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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; Expo</title>
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		<title>Le &#8216;ndrine puntano sull&#8217;Expo. Le strategie dei boss e le inchieste sui politici locali.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 18:18:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le &#8216;ndrine puntano all&#8217;Expo Grazie agli agganci nel Pdl
Tutte le strategie dei boss e le inchieste sui politici locali

di Davide Milosa (dal quotidiano il manifesto del 21 marzo 2010)

MILANO
A Reggio Calabria i capi delle cosche più potenti hanno già deciso. Il messaggio è partito e anche arrivato. Nominare referenti in Lombardia per gestire gli appalti <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/21/le-ndrine-puntano-sullexpo-le-strategie-dei-boss-e-le-inchieste-sui-politici-locali/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1538"></span><strong>Le &#8216;ndrine puntano all&#8217;Expo Grazie agli agganci nel Pdl
Tutte le strategie dei boss e le inchieste sui politici locali</strong>

di Davide Milosa (dal quotidiano il manifesto del 21 marzo 2010)

MILANO
A Reggio Calabria i capi delle cosche più potenti hanno già deciso. Il messaggio è partito e anche arrivato. Nominare referenti in Lombardia per gestire gli appalti di Expo 2015. Scelta strategica per evitare pericolose frizioni e sovrapposizioni d&#8217;interessi che hanno già prodotto, nel luglio 2008 a San Vittore Olona, il clamoroso omicidio del boss Carmelo Novella.
La &#8216;ndrangheta si è mossa per tempo. Nell&#8217;agendina dei boss sono già stati segnati i nomi dei politici da agganciare e degli imprenditori da usare come faccia pulita. L&#8217;attesa sembra proprio essere terminata. Ora si inizia a fare sul serio. Tanto più che le cosche possono contare sull&#8217;ennesima sottovalutazione del problema da parte delle istituzioni locali. A guidare la squadretta dei distratti il prefetto Gian Valerio Lombardi, che non più tardi di due mesi fa si è dimostrato sereno nel dire che «a Milano la mafia non esiste». Solo un&#8217;eco, in fondo, delle parole del sindaco Letizia Moratti: «La mafia in città? Fatemela vedere».
E dunque via libera a boss e gregari. Incaricati dalle grandi famiglie di fare incetta di terreni agricoli o aree dismesse. Tutti acquisti, in buona parte già avvenuti, e tutti guarda caso nella zona a nord della città, quella interessata dall&#8217;Esposizione universale. Compravendite sostenute da società nuove di zecca con uffici nel centro di Milano e sedi legali in Svizzera. Il nuovo business, poi, conta su una inossidabile certezza: quelle aree otterranno il cambio di destinazione d&#8217;uso a residenziale con l&#8217;evidente moltiplicazione esponenziale del guadagno. Un giochetto, in fondo, semplice se si pensa che oggi la &#8216;ndrangheta a Milano sul proprio libro paga ha consiglieri politici e tecnici comunali.
Lo scenario inquieta e stride sempre di più con le amnesie istituzionali. Perché, oggi, dopo gli omicidi (6 morti di mafia nell&#8217;ultimo anno e mezzo), gli arresti (oltre 200 nel biennio 2008-2009) il monopolio nei cantieri alimentato da continue minacce fisiche agli imprenditori, l&#8217;ultimo anello di questa vera e propria connection è rappresentato dalla politica. Per capirlo basta seguire le vicende imprenditoriali di Alfredo Iorio, giovane immobiliarista, il cui padre, Achille Iorio, per anni ha tirato le fila del Pdl nel sud Milano. «Io incontro tutti e non prometto nulla &#8211; racconta Iorio a un amico consigliere &#8211; Mi fate lavorare a livello imprenditoriale e vi aiuto a livello politico. Questo è il mio ragionamento». Sembra una logica che arriva dal passato prossimo di Mani pulite. Eppure c&#8217;è un particolare in più: Alfredo Iorio oggi è in carcere perché accusato di corruzione sì, ma «con l&#8217;aggravante &#8211; scrive il gip &#8211; di aver commesso il fatto al fine di agevolare l&#8217;attività del sodalizio criminoso Barbaro-Papalia». La sua storia parte da Cesano Boscone, comune a sud di Milano, e arriva fin dentro al salotto buono di via Montenapoleone. Qui fino a poco tempo fa aveva sede la Kreiamo spa, gruppo immobiliare impegnato in mille e più affari. Peccato, però, che la Kreiamo fino al 2006 si chiamasse Iorio Immobiliare. E ancora prima Sa. Fran, con amministratore unico Serafina Papalia, moglie di Salvatore Barbaro, imputato per associazione mafiosa nel processo Cerberus, e soprattutto figlia del superboss della &#8216;ndrangheta Rocco Papalia.
Mafia e politica, dunque. Due tavoli su cui il giovane Iorio ha sempre veleggiato con il vento in poppa, aiutato, sul fronte &#8216;ndrangheta, da Andrea Madaffari figlio di Domenicantonio Madaffari coinvolto, negli anni Settanta, nel sequestro di Augusto Rancilio, avvenuto guarda caso a Cesano Boscone. Il corruttore Iorio è finito in carcere il 3 novembre 2009, mentre i suoi primi corrotti sono entrati a San Vittore una piovosa mattina del febbraio scorso. Si tratta di Tiziano Butturini, ex sindaco di Trezzano sul naviglio in quota centrosinistra, e Michele Iannuzzi, consigliere comunale del Pdl. Avrebbero preso tangenti per agevolare gli affari della Kreiamo. Appalti di ogni genere tra i quali anche l&#8217;allestimento di un catering all&#8217;interno di Palazzo Marino e per un convegno su criminalità e sicurezza a Milano.
La prova di questa connection che sta favorendo l&#8217;ingresso della &#8216;ndrangheta nell&#8217;affare Expo sta poi nelle stesse parole di Alfredo Iorio che fa la mappa dei politici amici. «Nella zona di Vimodrone c&#8217;è Nuccio, nella parte di Corsico c&#8217;è Tonino; a Gaggiano c&#8217;è Enrico Baj; a Cusago ci ho Tonino, il sindaco e quant&#8217;altro, quindi, siamo radicati territorialmente. Fai un po&#8217; di business, un po&#8217; di politica, un po&#8217; di cose per bene, non è che bisogna fare del male». In realtà il vero sogno di Iorio è quello di «costituire un forte gruppo di riferimento in area locale per poter poi contrattare con i vertici regionali». Quattro i nomi annotati dalla Dia di Milano: Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile, Alessandro Colucci, vicecoordinatore provinciale del Pdl, Giulio Gallera, capogruppo Pdl nel consiglio comunale di Milano e Angelo Giammario, consigliere regionale. Tutti candidati alle prossime regionali nel listino di Formigoni.
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		<title>Expo, cementificazione e affari: Formigoni e Penati indistinguibili</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 11:27:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Milano, 19 marzo 2009 

