, ma addirittura la secessione dall&#8217;Italia e la successiva annessione al Tirolo, che invece non li ha voluti perché sarebbero <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/05/24/federalismo-fiscale-e-demaniale-al-via-obiettivo-fare-soldi/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Secessionismo, ad esempio, come quello tentato negli Anni Sessanta-Settanta dagli irredentisti altoatesini o sudtirolesi di Eva Klotz, con l&#8217;assalto al tritolo dei tralicci dell&#8217;alta tensione perché volevano non solo un&#8217;autonomia speciale per la provincia di Bolzano, ma addirittura la secessione dall&#8217;Italia e la successiva annessione al Tirolo, che invece non li ha voluti perché sarebbero stati i loro &#8220;terroni&#8221;. In ogni caso l&#8217;Svp, La Sud Tiroler Volks Partei, o Partito popolare sudtirolese, ha ottenuto dall&#8217;Italia tanti di quei soldi, in nome della mai finita diatriba sull&#8217;appartenenza, che nessun&#8217;altra regione o microarea europea è riuscita a strappare al rispettivo Stato centrale.<span id="more-1747"></span><br />
Oppure separatismo, come quello propugnato il secolo scorso da un&#8217;élite politica siciliana &#8211; fino all&#8217;idea strampalata di diventare nel Secondo Dopoguerra la 49esima stella americana, accompagnata dagli attentati del bandito Salvatore Giuliano &#8211; che riteneva di poter ottenere così per la Sicilia una condizione specialissima anche rispetto alle altre quattro regioni a statuto speciale (Valle D&#8217;Aosta, Trentino-Alto Adige Friuli-Venezia Giulia, Sardegna) e che infatti ottenne sotto la forma dell&#8217;Autonomia, sostenuta da tutte le parti politiche, dalla destra alla sinistra e da una Dc dimezzata, su cui si imperniò l&#8217;esperienza del Milazzismo e su cui si fonda l&#8217;attuale riproposizione autonomista, appunto, del governo Lombardo, sostenuto (e partecipato) dalla destra del Pdl alla sinistra del Pd, con il partito di maggioranza che si presenta ancora una volta dimezzato e diviso.<br />
Bossi, Calderoli, Maroni, Cota, Zaia, Formigoni and company, oggi però vogliono qualcosa di più. Allora si trattava di ideologie; oggi, sotto il manto del fondamentalismo leghista, gonfio di egoismi localistici e di fobie razziste &#8211; come sempre avviene e si accentua nei momenti di crisi, quando c&#8217;è da stringere la cinghia, quando impera l&#8217;idea che mors tua vita mea &#8211; c&#8217;è qualcosa di più: ci sono i soldi; &#8220;i piccioli&#8221;, come direbbero gli amici siciliani del senatur.<br />
I soldi che devono rimanere in loco, non più drenati dallo Stato e da &#8220;Roma ladrona&#8221;, che anziché continuare ad essere foraggiata adesso è diventata la vacca da mungere, di volta in volta con l&#8217;invenzione della Questione settentrionale, delle Grandi opere, dei Fondi per le aree sottoutilizzate, eccetera. Tutto, purché la si faccia finita con la Questione meridionale e con il finanziamento &#8220;a perdere&#8221; del Mezzogiorno.<br />
Anche perché adesso i maggiori sostenitori del partito di governo e di Silvio Berlusconi non sono più quegli sfigati del Sud, grandi elettori democristiani di un tempo, ma &#8220;tutti gli uomini di Umberto Bossi&#8221; che hanno saldamente in mano l&#8217;elettorato delle tre regioni più ricche e importanti del Nord: Piemonte, Lombardia, Veneto. E che da quelle roccaforti stanno muovendo alla conquista delle &#8220;città rosse&#8221; &#8211; come Mantova, Parma e Piacenza, Modena e Reggio Emilia; come potrebbe avvenire persino con Bologna al prossimo turno, dopo i disastri politici di Sergio Cofferati e la débacle etica di Flavio Delbono che ha aperto la strada al commissariamento, lasciando la città stordita, disorientata, incazzata con la sinistra. Peggio che mai nelle deluse cinture operaie stremate dalla crisi che, come sempre è avvenuto, determina l&#8217;inevitabile accentuazione degli egoismi individuali e il conseguente spostamento a destra delle propensioni elettorali.<br />
Dunque era prevedibile che il federalismo si trasformasse nel &#8220;separatismo finanziario&#8221;. Che vuol dire: ogni regione per sé; con il federalismo fiscale per non concorrere all&#8217;equidistribuzione della ricchezza nazionale, trattenendo invece ciascuno quello che produce, dando vita così a 20 sistemi sanitari e 20 forme di welfare diverse, 20 regimi scolastici e 20 separati livelli formativi, 20 rivendicazioni antagoniste di priorità sulle infrastrutture, eccetera. Con il risultato che ci saranno 20 italiette a velocità variabile, ognuna con le risorse di cui dispone. Facile capire che cosa succederà in Campania, Calabria, Basilicata, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.<br />
Per questo ieri sia il presidente del Senato Renato Schifani sia quello della Camera Gianfranco Fini, dopo l&#8217;approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che introduce il &#8220;federalismo demaniale&#8221;, si sono affrettati a dichiarare che il federalismo va bene ma deve unire il Paese e non dividerlo. Arrivando a dire Schifani che nella prossima manovra finanziaria «qualche sacrificio dovrà essere chiesto a chi se lo può permettere».<br />
Da questo orecchio di sicuro Bossi Calderoli e Tremonti non ci sentono. Sono loro infatti gli ideatori e i firmatari della proposta di federalismo demaniale approvata dall&#8217;apposita Commissione bicamerale (l&#8217;Idv ha votato con la Lega, il Pd si è astenuto) varata l&#8217;altro ieri in prima battuta da Palazzo Chigi.<br />
Obiettivo: la grana, l&#8217;argent de poche . I soldi che ciascuna regione, provincia o comune, dovrà ragranellare &#8211; poiché la manovra finanziaria taglierà altri trasferimenti dallo Stato agli Enti locali &#8211; attraverso la vendita (svendita) dei beni demaniali (beni comuni come il territorio e l&#8217;acqua, o ciò che resta dei beni immobili come il patrimonio artistico e monumentale) ai soliti noti, agli amici degli amici, a qualche potente che dispone di risorse finanziarie pronte, magari rientrate dall&#8217;estero grazie allo scudo fiscale o riciclate da insospettabili società di gestione di patrimoni la cui provenienza è e rimarrà insondabile.<br />
«Oggetto dell&#8217;attribuzione alle Regioni ed Enti locali &#8211; recita il testo del decreto &#8211; sono i beni del demanio marittimo (mare, coste, imbarcaderi, litorali, isole, ndr), idrico (acqua! ndr), gli aeroporti di interesse regionale o locale, le miniere (come le ex cave dell&#8217;Elba trasformate in villaggi turistici, ndr) e gli altri beni immobili (monumenti, ndr) dello Stato e i beni mobili (opere d&#8217;arte, ndr) ad essi collegati».<br />
Non basta: «I beni attribuiti al patrimonio disponibile degli Enti territoriali possono essere alienati solo dopo la loro valorizzazione attraverso le varianti allo strumento urbanistico (i Comuni sono avvisati! ndr); i beni trasferiti agli enti territoriali possono, dopo l&#8217;approvazione delle varianti urbanistiche, essere conferiti ad uno o più Fondi comuni di investimento immobiliare».<br />
Te capì?</p>
	<p>Demetra Mann</p>
	<p>da liberazione del<br />
23/05/2010
</p>
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		<title>Malattie incurabili.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 11:20:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Malattie senza cura

