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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; Cl</title>
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		<title>Il formigonismo scricchiola, il Pd gli dà ossigeno.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:20:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>LA LOMBARDIA TRA ARROGANZA DEL POTERE E OCCULTAMENTO DELLA CRISI

di Luciano Muhlbauer*, da Liberazione del 9 marzo 2010.</p>
	<p>1 marzo 2010: l’ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Milano dichiara inammissibile la lista regionale di Formigoni perché troppe firme presentate non sono regolarmente autenticate. Si mormora che il “casino” sia dovuto a una modifica in extremis <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/09/il-formigonismo-scricchiola-il-pd-gli-da-ossigeno/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>LA LOMBARDIA TRA ARROGANZA DEL POTERE E OCCULTAMENTO DELLA CRISI<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/luciano_muhlbauer.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/luciano_muhlbauer.jpg" alt="" title="Luciano Muhlbauer" width="104" height="120" class="alignright size-full wp-image-1433" /></a><br />
</strong><br />
<em>di Luciano Muhlbauer*, da Liberazione del 9 marzo 2010.</em></p>
	<p>1 marzo 2010: l’ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Milano dichiara inammissibile la lista regionale di Formigoni perché troppe firme presentate non sono regolarmente autenticate. Si mormora che il “casino” sia dovuto a una modifica in extremis del listino, perché oltre alle candidature premio già presenti, cioè il fisioterapista del Milan, l’igienista orale di Berlusconi e  il geometra di Arcore, andava aggiunto anche un tal Riparbelli, addetto alla gestione del palco del premier.</p>
	<p>5 marzo 2010: per prima volta manifestano insieme i lavoratori di tutte le aziende di telecomunicazioni del milanese, dall’Italtel alla Nokia Siemens Network. Un settore tecnologicamente maturo e strategicamente decisivo, ma in profonda crisi a causa delle delocalizzazioni e dell’assenza di una politica industriale. I lavoratori sono più di mille e ci sono pure molti sindaci dell’hinterland.<br />
<span id="more-1403"></span>Hanno chiesto un incontro a Formigoni e all’Assessore all’Industria, tal Romano La Russa (unica qualità conosciuta: essere il fratello del Ministro), ma vengono bellamente snobbati. La vicenda delle liste elettorali non c’entra, perché succede così abitualmente davanti al Pirellone.<br />
Infatti, l’elenco dei lavoratori snobbati è sterminato e comprende anche gli operai dell’ex-Alfa di Arese, sulla cui pelle Formigoni aveva fatto buona parte della sua campagna elettorale di cinque anni fa.</p>
	<p>Due date, due eventi. Il primo è diventato un fatto politico dirompente a livello nazionale, il secondo è stato ignorato persino dalla stampa locale. Ma nel loro insieme rispecchiano fedelmente lo stato delle cose nella più ricca e popolosa regione italiana, dopo 15 anni di ininterrotta occupazione del potere da parte dello stesso uomo, Roberto Formigoni, e della sua lobby politico-affaristica, cioè Comunione e Liberazione.</p>
	<p>Arroganza del potere, sciatteria politica, regole scritte e riscritte ad hoc e su misura fanno il paio con l’occultamento della gravità della crisi economica e occupazionale. In altre parole, questi giorni non sono altro che una sintesi istantanea del “modello Formigoni” realmente esistente, qui e oggi: strapotente e strafottente più che mai, ma anche sempre più ammaccato, corroso da una montante questione morale, e sostanzialmente afono di fronte crisi.</p>
	<p>In questa legislatura si è rafforzata ulteriormente il potere degli uomini di Cl, che ormai predominano non soltanto nell’apparato amministrativo in senso stretto, ma in tutto il sistema regionale, e che sono tra i principali beneficiari della privatizzazione assistita dei servizi, con la sua equiparazione tra pubblico e privato (sanità, formazione professionale, istruzione, servizi al lavoro, edilizia sociale ecc.).</p>
	<p>Dall’altra parte, era proprio la consapevolezza di dinamiche di questo tipo a motivare storicamente il principio base del presidenzialismo: il limite dei due mandati. Ma qui non siamo negli Stati Uniti, in Francia o in Brasile. Qui siamo nel paese del “partito del fare” e quindi chi se ne frega di formalità burocratiche come il numero dei mandati o la separazione dei poteri. Insomma, il “decreto interpretativo” di Berlusconi non è proprio un’innovazione.</p>
	<p>Affari pubblici e interessi privati sono oggi terribilmente confusi al Pirellone ed è da qui che nasce quella questione morale, che va da vicende come quella del finanziamento pubblico alla scuola privata, denunciata soltanto da noi, fino al numero crescente di inquisiti e inchieste.<br />
Questione morale, liste con firme irregolari, immobilismo di fronte a un fatto epocale come la crisi, tutto indica che dietro la corazza apparentemente impenetrabile qualcosa inizia a scricchiolare; che il modello è sì egemone e potente, ma che ha perso vigore, spinta.</p>
	<p>Siamo di fronte a una situazione delicata. Perché la contraddizione tra l’inizio della fase senile, mitigata soltanto dalla tenuta leghista sul fronte destro, e l’assenza di un’alternativa credibile, di una via d’uscita a sinistra, è potenzialmente pericolosa.<br />
Per questo avevamo proposto al Pd un confronto unitario, che mettesse al centro due punti: la questione morale e il lavoro. La risposta è stata Penati, la polverizzazione dell’opposizione e il continuismo.</p>
	<p>A questo punto, avendo il Pd regalato a Formigoni la certezza della rielezione, è decisivo che il prossimo Consiglio veda la presenza di un’opposizione che faccia il suo mestiere senza balbettii e che contribuisca a preparare il futuro. E questo significa, molto concretamente, lavorare perché la Federazione della Sinistra superi lo sbarramento del 3%.</p>
	<p>* Capogruppo regionale uscente Prc, capolista Fds a Milano.