In merito all’accordo tra Penati e Formigoni sull’Expo 2015 oggi durante la trasmissione “Mentana condicio&#8221;, Vittorio Agnoletto, candidato presidente Regione Lombardia per la Federazione della sinistra, ha dichiarato: 

«Da un lato dovrei essere soddisfatto perché si conferma quanto noi andiamo dicendo già da molto tempo, in particolare sulla questione dell’Expo e <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/20/expo-cementificazione-e-affari-formigoni-e-penati-indistinguibili/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1519"></span>Milano, 19 marzo 2009 

In merito all’accordo tra Penati e Formigoni sull’Expo 2015 oggi durante la trasmissione “Mentana condicio&#8221;, Vittorio Agnoletto, candidato presidente Regione Lombardia per la Federazione della sinistra, ha dichiarato: 

«Da un lato dovrei essere soddisfatto perché si conferma quanto noi andiamo dicendo già da molto tempo, in particolare sulla questione dell’Expo e cioè che Penati e Formigoni non si distinguono l’uno dall’altro e che all’elettore non resta che scegliere tra l’originale e la copia.

In verità, però, siamo molto preoccupati dalla comune dichiarazione di intenti, specie se si concretizzasse la dichiarazione di Formigoni che starebbe «studiando un modo per cui anche il centro sinistra possa essere coinvolto nell’Expo». Dalla padella alla brace!

Come si fa a considerare l’evento Expo avulso dai giganteschi processi di cementificazione e speculazione che si porta dietro? Come si fa a parlare di coinvolgimento di società civile, se nessuna delle domande che sono arrivate dal mondo della cultura, delle università, della solidarietà ha trovato seria e concreta rispondenza nei progetti in campo? Che ne è della richiesta di utilizzo delle risorse che arriveranno per una riqualificazione delle tante periferie di questa città, per recuperare il degrado con interventi di qualità urbana, culturale e sociale?