    di Cinzia Gubini, dal blog de il manifesto, 12 aprile 2010

      A Carugate nel’hinterland di Milano, una bambina nigeriana di 13 mesi è morta in ospedale. I genitori accusano i sanitari di aver ritardato le cure perché il padre, Tommy Odiase, in Italia dal <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/04/12/malattie-incurabili/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1727"></span><strong>Malattie senza cura</strong>

   <em> di Cinzia Gubini, dal blog de il manifesto, 12 aprile 2010</em>

      A Carugate nel’hinterland di Milano, una bambina nigeriana di 13 mesi è morta in ospedale. I genitori accusano i sanitari di aver ritardato le cure perché il padre, Tommy Odiase, in Italia dal 1997, ha momentaneamente perso il lavoro. E questo per un immigrato vuol dire non poter rinnovare il permesso di soggiorno e di conseguenza anche la tessera sanitaria. E’ la notte del 3 marzo scorso, e quando i genitori portano in ospedale la bambina, i sanitari la dimettono in cinque minuti e le prescrivono soltanto dei farmaci. Quando la famiglia nigeriana torna alle 2 di notte, con la bimba ancora in preda a violenti attacchi di vomito, i medici dicono: “La tessera sanitaria della bambina è scaduta, non possiamo visitarla e ricoverarla nuovamente”. Solo le urla e le minacce del padre inducono i camici bianchi a chiamare i carabinieri. E per fortuna. Perché quando i militari arrivano, finalmente la bambina viene ricoverata. Ma servirà a poco: muore dopo poche ore. “Non le hanno nemmeno fatto una flebo, nessuno l’ha visitata”, denunciano i genitori a Repubblica. La Procura ha aperto un’inchiesta, i coniugi Odiase hanno presentato una denuncia per omicidio colposo.