</p>
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		<title>Elezioni / Verifica della Corte d&#8217;appello esclude la lista regionale di Formigoni.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:55:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 1 marzo 2010</p>
	<p>Le dichiarazioni di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, e di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc</p>
	<p></p>
	<p>Vittorio Agnoletto:
«La non ammissione della lista Formigoni è la diretta conseguenza dell’arroganza del potere che caratterizza l’attuale guida della Lombardia. Il governatore-imperatore pensava che le regole non valessero per lui, <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/01/la-lista-regionale-di-formigoni-bocciata-alla-verifica-della-corte-dappello/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Roberto-Formigoni1.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Roberto-Formigoni1-e1267459914261-150x96.jpg" alt="" title="Roberto Formigoni" width="150" height="96" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1335" /></a>Milano, 1 marzo 2010</p>
	<p><strong>Le dichiarazioni di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, e di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc</strong></p>
	<p><span id="more-1325"></span></p>
	<p><strong>Vittorio Agnoletto:</strong><br />
«La non ammissione della lista Formigoni è la diretta conseguenza dell’arroganza del potere che caratterizza l’attuale guida della Lombardia. Il governatore-imperatore pensava che le regole non valessero per lui, che governa da quindici anni: come il suo leader Berlusconi, anche Formigoni ritiene che la legge possa essere bypassata quando si tratta della loro coalizione. Stupisce il fatto che nonostante i potenti mezzi della macchina elettorale messa in campo da Formigoni non si sia prestata attenzione alle regole formali per raccogliere le firme: queste cose accadono quando si ha la certezza di essere al di sopra della legge. Le regole devono essere uguali per tutti: le stesse regole che hanno portato all’esclusione della lista dei radicali devono valere anche per Formigoni. Non sarebbero accettabile la logica dei «due pesi e due misure» a seconda del partito di riferimento; ancora di più sarebbe incomprensibile escludere i radicali, spesso come noi ignorati dai grandi media, e “perdonare” Formigoni che ha avuto sua disposizione risorse immense per raccogliere le firme».</p>
	<p>*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°</p>
	<p><strong>Ugo Boghetta</strong></p>
	<p>L’esclusione della lista di Formigoni mi sembra un fatto assolutamente emblematico. Vorrebbero continuare a governare la Lombardia, ma ormai sono incapaci persino di presentare una lista con le firme in regola. </p>
	<p>Evidentemente, dopo quindici anni di governo assoluto, dalle parti del Presidente ciellino e del Pdl si intendono bene solo di appalti, con la Lega a fargli da palo.<!--more--></p>
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		<title>Gli uomini di Formigoni  tentano di truccare la consultazione dei lavoratori della Regione.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:57:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Milano, 5 febbraio 2010 </p>
	<p>Anche la più scapestrata delle repubbliche presidenziali si tiene stretta una regola d’oro: nessun presidente può fare più di due mandati. Ma qui siamo in Lombardia, c’è sì il presidenzialismo, ma non quella regola d’oro, visto che praticamente nessuno si scandalizza che Roberto Formigoni ora <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/05/gli-uomini-di-formigoni-tentano-di-truccare-la-consultazione-dei-lavoratori-della-regione/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Milano, 5 febbraio 2010 </p>
	<p>Anche la più scapestrata delle repubbliche presidenziali si tiene stretta una regola d’oro: nessun presidente può fare più di due mandati. Ma qui siamo in Lombardia, c’è sì il presidenzialismo, ma non quella regola d’oro, visto che praticamente nessuno si scandalizza che Roberto Formigoni ora corra per il 4° (quarto) mandato consecutivo. Eppure, ce ne sarebbe di cui preoccuparsi, perché qui, dopo 15 anni di ininterrotta occupazione di potere da parte di Comunione e Liberazione, la confusione tra privato e pubblico, tra partito e istituzione è ormai totale.<span id="more-1082"></span></p>