Come fa il candidato Penati a legittimare un centrodestra che affronta i problemi dei quartieri popolari e dei ceti deboli solo come problema di ordine pubblico?».]]></content:encoded>
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		<title>La paura del confronto fa 90: Penati diserta persino Rai 3</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:44:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 9 marzo 2010
Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della sinistra</p>
	<p> &#8220;E&#8217; assolutamente inaccettabile! Il sale della democrazia e&#8217; il confronto tra posizioni diverse, solo in questo modo i cittadini possono scegliere. Penati, dopo aver rifiutato il confronto in ben quattro televisioni locali, oggi non si e&#8217; nemmeno presentato <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/09/la-paura-del-confronto-fa-90-penati-diserta-persino-rai-3/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati.jpg" alt="" title="Filippo Penati" width="101" height="88" class="alignleft size-full wp-image-1416" /></a>Milano, 9 marzo 2010<br />
<em>Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della sinistra</em></p>
	<p> &#8220;E&#8217; assolutamente inaccettabile! Il sale della democrazia e&#8217; il confronto tra posizioni diverse, solo in questo modo i cittadini possono scegliere. Penati, dopo aver rifiutato il confronto in ben quattro televisioni locali, oggi non si e&#8217; nemmeno presentato in RAI per registrare il dibattito tra i candidati presidenti della regione Lombardia che andra&#8217; in onda domani mattina alle 9,30 su RAI 3, dibattito al quale ho partecipato insieme agli altri candidati presidenti.<span id="more-1406"></span></p>
	<p>Penati ama i soliloqui, dove puo&#8217; parlare da solo, ma ha paura del confronto sui programmi, in particolare quando deve confrontarsi con il sottoscritto davanti ai cittadini lombardi.<br />
L&#8217;unico altro politico che rifiuta il confronto e&#8217; Berlusconi, che Penati, in un delirio di onnipotenza o in preda ad una crisi di panico, sembra aver deciso di prendere a modello!<br />
Come puo&#8217; Penati parlare di democrazia, di regole e di trasparenza e poi sottrarsi a qualunque confronto pubblico?</p>
	<p>Credo che tutti i cittadini, e fra questi gli elettori di centrosinistra, abbiano diritto di assistere ad un confronto tra i candidati presidenti. Potrebbero cosi&#8217; scoprire su tanti argomenti, a cominciare dall&#8217;Expo&#8217;, che tra i programmi di Formigoni e di Penati e&#8217; difficile trovare delle differenze.&#8221;<br />
<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati3.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati3-150x88.jpg" alt="" title="Filippo Penati" width="150" height="88" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1412" /></a>
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni / Formigoni o Penati? &#8220;Tra zuppa e panbagnato, preferisco mangiare bene&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>LOMBARDIA
«Da Milano un segnale di speranza alla sinistra»
Parla Agnoletto: «Cultura e lavoro»</p>
	<p>di Loris Campetti (Dal quotidiano il manifesto di domenica 28 febbraio 2010)</p>
	<p>Chi si rivede, Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai tempi in cui faceva il medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i giorni <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/01/elezioni-formigoni-o-penati-tra-zuppa-e-banbagnato-scelgo-di-mangiare-bene/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>LOMBARDIA<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_5119-2.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_5119-2-199x300.jpg" alt="" title="Vittorio Angoletto" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1316" /></a><br />
«Da Milano un segnale di speranza alla sinistra»<br />
Parla Agnoletto: «Cultura e lavoro»</strong></p>
	<p>di Loris Campetti <em>(Dal quotidiano il manifesto di domenica 28 febbraio 2010)</em></p>
	<p>Chi si rivede, Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai tempi in cui faceva il medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i giorni terribili del G8 di Genova, Vittorio all&#8217;Europarlamento dalla parte dei movimenti e dei popoli sofferenti di mezzo mondo. I movimenti, quasi una religione per lui, anche se ammette che «non è certo una stagione dei cento fiori, quella che viviamo, e non è vero che a una politica marcia corrisponda una società in ottima salute». Ma ha anche una passionaccia per la politica, Vittorio.</p>
	<p>«Mi metto a disposizione», ha detto alla Federazione della sinistra quando ormai i giochi in Lombardia erano fatti e l&#8217;ipotesi di una presentazione unitaria delle forze alla sinistra del Pd si era infranta. Per molteplici colpe, certo, resta il fatto che la Sel si è imbarcata sul carro di Penati. La Puglia è lontana da Milano. Eppure, in un processo di nuova frammentazione, la candidatura di Agnoletto non appare minoritaria, almeno in quel pezzo di Lombardia che sta con la cultura e con gli operai sui tetti, tra gli ambientalisti, con chi si impegna nella difesa dei beni comuni. Il listino del candidato presidente è di tutto rispetto: da Dario Fo e Franca Rame a Moni Ovadia, da Margherita Hack agli operai in lotta, da Emilio Molinari all&#8217;amministratore delegato di Radio Popolare Sergio Serafini, a Paolo Rossi. E ancora, medici, ambientalisti, insegnanti. Si può dire che il cuore dell&#8217;altra Lombardia, quella non omologata alle culture e alle politiche dominanti, sta con Agnoletto.<span id="more-1312"></span></p>
	<p><strong><br />
Vittorio, ma chi te l&#8217;ha fatto fare?</strong><br />
La voglia di dimostrare che in questa regione cruciale è possibile portare in consiglio regionale una rappresentanza della sinistra diffusa, che esiste e resiste. Senza la mia candidatura non ci sarebbe stata alternativa.</p>
	<p><strong>Alternativa a che cosa?</strong><br />
A turarsi in naso e votare per Penati, o restare a casa disertando le urne. Penati non propone un modello sociale diverso da quello di Formigoni, punta anch&#8217;egli sulle grandi opere, lasciando deperire la cultura produttiva. Addirittura, su questioni per noi centrali come l&#8217;immigrazione si schiera a metà strada tra Formigoni e la Lega. Il mio avversario è ovviamente Formigoni, che vincerà avviandosi a governare per vent&#8217;anni la Lombardia, ma non vedo differenze sostanziali tra i suoi programmi, le sue pratiche, e quelle di Penati.</p>