      Ora, questo è prima di tutto un ennesimo caso di mala sanità, che ammazza senza distinzioni italiani e stranieri. Ma come si fa a certificare che è in  ”buone condizioni generali” una bambina che morirà sei ore dopo?

      Eppure non basta dire che esistono medici incompetenti. Perché questa storia racconta benissimo quella corazza che ormai è a disposizione di chiunque ne voglia fa uso. L’unico strumento che a mio avviso la destra ha saputo mettere in mano agli italiani, in questi anni di crisi variamente intesa.

      Il medico all’inizio il suo lavoro lo fa (male) dà un’occhiata alla bambina e emette una sentenza sicuramente viziata di superficialità: ma sì non è niente. Quando i genitori tornano, come avrebbe fatto chiunque, ecco che scatta la differenza: ah non ti sta bene? ah sei nero? Cominciamo con il vedere i documenti…Uh, guarda un po’, il signore è senza tessera sanitaria. Allora, cosa vuole? Insiste? Guardi che chiamiamo i carabinieri….

      Di fronte a un problema, per di più nel cuore della notte: bambina forse malata e genitore insistente – binomio che avrebbe potuto verificarsi  con qualsiasi passaporto – è certo che il sentimento di fastidio dimostrato dal servizio (ahimè, pubblico da quanto ho capito) sarebbe stato lo stesso. Ma se sei un immigrato, ecco che il servizio nei tuoi confronti ha un’arma in più: il permesso di soggiorno. da controllare, anche di fronte a una piccola di 13 mesi che sta male.

      Tutto questo è sconvolgente, a mio avviso. E segnala un cambiamento antropologico di questo paese. I dibattiti sul pacchetto sicurezza – quando si diceva che solo i regolari avrebbero avuto accesso alle cure sanitarie – ha certamente avuto un influsso gravissimo: tanta gente pensa che dovrebbe essere così, medici compresi. E adesso lo fanno anche se il governo ha smentito che intendesse giungere a tanto. Ma non basta smentire, se ormai la miccia è innescata.

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		<title>Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:30:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AMMINISTRATIVE Dall&#8217;analisi del voto un messaggio chiaro degli elettori di sinistra e Pd contro il candidato alle regionali e le sue scelte
Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati
di Alessandro Braga (da il manifesto del 1 aprile 2010).

MILANO
La sconfitta del centrosinistra in Lombardia ha un nome: Filippo Penati. Certo, di riuscire nell&#8217;impresa di <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/04/01/lombardia-i-comuni-che-promuovono-il-centrosinistra-e-bocciano-penati/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1719"></span><strong>AMMINISTRATIVE Dall&#8217;analisi del voto un messaggio chiaro degli elettori di sinistra e Pd contro il candidato alle regionali e le sue scelte
Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati</strong>
di Alessandro Braga <em>(da il manifesto del 1 aprile 2010).</em>

