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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; federazione della sinistra</title>
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		<title>Documento del Cpn di Rifondazione comunista per l&#8217;unità delle sinistre e dell&#8217;opposizione.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 12:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMITATO POLITICO NAZIONALE 10 E 11 APRILE 

Sabato 10 e domenica 11 si è riunito a Roma il Comitato Politico Nazionale del Prc, convocato per esaminare l’esito delle elezioni amministrative e la conseguente iniziativa politica da intraprendere per il prossimo futuro. 

Il parlamentino del Prc ha approvato a larga maggioranza (con 87 voti a favore <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/04/14/documento-del-cpn-di-rifondazione-per-lunita-della-sinistra-e-delle-opposizioni/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1732"></span><strong>COMITATO POLITICO NAZIONALE 10 E 11 APRIL</strong>E 

Sabato 10 e domenica 11 si è riunito a Roma il Comitato Politico Nazionale del Prc, convocato per esaminare l’esito delle elezioni amministrative e la conseguente iniziativa politica da intraprendere per il prossimo futuro. 

Il parlamentino del Prc ha approvato a larga maggioranza (con 87 voti a favore e 16 astenuti) il documento proposto dalla segreteria nazionale riportato qui di seguito e che, sulla base delle 
valutazioni relative alla fase politica, indica quattro “punti fondamentali” di intervento e impegno: unità della forze di sinistra e costruzione in quest’ambito della Federazione della sinistra, azione comune di tutte le opposizioni contro il governo dando seguito alla manifestazione del 13 marzo, alleanza elettorale per battere Berlusconi e ricostruire un sistema proporzionale, consolidamento del partito. 

<strong>Il risultato elettorale delle amministrative </strong>

Le elezioni regionali del 28 e 29 marzo ci consegnano un risultato politico segnato in primo luogo dal consistente aumento dell’astensione. Questo dato ci parla di un distacco tra paese reale e sistema istituzionale che è il frutto di almeno due processi. In primo luogo la decisa riduzione del numero dei votanti che è cominciata in Italia con l’introduzione dei sistemi elettorali bipolari. La tanto magnificata “semplificazione politica” ha portato in realtà ad un distacco tra paese reale ed istituzioni che è il primo fattore di corruzione della democrazia repubblicana così come è stata costruita in seguito alla lotta di Liberazione. Su questa dinamica di medio periodo se ne è innestata un’altra legata direttamente alle politiche messe in campo dal governo. Di fronte ad una crisi economica che coinvolge direttamente 
milioni di famiglie e che ha modificato l’orizzonte esistenziale del paese aggravando pesantemente l’incertezza sociale e la paura nel futuro, la politica nel suo complesso non ha dato alcuna risposta. Non l’ha data il governo, non l’ha dato sin’ora l’opposizione. Di fronte ad un universo della politica che ha “parlato d’altro” è aumentata la solitudine delle persone e la sfiducia che la politica possa essere uno strumento efficace attraverso cui far fronte all’incertezza della crisi. 

<strong>Rafforzamento della destra e del suo progetto politico e sociale </strong>

In questo contesto, nonostante la perdita di voti che ha caratterizzato il risultato del Popolo delle Libertà ma non della Lega Nord, il governo ne esce rafforzato così come l’asse politico tra Lega e Berlusconi. Questo rafforzamento – certo non privo di contraddizioni – oltre a garantire la prosecuzione del governo, determinerà un salto di qualità nella modifica degli assetti democratici e sociali del paese. 
Tutte le dinamiche sin qui messe in campo dall’esecutivo verranno potenziate ed accelerate. Da un lato ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica – caratterizzata pesantemente dall’attacco alla libertà di informazione – in cui nelle proposte dell’esecutivo, l’attacco all’indipendenza della magistratura si salda ad una proposta di presidenzialismo senza vincoli e di federalismo egoista. E’ del tutto evidente che l’obiettivo di legislatura del governo Bossi Berlusconi è quello di scardinare l’impianto costituzionale del Paese demolendo sia sul piano istituzionale sia sociale il bilanciamento dei poteri proprio della lettera e dello spirito costituzionale. 

Questa offensiva sul piano democratico si salda infatti con una offensiva sul piano sociale che punta a smantellare l’intero impianto di diritti e garanzie sociali al fine di poter scaricare sugli strati popolari i costi di una crisi economica che non sarà breve. Sotto attacco vi è il sindacato di classe, il diritto alla contrattazione collettiva e il welfare così come l’abbiamo conosciuto. Il complesso di queste misure vedrà una decisa accelerazione nei prossimi mesi in virtù di un contemporaneo processo di riduzione della spesa sociale già più volte annunciata – a partire dall’ulteriore attacco alle pensioni – dell’ulteriore precarizzazione del lavoro e dell’attuazione del federalismo. Un attacco complessivo che, mettendo in discussione i diritti, mina alla radice ogni elemento di solidarietà sociale. 