	<p><strong>Tutto vero, ma ti presenti con una sola parte della sinistra, un&#8217;altra è sul carro di Penati.</strong><br />
Io sono candidato presidente ma non andrò in consiglio regionale. La legge prevede questa opportunità. Questo per dirti che mi sono messo a disposizione per un progetto non di frammentazione ma di ricomposizione della sinistra. Perciò mi sono rivolto a intellettuali e operai, scenziati e insegnanti, ambientalisti e movimenti territoriali e la risposta che sto ricevendo è incoraggiante. Noi spieghiemo quale modello sociale si cela dietro l&#8217;Expò, che mette in movimento tanto la Compagnia delle opere quanto una parte delle Coop: quando manca l&#8217;opposizione viene meno il ruolo di sentinella del potere, vince la pratica consociativa che sempre più spesso sconfina nell&#8217;illecito, come vediamo in questi giorni. Noi proponiamo un altro percorso, diverse relazioni.</p>
	<p><strong>Da un lato c&#8217;è chi, come la Sel, sceglie di affiancarsi al Pd, dall&#8217;altro chi, come Rifondazione e la Federazione della sinistra, rischia di rinchiudersi in uno splendido isolamento che non esclude a priori tentazioni settarie. Non sarà che la tua candidatura nasce dall&#8217;idiosincrasia di Penati per la falce e martello?</strong><br />
Io con Penati non mi sarei mai presentato, qualunque schieramento l&#8217;avesse sostenuto. Mi pare che le parole migliori per spiegare la presenza di un candidato presidente e di una lista alternativa siano quelle di Moni Ovadia quando ha accettato di stare nel listino: «Tra zuppa e panbagnato scelgo di mangiare bene». Con questa logica mi rivolgo agli elettori di Sinistra e libertà, per dare un segnale diverso nel momento in cui persino nel gruppo dirigente della Sel ci sono divisioni e ripensamenti sull&#8217;errore commesso. Mi rivolgo a chi è impegnato nelle lotte per il lavoro, per la cultura, i beni comuni e anche agli elettori dell&#8217;Italia dei valori che in Di Pietro cercavano un&#8217;alternativa che ora vedono annacquarsi. Ho l&#8217;impressione che la mia venga percepita come una candidatura unitaria dalla sinistra lombarda.</p>
	<p><strong>Dici che dalla Lombardia vuoi mandare un segnale positivo alle forze di sinistra. Parti da una situazione difficile e frantumata. Persino dentro la Federazione della sinistra, dove ci si divede &#8211; solo per fare un esempio &#8211; anche sul congresso della Cgil.</strong><br />
Il segnale per un futuro diverso, perché sia efficace deve partire da un buon risultato elettorale: la Federazione sopra il 3% o il presidente sopra il 5%. Io penso che si possa ricostruire un percorso unitario, atonomo dal Pd e non settario e arroccato. Ogni tanto per saltare l&#8217;ostacolo bisogna alzare lo sguardo. Alzare lo sguardo anche rispetto al congresso della Cgil, per cercare al di là delle due mozioni le idee e i valori positivi che stanno nelle staordinarie lotte della Fiom in fabbrica, con i migranti e la Val di Susa, ma anche nella storia di Lavoro e società. Sennò come fai a riannodare i fili? Per tornare a noi: credo che a sinistra del Pd ci sia spazio per un solo polo, ma le strade autonome per costruirlo sono più d&#8217;una.</p>
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		<title>Tangenti e arresti a Trezzano: Pd e Pdl uniti dalla corruzione. Voto utile contro mafie e clientele alla lista pulita della Federazione della Sinistra.</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/02/23/trezzano-tangenti-e-arresti-pd-e-pdl-uniti-dalla-corruzione-voto-utile-contro-mafie-e-clientele-alla-lista-pulita-della-federazione-della-sinistra/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[questione morale]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra</p>
	<p>Milano, 23 febbraio 2010</p>
	<p>Gli arresti di ieri dimostrano che non siamo di fronte a delle mele marce: il sistema è marcio! E il marciume non riguarda solo le destre ma anche il Pd: l&#8217;illegalità, la corruzione e le clientele sono trasversali ad <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/23/trezzano-tangenti-e-arresti-pd-e-pdl-uniti-dalla-corruzione-voto-utile-contro-mafie-e-clientele-alla-lista-pulita-della-federazione-della-sinistra/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra</em></p>
	<p>Milano, 23 febbraio 2010</p>
	<p>Gli arresti di ieri dimostrano che non siamo di fronte a delle mele marce: il sistema è marcio! E il marciume non riguarda solo le destre ma anche il Pd: l&#8217;illegalità, la corruzione e le clientele sono trasversali ad un sistema fondato sul consociativismo.<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/Candidati-presidente.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/Candidati-presidente-300x142.jpg" alt="" title="Formigoni (Pdl) e Penati (Pd)" width="300" height="142" class="aligncenter size-medium wp-image-1245" /></a><span id="more-1239"></span></p>
	<p>L&#8217;intreccio affaristico,spesso illegale, tra esponenti del PdL e del PD è il risultato di una mancata vera opposizione del PD e la ricerca da parte del partito di Penati di un accordo a qualunque costo con Formigoni.</p>
	<p>L&#8217;episodio dell&#8217;ex sindaco del Pd di Trezzano non va sottovalutato, soprattutto perché parliamo di un esponente politico alla guida di una grande azienda pubblica che gestisce un bene essenziale come l&#8217;acqua. Scandaloso e inquietante che chi gestisce soldi pubblici venga arrestato con accuse tanto gravi. </p>
	<p>Certo è che gli unici davvero &#8220;puliti&#8221; siamo noi della Federazione della Sinistra. E con l&#8217;enorme business dell&#8217;Expo occorrerà in Regione la presenza di consiglieri davvero estranei a queste logiche, &#8220;vedette&#8221; che possano a questo punto monitorare tutto ciò che accade alle spalle dei cittadini: gli elettori lombardi non potranno ignorare il sistema mafioso emerso. Noi siamo la sola alternativa, oggi più che mai, a questo sistema mafioso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ex Alfa di Arese, la Regione non sia complice della Fiat.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc

Milano, 17 febbraio 2010 

Il silenzio di Formigoni non è più accettabile di fronte alla politica di deindustrializzazione della Fiat, ribadita oggi con l’annuncio ai sindacati del “trasferimento” di 143 operai della Powertrain da Arese a Torino, a partire dal mese di aprile. 

Il silenzio del Presidente della Regione <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/17/la-regione-non-sia-complice-della-fiat-formigoni-incontri-subito-i-sindacati/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1198"></span>
<em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em>

Milano, 17 febbraio 2010 

Il silenzio di Formigoni non è più accettabile di fronte alla politica di deindustrializzazione della Fiat, ribadita oggi con l’annuncio ai sindacati del “trasferimento” di 143 operai della Powertrain da Arese a Torino, a partire dal mese di aprile. 

Il silenzio del Presidente della Regione equivale anzi alla complicità, considerato il contenuto della nuova ipotesi di Accordo di Programma (AdP) sull’area ex-Alfa di Arese, deliberata dalla Giunta regionale il 10 febbraio scorso.

Infatti, l’AdP proposto dal Pirellone è sostanzialmente diverso da quello precedentemente concordato con i sindacati &#8211; mai attuato e decaduto nel 2007 -, poiché fornisce certezze soltanto circa la realizzazione di centri commerciali, affari immobiliari e parcheggi. Nulla di concreto, invece, è previsto per quanto riguarda le attività produttive e l’occupazione, visto che anche il tanto strombazzato “polo della mobilità sostenibile” è stato derubricato a “centro di ricerca per lo sviluppo di progetti finalizzati alla mobilità sostenibile”.