MILANO
La sconfitta del centrosinistra in Lombardia ha un nome: Filippo Penati. Certo, di riuscire nell&#8217;impresa di scalzare il sempiterno governatore lombardo Roberto Formigoni dal suo scranno, a parte lo stesso Penati e pochi altri, ci credevano in pochi. Ma un risultato del genere non si può spiegare altrimenti se non con l&#8217;ammissione di aver sbagliato totalmente strategia politica e candidato. Penati è riuscito a ottenere ben dieci punti percentuali in meno del suo predecessore Riccardo Sarfatti, candidato nel 2005 e di cui in pochi ormai ricordano anche la faccia (fece sorridere gli elettori lombardi progressisti la sua scelta di apparire sui manifesti senza mai mostrare il suo viso, tanto che fu soprannominato «l&#8217;uomo senza volto»).
Eppure nelle prime dichiarazioni post-voto, pur ammettendo la sconfitta, Penati ha parlato di «dati in controtendenza» che gli hanno fatto dire che il risultato dello scorso fine settimana va letto come «un punto di partenza e non di arrivo». Aggrappandosi così a questo dato per indicare la strategia da seguire per le elezioni comunali di Milano del prossimo anno. Competizione per cui Penati si dice al momento non disponibile, ma chissà. Del resto, prima che venisse «obbligato» al ruolo di perdente contro Formigoni, la sua idea era proprio quella: saltare un turno per arrivare fresco alla sfida del 2011. Intanto delinea per il centrosinistra lombardo una tattica che già due volte lo ha portato alla sconfitta: lo scorso anno quando non è riuscito a confermarsi presidente della provincia di Milano, e domenica scorsa con la disfatta contro Formigoni. «Si parte da un progetto che faccia leva sul civismo», ha detto Penati. Che prevede «un&#8217;alternativa di governo che fa perno sulla città e guarda alle forze cattoliche». Insomma, una rinnovata apertura all&#8217;Udc, dopo la spietata corte fatta per queste regionali ai centristi e che ha portato come unico risultato alla candidatura solitaria di Savino Pezzotta. Con una conseguente nuova chiusura a sinistra, se non per quel pezzo che fa capo a Sinistra ecologia e libertà e che già ora ha appoggiato Penati, sebbene con maldipancia interni non indifferenti.
Ma quando parla di dati in controtendenza, Penati non ha tutti i torti. Le elezioni comunali lombarde che si sono tenute insieme alle regionali qualche sorpresa, positiva, l&#8217;hanno pure riservata. A Lecco il candidato sindaco del centrosinistra Virginio Brivio, ex presidente della provincia, ha sbaragliato il viceministro leghista Roberto Castelli, vincendo al primo turno: 50,22% per lui contro il 44,2% a favore dell&#8217;ex guardasigilli. Un risultato incredibile, considerando che i dati delle regionali in città parlano di un centrodestra al 53% contro il 38% circa di Pd e sinistra varia. Ma per Castelli ha pesato lo strappo interno al centrodestra che aveva portato la città alla caduta della giunta e al commissariamento solo pochi mesi fa. Diverso il caso di Lodi, dove Lorenzo Guerini ha ottenuto il 53,66%, sconfiggendo il candidato del centrodestra che si è fermato al 38,5%. Anche qui, il raffronto con i voti dati alle regionali mostra un ribaltamento netto: Lega più Pdl erano al 51,6%, in città, Penati si fermava al 38%. E anche in altri paesi lombardi, dove si dovrà andare al ballottaggio, il centrosinistra è avanti rispetto agli avversari, anche dove i voti per la regione facevano registrare percentuali bulgare a favore di Lega e Pdl. Questi dati «in controtendenza» hanno qualcosa in comune: i candidati sindaci sono persone ben radicate sul territorio, conosciute e stimate. E sono sostenuti da una coalizione che si allarga a sinistra, comprendendo tutte le forze alla sinistra del Pd. In controtendenza, questo sì, con la strategia di Penati.]]></content:encoded>
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		<title>Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti assieme, sulla nostra sconfitta. Lettera di Agnoletto ad amici e sostenitori.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 22:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>31 marzo 2010</p>
	<p>Care amiche e cari amici,</p>
	<p>l’obiettivo, il quorum regionale, non è  stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo  il coraggio di guardare in faccia alla realtà.
</p>
	<p>Grazie a chi ci ha creduto e ci ha messo  impegno, tempo e pensieri.</p>
	<p>Grazie a tutte le donne e gli uomini che  <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/31/agnoletto-adesso-dobbiamo-ragionare-tutte-e-tutti-assieme-sulla-nostra-sconfitta/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-Agnoletto2.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-Agnoletto2-150x150.jpg" alt="" title="Vittorio Agnoletto" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1715" /></a>31 marzo 2010</p>
	<p>Care amiche e cari amici,</p>
	<p>l’obiettivo, il quorum regionale, non è  stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo  il coraggio di guardare in faccia alla realtà.<br />
<span id="more-1696"></span></p>
	<p>Grazie a chi ci ha creduto e ci ha messo  impegno, tempo e pensieri.</p>
	<p>Grazie a tutte le donne e gli uomini che  ci hanno sostenuto in questa difficile campagna: i voti che ho ricevuto  come presidente sono stati 113.749 e quelli raccolti come lista 87.220;  tanti, ma non sufficienti per mandare qualcuno al Pirellone.  Rappresentano comunque un patrimonio umano e politico da valorizzare e  da non disperdere.</p>