	<p>E così, succede pure che i capi dell’amministrazione regionale non riescano neanche più a distinguere i ruoli delle diverse parti sociali e che si mettano a organizzare direttamente una petizione tra il personale, al fine di ribaltare ex post l’esito sgradito della consultazione dei lavoratori sul contratto decentrato.</p>
	<p>Ma vediamo la dinamica dei fatti. Nell’ultima settimana di gennaio si erano tenute 12 assemblee del personale, convocate per decidere se l’ipotesi di contratto decentrato, firmato da sole 3 sigle sindacali sulle 7 presenti nell’ente, andava bene o no. La maggioranza dei lavoratori ha però detto di “no”.</p>
	<p>A questo punto, come insegna la logica, l’esperienza e il buon gusto, ci sono soltanto due  possibili strade. Si riapre la trattativa con l’amministrazione oppure, se si ritiene che sia necessaria una consultazione più ampia, si convoca un referendum tra i lavoratori. </p>
	<p>Invece no, non è accaduta né l’una, né l’altra cosa, ma a partire dal 1° febbraio è iniziata a circolare sui computer dei dipendenti regionali una curiosa raccolta firme per una petizione che chiede di ignorare il risultato delle assemblee e di applicare l’intesa bocciata. I toni sono i soliti delle polemiche sindacali -cioè se non si firma quella intesa così com’è, allora non avrai nulla, ecc.-, con l’aggiunta creativa che se almeno 500 lavoratori sottoscriveranno la petizione, l’esito delle assemblee verrebbe annullato.</p>
	<p>Ora, è già piuttosto curioso che alcuni sindacalisti battuti nelle assemblee, si inventino petizioni, invece che fare un referendum democratico, ma se poi si scopre che entra in campo direttamente addirittura la controparte, per dare una mano alla raccolta firme e facendo intendere che con 500 firme sono disposti a truccare il gioco, allora siamo al di là del bene e del male. Siamo, appunto, alla degenerazione prodotta da 15 anni di occupazione del potere.</p>
	<p>Infatti, oltre le molte denunce, di fonte sindacale, circa un coinvolgimento diretto dell’amministrazione nell’operazione, ci sono anche degli elementi più concreti, come i messaggi che invitano a firmare la petizione, provenienti direttamente dall’indirizzo di posta elettronica di una funzionaria dell’ufficio personale, peraltro addetta alle relazioni sindacali e regolarmente presente al tavolo delle trattative per conto dell’amministrazione.</p>
	<p>Insomma, una vicenda che, nelle sue modalità illecite, ricorda molto quella del convegno con il Ministro Gelmini dell’ottobre 2008, poi annullato in seguito alle nostre denunce, quando l’ufficio personale tentò di precettare 150 dipendenti in orario di lavoro per fare la claque al Ministro.</p>
	<p>La morale di questa storia è che il ventennio ciellino è insostenibile. Ma la conclusione immediata è che Formigoni deve dire ai suoi di rispettare le regole, almeno quelle minime. E, soprattutto, che le decisioni dei lavoratori, anche se non piacciono alla corte del principe, vanno rispettate.</p>
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		<title>Licenza di speculare sul territorio di Milano, il Consiglio regionale approva.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:00:57 +0000</pubDate>
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Milano, 2 febbraio 2010
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Una licenza di speculare a Milano. È questo il risultato delle modifiche alla legge urbanistica e al piano casa, contenute nel “collegato” che il Consiglio ha approvato oggi a maggioranza.</p>
	<p>E così, ancora una volta, ha imposto il suo dominio la regola non scritta, ma onnipresente, secondo <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/02/licenza-di-speculare-sul-territorio-di-milano-il-consiglio-regionale-approva/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-997"></span><br />
Milano, 2 febbraio 2010<br />
<em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Una licenza di speculare a Milano. È questo il risultato delle modifiche alla legge urbanistica e al piano casa, contenute nel “collegato” che il Consiglio ha approvato oggi a maggioranza.</p>
	<p>E così, ancora una volta, ha imposto il suo dominio la regola non scritta, ma onnipresente, secondo cui la normativa regionale sul governo del territorio vale per tutti i Comuni lombardi, ma non per Milano, dove i soliti noti possono continuare a fare quello che vogliono.</p>
	<p>Lo strumento concreto con cui la licenza di speculare è stata affermata è l’ennesima proroga dei termini di approvazione dei Pgt (Piani del governo del territorio), fino al 31 marzo 2011. Secondo la norma votata oggi, i Comuni che non approveranno i Pgt entro il 31 marzo 2010 avranno un altro anno di tempo, ma verranno penalizzati, non potendo più far ricorso alle varianti che tanti danni hanno già causato ai nostri territori. </p>