Insomma, il Presidente di questa Regione, Roberto Formigoni, deve smettere di giocare allo scaricabarile e assumersi invece le sue responsabilità. Anzitutto, convocando immediatamente le organizzazioni sindacali per chiarire e concordare i passi da intraprendere, sia rispetto a Fiat, sia rispetto al futuro dell’area ex-Alfa di Arese.


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		<title>L&#8217;accordo di programma per l&#8217;area ex Alfa di Arese va bloccato. Formigoni incontri i sindacati.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 17:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 12 febbraio 2010 </p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Formigoni deve immediatamente bloccare la procedura di approvazione dell’Accordo di Programma (AdP) sull’area ex-Alfa Romeo di Arese e convocare tutte le organizzazioni sindacali, firmatarie degli accordi precedenti sulla reindustrializzazione dell’area.</p>
	<p>Questa convocazione è non soltanto dovuta, visto che il Presidente si sottrae da tempo alle richieste <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/12/laccordo-di-programma-per-larea-ex-alfa-di-arese-va-bloccato-formigoni-incontri-i-sindacati/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Milano, 12 febbraio 2010 </p>
	<p><em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Formigoni deve immediatamente bloccare la procedura di approvazione dell’Accordo di Programma (AdP) sull’area ex-Alfa Romeo di Arese e convocare tutte le organizzazioni sindacali, firmatarie degli accordi precedenti sulla reindustrializzazione dell’area.</p>
	<p>Questa convocazione è non soltanto dovuta, visto che il Presidente si sottrae da tempo alle richieste di incontro dei sindacati, ma è a questo punto doverosa e imprescindibile, alla luce di quanto scritto nell’ipotesi di AdP, deliberata dalla Giunta regionale il 10 febbraio scorso.<span id="more-1159"></span></p>
	<p>Infatti, il contenuto dell’AdP solleva molti dubbi circa l’effettiva consistenza degli annunciati progetti di reindustrializzazione, che anzi appaiono piuttosto fumosi e affidati a un poco rassicurante spontaneismo del mercato.</p>
	<p>L’unica cosa chiara nell’Accordo è che sull’area ex-Alfa sorgeranno un grande centro commerciale, dei posteggi per l’Expo e si avvieranno una serie di operazioni immobiliari. Per quanto riguarda, invece, le attività produttive siamo nell’incertezza totale.</p>
	<p>Si parla sì di “prosecuzione del programma di reindustrializzazione … prevista nel precedente accordo” (decaduto il 25 settembre 2007), ma si aggiunge subito un secco “per quanto compatibile con i contenuti del presente Accordo”. Di conseguenza, riappare certamente il famoso “centro della mobilità sostenibile”, come lo chiamano i comunicati stampa del Pirellone, ma trasformato in un “centro di ricerca per lo sviluppo di progetti finalizzati alla mobilità sostenibile”, come invece lo chiama l’ipotesi di Accordo di Programma.</p>
	<p>Insomma, nulla di chiaro, come conferma anche la nota ufficiale rilasciata dal governo regionale il 3 febbraio scorso, quando i lavoratori Fiat-Alfa erano presenti davanti al Pirellone. Le parole usate erano infatti le seguenti: “intendiamo approvare un Accordo di Programma che dà il via a un assetto urbanistico e infrastrutturale adeguato agli imprenditori interessati a investire”.</p>
	<p>Tutto chiaro? Verrà sì mantenuta, per ora, la destinazione produttiva di oltre il 50% dell’area, ma l’effettiva reindustrializzazione sarà affidata al caso, cioè agli effetti benefici che dovrebbero provocare le nuove infrastrutture stradali. Inoltre, il polo per la mobilità sostenibile, previsto dagli accordi firmati nel 2003 e 2004 con i sindacati, prevedeva anche una parte industriale, che invece ora non c’è più.</p>
	<p>Un po’ poco, anzi, praticamente nulla. A dir la verità, tutti gli accordi firmati con le organizzazioni dei lavoratori ed esibiti da Formigoni con grande sfarzo nell’ultima campagna elettorale, quella del 2005, sono stati disattesi e trasformati in carta straccia. Sarà per questo che Formigoni si rifiuta da lungo tempo a incontrare i sindacati?</p>
	<p>Il nuovo Accordo di Programma non va bene, perché non contiene progetti concreti e credibili sull’insediamento di attività produttive e, dunque, per l’occupazione. Il minimo che possa e debba fare il Presidente Formigoni è fermare la procedura di approvazione dell’AdP e convocare immediatamente un confronto vero con tutte le organizzazioni sindacali presenti sul sito ex-Alfa di Arese.</p>
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		<title>Licenza di speculare sul territorio di Milano, il Consiglio regionale approva.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>