	<p>Grazie a chi ha dato consigli, elaborato  proposte, attacchinato manifesti, scritto mail e inviato sms,  volantinato, organizzato incontri, parlato con le persone per strada e   sul luogo di lavoro.</p>
	<p>Grazie a tutte e tutti i  militanti  della Federazione della Sinistra che una volta di più hanno testimoniato  che è ancora possibile pensare  la politica come lotta per l’ideale e  non come ricerca dell’interesse personale.</p>
	<p>Grazie agli intellettuali  e agli  artisti che hanno accettato di entrare nel listino regionale.  Grazie  per aver messo a disposizione di un progetto, gratuitamente e giocandosi  di persona, il loro nome e la loro notorietà. Si è trattato di un atto  di coraggio, in tempi di “liste di proscrizione” sui mass media per chi  osa disturbare il potere.</p>
	<p>Non sono pentito di averci “messo la  faccia”. Credo che fosse necessario offrire ai lombardi un’alternativa  di Sinistra a Formigoni e a Penati. In molti erano sbalorditi dalla mia  scelta di candidarmi solo alla presidenza della regione e non come  capolista, rendendo così impossibile, in base alla legge elettorale  lombarda, la mia elezione come consigliere regionale.</p>
	<p>Ma io continuo a credere che la politica  si faccia anche fuori dalle istituzioni. Quando faccio il medico di  strada, a Milano o in Africa, io faccio politica. Per questo avevo  scelto di non concorrere direttamente per avere io un posto in Consiglio  Regionale; ho pensato che questa volta la mia responsabilità fosse  un’altra.</p>
	<p>Mettermi a disposizione per cercare di  “tirare” e fare eleggere i candidati della Federazione, per avere in  Consiglio regionale delle/i compagne/i  competenti e combattivi per  difendere il diritto al lavoro, allo studio e alla salute, per  denunciare gli affari dell’EXPO 2015……</p>
	<p>Purtroppo anche dalle nostre parti a  volte emergono personalismi, battaglie elettorali concentrate  sulla  propria  elezione, guerre delle preferenze, con poca attenzione al  progetto comune. Non possiamo più permettercelo.</p>
	<p>Forse anche questa diffusa idea della  politica spiega le nostre difficoltà</p>
	<p>Un grande ringraziamento ai candidati  nelle varie province lombarde per il faticoso lavoro che hanno fatto in  questa campagna. Grazie per aver messo la propria persona a disposizione  di tutti noi.</p>
	<p>Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti  assieme, sulla nostra sconfitta.</p>
	<p>Io mi impegno a non abbandonare la lotta  e l’impegno sociale e civile, continuerò a lavorare per la costruzione  di una Sinistra che sappia essere in sintonia con i bisogni di milioni  di lavoratori e cittadini.</p>
	<p>Dobbiamo riprendere il cammino  dell’unità a sinistra, perché, se la società ha “bisogno di sinistra”,  le nostre divisioni risultano incomprensibili.</p>
	<p>Fuggiamo la depressione, arma  dell’avversario; guardiamo in avanti, testimoniamo le nostre idee nella  vita quotidiana, lavoriamo per una sinistra unita</p>
	<p>Un abbraccio a tutte e tutti</p>
	<p>Vittorio Agnoletto.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Dopo la disfatta serve un fatto nuovo a sinistra&#8221;</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/03/31/dopo-la-disfatta-serve-un-fatto-nuovo-a-sinistra/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:16:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prc]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>di Luciano Muhlbauer* (dal quotidiano il manifesto del 31 marzo 2010).</p>
	<p>Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla  lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/31/dopo-la-disfatta-serve-un-fatto-nuovo-a-sinistra/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>di Luciano Muhlbauer* <em>(dal quotidiano il manifesto del 31 marzo 2010).</em><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/la-barchetta-della-sinistra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1667" title="la barchetta della sinistra" src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/la-barchetta-della-sinistra1-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a></p>
	<p>Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla  lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.<br />
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro l’astensionismo, contro i grillini, contro Penati, contro il destino cinico e baro. Ma sbagliano, perché il problema sta dalla nostra parte, anzi, il problema siamo noi, la sinistra riunita in federazione e quella in generale. Ebbene sì, perché c’è poco da ridere anche per gli altri, visto che Sel ottiene un consigliere soltanto grazie all’ombrello protettivo di Penati e con un misero 1,38%.<br />
Quanto a Penati, inutile perdere altro tempo, visto che è andato peggio di 10 punti rispetto a Sarfatti nel 2005 e appena un po’ meglio, cioè di 1,7 punti, rispetto a Martinazzoli nel lontano 2000.<span id="more-1653"></span></p>
	<p>Insomma, si è confermato quello che si intuiva, cioè se la crisi, economica, morale e politica, non trova una via d’uscita a sinistra, allora la trova a destra. E la marea leghista sta lì a dimostrarlo.</p>
	<p>E allora, tornando al punto, dobbiamo ragionare su noi stessi, su una sinistra inadeguata persino a rappresentare il bisogno di sinistra esistente, oggi e qui. Altrimenti come si spiegherebbe la forte emorragia di voti, addirittura superiore all’aumento dell’astensionismo medio, verso il non voto, i grillini o l’IdV?</p>