	<p>Ma, appunto, c’è un’eccezione: i Comuni il cui territorio è interessato dalle opere per l’Expo 2015 non avranno restrizioni e potranno andare avanti con le varianti. In altre parole, l’eccezione vale non per il territorio effettivamente interessato dalle opere per l’Expo, bensì per tutto il territorio dei Comuni interessati dall’Expo anche solo in parte.</p>
	<p>E se a tutto questo aggiungiamo che a Infrastrutture Lombarde SpA, società controllata direttamente dal Presidente della Regione, sono stati assegnati poteri particolari in relazione alle opere Expo, e che la modifica oggi approvata al cosiddetto piano casa (l.r. n. 13/2009) permetterà di trasferire tranquillamente le volumetrie aggiuntive generate dai quartieri di edilizia residenziale pubblica anche in altre zone dell’area metropolitana &#8211; senza nemmeno un vincolo di destinazione all’edilizia sociale, come avevamo chiesto in un emendamento che è stato bocciato -, allora il panorama è abbastanza chiaro.</p>
	<p>Insomma, il centrodestra milanese, con la gentile collaborazione di Cl e Lega regionali, potrà procedere con la massima calma per quanto riguarda l’approvazione del Pgt e nel frattempo potrà comunque fare quello che vuole. Con il pretesto dell’Expo, con le varianti e, dulcis in fundo, con il mercatino delle volumetrie.</p>
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		<title>Università Statale di Milano: un errore politico la mozione di Cl in Consiglio regionale.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:55:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>La mozione del Pdl, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale, sui fatti accaduti nella libreria Cusl in Università Statale a Milano all’inizio di ottobre, che il 13 novembre scorso avevano portato all’arresto di cinque studenti, è un errore politico e non contribuisce certo all’allentamento delle troppe tensioni accumulate <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/11/25/universita-statale-di-milano-un-errore-politico-la-mozione-di-cl-in-consiglio-regionale/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>La mozione del Pdl, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale, sui fatti accaduti nella libreria Cusl in Università Statale a Milano all’inizio di ottobre, che il 13 novembre scorso avevano portato all’arresto di cinque studenti, è un errore politico e non contribuisce certo all’allentamento delle troppe tensioni accumulate in università e nelle scuole superiori.</p>
	<p><span id="more-423"></span></p>
	<p>Beninteso, riteniamo assolutamente legittimo e comprensibile che una parte politica, in questo caso Comunione e Liberazione, porti anche nelle sedi istituzionali il sostegno alle proprie strutture, in questo caso la Cusl. Pensiamo però che un movimento politico che esprime la massima carica elettiva ed istituzionale in Lombardia non possa limitarsi a gridare, ma che abbia anche la responsabilità di contribuire a calmare le acque.</p>
	<p>Oggi purtroppo è stata scelta un’altra strada, peraltro molto ipocrita, visto che poco prima, quando si discuteva la nostra mozione sulla grave situazione occupazionale dell’Agile/Eutelia, il Vicepresidente Rossoni, anch’egli di Cl, ci aveva chiesto &#8211; ottenendolo &#8211; che si togliesse dalla mozione ogni riferimento all’aggressione squadrista subita dai lavoratori a Roma il 10 novembre scorso. La ragione? Non si poteva entrare nel merito di fatti che il giudice deve ancora accertare.</p>
	<p>Nel caso della vicenda della Cusl, invece, ogni prudenza è sparita e la mozione ha persino già anticipato la sentenza di condanna, togliendo ai cinque ragazzi in stato di arresto finanche la qualifica di studenti.</p>
	<p>Insomma, oggi poteva essere un’occasione per dare anche un segnale di responsabilità, che significa anzitutto riportare le cose alle loro reali dimensioni, cioè al non pagamento di 800 fotocopie come ritorsione politica, con annessa zuffa tra studenti.<br />
Non dovrebbe succedere? Giusto. Ma ben altra cosa è mettere agli arresti cinque studenti per “rapina aggravata”.</p>
	<p>Per questo oggi abbiamo chiesto ai consiglieri di Cl di modificare la loro mozione, dando anche un segnale per la fine delle pesanti e sproporzionate misure cautelari nei confronti dei 5 studenti. La riposta è stata “no” e quindi noi abbiamo votato contro.
</p>
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