LA LOMBARDIA TRA ARROGANZA DEL POTERE E OCCULTAMENTO DELLA CRISI
di Luciano Muhlbauer*, da Liberazione del 9 marzo 2010.
1 marzo 2010: l’ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Milano dichiara inammissibile la lista regionale di Formigoni perché troppe firme presentate non sono regolarmente autenticate. Si mormora che il “casino” sia dovuto a una modifica in extremis del listino, perché oltre alle candidature premio già presenti, cioè il fisioterapista del Milan, l’igienista orale di Berlusconi e il geometra di Arcore, andava aggiunto anche un tal Riparbelli, addetto alla gestione del palco del premier.
5 marzo 2010: per prima volta manifestano insieme i lavoratori di tutte le aziende di telecomunicazioni del milanese, dall’Italtel alla Nokia Siemens Network. Un settore tecnologicamente maturo e strategicamente decisivo, ma in profonda crisi a causa delle delocalizzazioni e dell’assenza di una politica industriale. I lavoratori sono più di mille e ci sono pure molti sindaci dell’hinterland.
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Milano, 1 marzo 2010
Le dichiarazioni di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, e di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc
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Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc
Milano, 5 febbraio 2010
Anche la più scapestrata delle repubbliche presidenziali si tiene stretta una regola d’oro: nessun presidente può fare più di due mandati. Ma qui siamo in Lombardia, c’è sì il presidenzialismo, ma non quella regola d’oro, visto che praticamente nessuno si scandalizza che Roberto Formigoni ora corra per il 4° (quarto) mandato consecutivo. Eppure, ce ne sarebbe di cui preoccuparsi, perché qui, dopo 15 anni di ininterrotta occupazione di potere da parte di Comunione e Liberazione, la confusione tra privato e pubblico, tra partito e istituzione è ormai totale. Continua a leggere
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc
La mozione del Pdl, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale, sui fatti accaduti nella libreria Cusl in Università Statale a Milano all’inizio di ottobre, che il 13 novembre scorso avevano portato all’arresto di cinque studenti, è un errore politico e non contribuisce certo all’allentamento delle troppe tensioni accumulate in università e nelle scuole superiori.
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