	<p>I numeri, soprattutto quelli veri, sono impietosi. La FdS ha raccolto 87.220 voti (2.04%). Il nostro candidato Presidente, Vittorio Agnoletto, 113.749 (2,36%). Alle ultime elezioni regionali, cinque anni fa, Rifondazione da sola ottenne 248mila voti (5,7%) e i Comunisti Italiani altri 104.246 voti (2,4%). E non siamo nemmeno riusciti a tenere i voti che la FdS raccolse in Lombardia l’anno scorso, in occasione delle europee, cioè 147mila.</p>
	<p>Sono dati che non ammettono repliche, che fotografano una disfatta (perché le cose vanno chiamate con il loro nome). E quindi, le 4.088 preferenze espresse al sottoscritto nella circoscrizione di Milano hanno quasi il sapore della beffa, perché sono più del doppio di quelle di cinque anni fa, quando fui eletto. Ma quelle preferenze sono anche e anzitutto il risultato dell’impegno e del crederci di tanti e tante e, in questo senso, il miglior apprezzamento del lavoro svolto che uno si possa immaginare.</p>
	<p>A chi in questa campagna elettorale si è sbattuto, a chi ha attacchinato, distribuito materiale, convinto altri, scritto mail e sms, o semplicemente è andato a votare, affrontando il fatidico quesito “ma dove cavolo si mette questa H?”, a chi ha fatto uno sforzo generoso e non scontato, decidendo magari di andare a votare per prima volta, o a chi quel partito non l’avrebbe mai più votato, ma poi l’ha fatto lo stesso, a tutti voi un grazie enorme, di testa e di cuore.</p>
	<p>E, infine, un impegno, una certezza e un auspicio. L’impegno è di non ritirarmi a vita privata, di continuare il lavoro, nelle forme possibili e nello stesso spirito, tenendo unite parole e fatti, sociale e politico.</p>
	<p>La certezza è che a sinistra così non si può andare avanti, che occorre una scossa, un fatto nuovo, aria fresca, capacità unitaria e un atto di liberazione dall’autoreferenzialità degli apparati.</p>
	<p>L’auspicio è che non ci disperdiamo, che valorizziamo le cose fatte insieme in questi anni e, soprattutto, che affrontiamo insieme le battaglie e i percorsi del domani.</p>
	<p><em>*consigliere regionale uscente del Prc</em>
</p>
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		<title>UN VOTO PER ROMPERE IL MONOCOLORE DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E PER DIFENDERE IL PLURALISMO IN LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 16:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cdo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioi regionali]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>Bergamo, 27 marzo 2010 </p>
	<p>«Il voto alla Federazione della Sinistra &#8211; ha dichiarato Vittorio Agnoletto, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, chiudendo la campagna elettorale in un comizio a Bergamo &#8211; è l&#8217;unico voto utile per opporsi ad un sistema di potere che invade ogni settore di vita della nostra <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/26/un-voto-per-rompere-il-monocolore-della-compagnia-delle-opere-e-per-difendere-il-pluralismo/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione1.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione1-298x300.jpg" alt="" title="simbolo FED" width="298" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1631" /></a><span id="more-1626"></span>Bergamo, 27 marzo 2010 </p>
	<p>«Il voto alla Federazione della Sinistra &#8211; ha dichiarato Vittorio Agnoletto, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, chiudendo la campagna elettorale in un comizio a Bergamo &#8211; è l&#8217;unico voto utile per opporsi ad un sistema di potere che invade ogni settore di vita della nostra regione.</p>
	<p>Formigoni in 15 anni di dominio incontrastato ha consegnato quasi tutti i centri nevralgici della regione a personaggi aderenti alla Compagnia delle Opere o comunque riconducibili a quell&#8217;area politica. Dalla sanità alla scuola, dal mondo della cooperazione a quello delle infrastrutture, dalle Fondazioni ai consigli d&#8217;amministrazione degli enti dipendenti dal Pirellone, non c&#8217;è settore dove ai vertici non siano stati nominate persone vicino alla Compagnia delle Opere. In nessuna altra regione esiste un monocolore così omogeneo e da così tanto tempo. Questa cappa culturale, affaristica e politica riduce enormemente il pluralismo nelle espressioni sociali e culturali della nostra regione e rende molto difficile, anche in campo scientifico, la valorizzazione di personalità con opinioni differenti da quelle del Governatore.</p>
	<p>È ad esempio ampiamente documentato che in campo sanitario si fa carriera non in base alla capacità e al merito, ma solo se si è in sintonia con l&#8217;associazione di riferimento di Formigoni.</p>
	<p>In Lombardia, ormai da tempo un gruppo di potere privato si è impadronito di tutti gli spazi istituzionali; purtroppo questo è avvenuto nell&#8217;indifferenza del principale partito d&#8217;opposizione».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Agnoletto a Repubblica: siamo l&#8217;unica alternativa in campo. Da queste elezioni il primo passo per unificare le forze a sinistra del Pd.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 09:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Formigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Penati]]></category>