Milano, 2 febbraio 2010
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Una licenza di speculare a Milano. È questo il risultato delle modifiche alla legge urbanistica e al piano casa, contenute nel “collegato” che il Consiglio ha approvato oggi a maggioranza.</p>
	<p>E così, ancora una volta, ha imposto il suo dominio la regola non scritta, ma onnipresente, secondo <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/02/licenza-di-speculare-sul-territorio-di-milano-il-consiglio-regionale-approva/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-997"></span><br />
Milano, 2 febbraio 2010<br />
<em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Una licenza di speculare a Milano. È questo il risultato delle modifiche alla legge urbanistica e al piano casa, contenute nel “collegato” che il Consiglio ha approvato oggi a maggioranza.</p>
	<p>E così, ancora una volta, ha imposto il suo dominio la regola non scritta, ma onnipresente, secondo cui la normativa regionale sul governo del territorio vale per tutti i Comuni lombardi, ma non per Milano, dove i soliti noti possono continuare a fare quello che vogliono.</p>
	<p>Lo strumento concreto con cui la licenza di speculare è stata affermata è l’ennesima proroga dei termini di approvazione dei Pgt (Piani del governo del territorio), fino al 31 marzo 2011. Secondo la norma votata oggi, i Comuni che non approveranno i Pgt entro il 31 marzo 2010 avranno un altro anno di tempo, ma verranno penalizzati, non potendo più far ricorso alle varianti che tanti danni hanno già causato ai nostri territori. </p>
	<p>Ma, appunto, c’è un’eccezione: i Comuni il cui territorio è interessato dalle opere per l’Expo 2015 non avranno restrizioni e potranno andare avanti con le varianti. In altre parole, l’eccezione vale non per il territorio effettivamente interessato dalle opere per l’Expo, bensì per tutto il territorio dei Comuni interessati dall’Expo anche solo in parte.</p>
	<p>E se a tutto questo aggiungiamo che a Infrastrutture Lombarde SpA, società controllata direttamente dal Presidente della Regione, sono stati assegnati poteri particolari in relazione alle opere Expo, e che la modifica oggi approvata al cosiddetto piano casa (l.r. n. 13/2009) permetterà di trasferire tranquillamente le volumetrie aggiuntive generate dai quartieri di edilizia residenziale pubblica anche in altre zone dell’area metropolitana &#8211; senza nemmeno un vincolo di destinazione all’edilizia sociale, come avevamo chiesto in un emendamento che è stato bocciato -, allora il panorama è abbastanza chiaro.</p>
	<p>Insomma, il centrodestra milanese, con la gentile collaborazione di Cl e Lega regionali, potrà procedere con la massima calma per quanto riguarda l’approvazione del Pgt e nel frattempo potrà comunque fare quello che vuole. Con il pretesto dell’Expo, con le varianti e, dulcis in fundo, con il mercatino delle volumetrie.</p>
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		<title>Gravemente sbagliato e pericoloso minimizzare il fenomeno mafia in Lombardia.</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/01/22/gravemente-sbagliato-e-pericoloso-minimizzare-il-fenomeno-mafia-in-lombardia/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 15:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa partito]]></category>
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		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 22 gennaio 2010
Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc Lombardia</p>
	<p>Ci auguriamo che le parole del Prefetto di Milano in commissione parlamentare antimafia, ieri siano state male interpretate.</p>
	<p>Sappiamo bene che la Lega non gradisce si parli del fenomeno mafioso in “Padania” e non vorremmo che la pressione del ministro Maroni sui prefetti del Nord <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/01/22/gravemente-sbagliato-e-pericoloso-minimizzare-il-fenomeno-mafia-in-lombardia/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-prefetto-Lombardo-con-Maroni-e-Moratti.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-prefetto-Lombardo-con-Maroni-e-Moratti.jpg" alt="" title="Il prefetto Lombardi con Maroni e Moratti" width="300" height="205" class="alignleft size-full wp-image-1021" /></a>Milano, 22 gennaio 2010<br />
<em>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc Lombardia</em></p>
	<p>Ci auguriamo che le parole del Prefetto di Milano in commissione parlamentare antimafia, ieri siano state male interpretate.</p>
	<p>Sappiamo bene che la Lega non gradisce si parli del fenomeno mafioso in “Padania” e non vorremmo che la pressione del ministro Maroni sui prefetti del Nord che non si mettono agli ordini del Carroccio possa far scattare minimizzazioni ingiustificate e pericolose.</p>