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		<description><![CDATA[ «Riuscirò a riunire la vera sinistra. Siamo l’unica alternativa a Formigoni»

Intervista a Vittorio Agnoletto di Rodolfo Sala, da Repubblica del 24 marzo 2010.

«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.

Dunque <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/25/agnoletto-a-repubblica-siamo-lunica-alternativa-in-campo-da-queste-elezioni-il-primo-passo-per-unificare-le-forze-a-sinistra-del-pd/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1558"></span><strong> «Riuscirò a riunire la vera sinistra. Siamo l’unica alternativa a Formigoni»</strong>

<em>Intervista a Vittorio Agnoletto di Rodolfo Sala, da Repubblica del 24 marzo 2010.</em>

«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.

<strong>Dunque la «vera» alternativa siete voi…</strong>

«Difficile negarlo. Provo a dirlo con le parole di Moni Ovadia, che insieme a Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Paolo Rossi e altri è candidato nel mio listino: il programma di Penati è la fotocopia sbiadita di un originale, quello di Formigoni. Vuole un paio di esempi?»

<strong>Prego.
</strong>
«Entrambi pensano che l’Expo sia una grande opportunità per Milano. Così com’è progettato, invece, rischia di diventare la porta d’ingresso della ‘ndrangheta negli appalti e di produrre un saccheggio ambientale fondato sulla speculazione edilizia. Poi l’immigrazione».

<strong>Cioè?</strong>

«Penati è quello che da presidente della Provincia propose di multare, sulla base del codice della strada, gli islamici che pregavano col tappetino sui marciapiedi».

<strong>La cosa più importante di questa sua campagna elettorale?</strong>

«L’appoggio ricevuto da parecchi esponenti della cultura democratica milanese e lombarda: persone diverse tra loro e anche distanti dal mio percorso politico, che tuttavia vedono nella mia candidatura una speranza di alternativa. Tra coloro che hanno sottoscritto un appello al voto per me c’è anche Milly Moratti. Con loro, e con tutti gli elettori, io ho assunto un impegno solenne».

<strong>Quale?</strong>

«Fare di queste elezioni regionali il primo passo per riunificare tutto ciò che c’è a sinistra del Pd e invertire l’andazzo degli ultimi anni, contraddistinti da divisioni e scissioni che non hanno più senso».

<strong>I capisaldi della vostra opposizione?</strong>

«Innanzitutto difesa della scuola pubblica. Su 61.130 buoni scuola distribuiti nel 2008-2009, 61.125 sono andati a scuole private. Ne hanno usufruito 8.713 famiglie con reddito superiore agli 85mila euro, e altre 265 con reddito tra i 140 e i 200mila euro».

<strong>Poi?</strong>

«La sanità. In Lombardia più di dieci cliniche private sono sotto inchiesta con l’accusa di aver gonfiato le richieste di rimborso alla Regione. Oltre 80mila cartelle cliniche sono nelle mani dei magistrati. Questa è l’emergenza, ma più in generale Formigoni sta usando le eccellenze sanitarie, che ci sono eccome, per finanziare i privati».

<strong>La prima proposta che farà da consigliere regionale?</strong>

«Il Pirellone è travolto dalla corruzione del rapporto tra politica e affari, propongo di istituire una commissione sulla trasparenza negli appalti composta per il 50 per cento da rappresentanti della società civile e presieduta da un esponente di Libera, l’associazione anti-mafia di don Ciotti».