	<p>Come dicono tutte le fonti più accreditate, dalla Dna alle inchieste parlamentari, tra le regioni italiane la Lombardia è quarta in classifica per presenza mafiosa, ed è prima tra le regioni del Nord. E questo, proprio grazie al suo braccio “imprenditoriale”, al riciclaggio di denaro sporco in attività lecite, all’intreccio tra affari e politica. Rifondazione comunista della Lombardia lo ha documentato due anni fa in un dossier dal titolo Mafie del Nord, edito da Punto Rosso, che reca l’introduzione, tra l’altro, dell’allora presidente della Commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione.<span id="more-937"></span></p>
	<p>Impossibile negare che il problema si fa ancora più serio, in vista di Expo 2015. Gravissimo dare segnali di deresponsabilizzazione e superficialità politica, come hanno fatto Pdl e Lega impedendo la commissione antimafia al Comune di Milano, e mettendo in piedi in Regione Lombardia, nell’ottobre scorso, un organismo di contrasto del fenomeno mafioso tra i cui componenti figuravano personaggi coinvolti nelle indagini per gravi vicende di mafia Palermo e a Caltanissetta. </p>
	<p>Non ci possiamo davvero permettere di ripetere, sotto le bandiere della Lega e del Pdl, le “distrazioni” e gli errori politici che in passato permisero alla criminalità organizzata di crescere e dilagare nel Sud, grazie soprattutto ai compiacenti governi democristiani. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;assessore Cattaneo prende in giro pendolari e residenti dell&#8217;asse ferroviario Rho-Legnano</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2009/12/09/lassessore-cattaneo-prende-in-giro-pendolari-e-residenti-dellasse-ferroviario-rho-legnano/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa gruppo regionale]]></category>
		<category><![CDATA[no home]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Expo]]></category>
		<category><![CDATA[pendolari]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Oltre al danno, anche la beffa. Che si tratti dei bistrattati pendolari di Rho, oppure dei residenti lungo la linea ferroviaria Rho-Legnano, sembra essere questo il leitmotiv dei segnali lanciati oggi dal Pirellone.</p>
	<p>Infatti, in tarda mattinata, i pendolari di Rho convocati in Regione hanno scoperto che alle tante parole <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/12/09/lassessore-cattaneo-prende-in-giro-pendolari-e-residenti-dellasse-ferroviario-rho-legnano/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Oltre al danno, anche la beffa. Che si tratti dei bistrattati pendolari di Rho, oppure dei residenti lungo la linea ferroviaria Rho-Legnano, sembra essere questo il leitmotiv dei segnali lanciati oggi dal Pirellone.<span id="more-623"></span></p>
	<p>Infatti, in tarda mattinata, i pendolari di Rho convocati in Regione hanno scoperto che alle tante parole e promesse non sono seguiti i fatti. Non solo non aumenteranno le fermate alla stazione di Rho Centro, ma nemmeno calerà il costo del biglietto sulla tratta Rho-Milano. Anzi, la tariffa sarà sì ridotta, ma non da Rho Centro, bensì dalla fermata di Rho Fiera!</p>
	<p>Questo pomeriggio è stato poi dedicato all&#8217;incontro della Commissione V (Trasporti) con l&#8217;Assessore Cattaneo. Tra i temi all&#8217;ordine del giorno, anche quello del progetto di potenziamento della linea Rho-Gallarate, già oggetto di un sopralluogo della Commissione una settimana fa e, soprattutto, bersaglio di molte contestazioni, in particolare nelle zone di Vanzago e Legnano.</p>
	<p>Ebbene, di fronte alle molte irregolarità nel progetto definitivo (non corrispondenza con le prescrizioni del progetto preliminare, aggiunta di un 4° binario senza Valutazione di impatto ambientale, ecc.) e alle giuste e giustificate proteste di cittadini e enti locali, ci saremmo aspettati almeno qualche elemento di novità da parte dell&#8217;Assessore. Invece, niente.</p>
	<p>Siamo davvero sconcertati. Di fronte all&#8217;evidenza dei fatti, che ci dicono che quel progetto, così com&#8217;è, non va bene e non è sostenibile, si fa la politica dello struzzo. Non solo il governo regionale non ha aperto alcun ragionamento sull&#8217;unica soluzione tecnica intelligente e lungimirante, sebbene più cara, cioè quella dell&#8217;interramento, ma non sembra nemmeno disponibile ad intervenire sulle irregolarità. Infatti non vuole nemmeno chiedere una nuova Valutazione di Impatto Ambientale.</p>
	<p>E per favore, non si dica che è tutta colpa di qualcun altro, perché la Regione può fare molto. Basta volerlo.
</p>
]]></content:encoded>
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