<strong>Queste elezioni sono a forte rischio di astensionismo: preoccupato?</strong>

«In una fase di grandissima crisi economica i ceti più deboli hanno il bisogno assoluto di avere una sponda istituzionale in regione. Se non c’erano i nostri al Pirellone, il prefetto neppure avrebbe aperto un tavolo di confronto Innse. Per questo dico che l’astensionismo è un lusso che a sinistra nessuno si può permettere».]]></content:encoded>
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		<title>Meno strade, più treni, più tutele per il lavoro e salario sociale.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[brebemi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[pendolari]]></category>
		<category><![CDATA[salario sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>Intervista a Vittorio Agnoletto di Simona Mantovani, dal quotidiano Metro</p>
	<p>Agnoletto, lei ha firmato il patto proposto ai candidati dai pendolari: che cosa si può fare, concretamente?</p>
	<p>La situazione dei treni è nota ed è inaccettabile: bisogna investire sull’ammodernamento, in quantità e qualità, perchè nell’area metropolitana ci sono 5 milioni di pendolari, calcolando andata e ritorno. I <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/25/meno-strade-piu-treni-piu-tutele-per-il-lavoro-e-salario-sociale/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vota-Fds.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vota-Fds-214x300.jpg" alt="" title="Vota Fds" width="214" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1606" /></a><em>Intervista a Vittorio Agnoletto di Simona Mantovani, dal quotidiano Metro</em></p>
	<p><strong>Agnoletto, lei ha firmato il patto proposto ai candidati dai pendolari: che cosa si può fare, concretamente?</strong></p>
	<p>La situazione dei treni è nota ed è inaccettabile: bisogna investire sull’ammodernamento, in quantità e qualità, perchè nell’area metropolitana ci sono 5 milioni di pendolari, calcolando andata e ritorno. I soldi si trovano non investendo nell’alta velocità. è chiaro che non lascerei una linea a metà, ma l’Alta velocità la usano in pochi, e molti sono obbligati perchè sono spariti gli Intercity. Bisogna responsabilizzare lo Stato sui suoi doveri.</p>
	<p><strong>Uscirebbe da Tln?<br />
</strong><br />
No, la sinergia fra Trenitalia e Le Nord è utile per ottenere un sistema integrato di trasporto pubblico, per togliere auto dalle strade, ma il punto è: ci sono i soldi?</p>
	<p><strong>Anche contro l’inquinamento, quindi, la soluzione è l’integrazione con le esigenze private. Come?<br />
</strong><span id="more-1560"></span><br />
La giunta Moratti ha varato l’Ecopass che è uno specchietto per le allodole perchè i soldi degli ingressi non sono stati investiti nei trasporti. La Regione ha investito nella brebemi, non sugli interporti per fermare i camion fuori città.</p>
	<p><strong>Bocciata anche la Brebemi.</strong></p>
	<p>Mi faccia fare una battuta: le strade sono come gli armadi, più ne hai più li riempi. Il risultato è che quando li apri ti frana tutto addosso. Ci ritroveremo circondati di auto e inquinamento.</p>
	<p><strong>Il lavoro; cosa farebbe se diventasse presidente?</strong></p>
	<p>Userei di più i fondi europei per le aziende, che sarebbero obbligate a non delocalizzare. Tutelare chi l’ha perso, anche le partite Iva: non tutti sono ricchi, la maggior parte è obbligato ad aprirla. E darei un salario sociale agli atipici senza lavoro: sul modello danese, mille euro al mese per 2/3 anni durante i quali lo Stato ti fa fare corsi professionali e ti propone altri impieghi entro un tot di chilometri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indicazione di voto del Pcl di Ferrando: &#8220;In Lombardia votiamo Federazione della sinistra&#8221;</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/03/23/indicazione-di-voto-del-pcl-in-lombardia-votate-federazione-della-sinistra/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[altri contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, 23 marzo 2010

Il Coordinamento regionale della Federazione della Sinistra comunica che il Partito comunista dei lavoratori (PCL) in Lombardia ha dato indicazione di votare per la Federazione.

L’indicazione è sostanzialmente motivata dal fatto che in Lombardia la Federazione della Sinistra presenta liste autonome dal centrosinistra.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1552"></span>Milano, 23 marzo 2010

Il Coordinamento regionale della Federazione della Sinistra comunica che il Partito comunista dei lavoratori (PCL) in Lombardia ha dato indicazione di votare per la Federazione.

L’indicazione è sostanzialmente motivata dal fatto che in Lombardia la Federazione della Sinistra presenta liste autonome dal centrosinistra.


]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Festassemblea della Federazione della Sinistra a Milano</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/03/22/festassemblea-della-federazione-della-sinistra-a-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 07:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[altri contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[no home]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>
</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/FESTASSEMBLEA_24.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1543" title="FESTASSEMBLEA_24" src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/FESTASSEMBLEA_24.jpg" alt="" width="842" height="595" /></a>
</p>
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