L’attacco alla democrazia formale e sostanziale del paese si salda al tentativo di imbavagliare 
l’informazione e alla produzione di culture reazionarie che vedono nel razzismo, nel patriarcato, nell’omofobia e nel darwinismo sociale i propri elementi caratterizzanti. Il risultato delle elezioni apre quindi la strada ad un tentativo di modificare negativamente e strutturalmente i rapporti di forza tra le classi, dentro un processo di gestione autoritaria della frantumazione del conflitto sociale e di imbarbarimento delle culture che regolano le relazioni sociali. 

<strong>Assenza dell’opposizione </strong>

L’incapacità delle opposizioni di intercettare il crescente disagio sociale è segno della crisi strategica del centro sinistra, della debolezza della sinistra ed è all’origine dell’incapacità di utilizzare la scadenza elettorale per mettere in difficoltà il governo. Non solo, il risultato elettorale ha riaperto una conflitto interno al Partito democratico che invece di interrogarsi sui nodi del rapporto con la società vede riproporre dalla parte uscita sconfitta dal Congresso il tema del bipartitismo che già tanti danni ha fatto. 

Il punto è che è mancata in questi due anni una seria e continuativa opposizione al governo Berlusconi. 
Ad una organicità di impianto dell’offensiva delle destre si è risposto in modo puntiforme senza costruire mai una risposta complessiva e una piattaforma complessivamente alternativa. A questo concorrono molti fattori, primo fra tutti una impostazione delle forze del centrosinistra che rimane sostanzialmente interna al paradigma neoliberista e quindi incapace di prospettare una coerente via di uscita a sinistra dalla crisi economica. Le diverse iniziative di mobilitazione promosse da Cgil, sindacati di base, forze della società civile o dalle stesse forze di opposizione sono rimaste episodi isolati che non hanno costituito un processo identificante di costruzione dell’alternativa. 

<strong>Esigenza di un salto qualità a sinistra </strong>

A sinistra, in un difficilissimo contesto caratterizzato dalla censura mediatica, la Federazione ha visto una riduzione dei consensi – pur con risultati assai diversi da territorio a territorio – che segnala da un lato le difficoltà a far fronte alla dinamica del “voto utile” e dall’altro il diverso grado di radicamento e di efficacia del lavoro politico sui territori . Il risultato del voto, se da un lato ci permette la prosecuzione del nostro progetto politico, dall’altra ci pone la necessità di un deciso salto di qualità nell’iniziativa politica. La nostra azione, finalizzata alla costruzione di un polo di sinistra alternativa, autonomo dal centrosinistra, può e deve avere un salto di qualità. Abbiamo dinnanzi a noi alcuni anni prima di una nuova tornata elettorale generale, dobbiamo utilizzare bene questo tempo, per affinare e rafforzare il nostro lavoro e il nostro progetto politico. 
I punti fondamentali su cui operare un salto di qualità sono i seguenti. 

1 – Unità delle sinistre e costruzione della Federazione 

In primo luogo proponiamo di lavorare da subito e con determinazione all’unità delle forze della sinistra di alternativa. Le elezioni così come la presenza nei conflitti sociali, evidenziano come il peso delle forze a sinistra del Pd non sia per nulla irrilevante anche se oggi è assai frammentato e privo di rappresentanza parlamentare. L’esperienza elettorale delle Marche di unità tra Federazione della Sinistra e Sel – che noi avremmo voluto praticare anche in Lombardia e in Campania – così come le positive esperienze di “biciclette” tra la Federazione della Sinistra e i Verdi e gli accordi realizzati con altre forze della sinistra antagonista, ci parlano in modo embrionale di una forte potenzialità per una sinistra autonoma dal centro sinistra. Proponiamo di aggregare questo campo di forze per unire la sinistra – dentro e fuori i partiti – imparando dai compagni e dalle compagne della Linke, del Front de Gauche, dell’America Latina che a partire dall’opposizione al neoliberismo hanno saputo costruire una 
sinistra plurale, federata, popolare. 

Mettere al centro la democrazia partecipata contro ogni forma di plebiscitarismo è la condizione per costruire una alternativa sul piano sociale, politico e culturale. Oggi nessuna forma in cui si organizza l’attività politica è esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni esperienza. 
Proponiamo quindi a tutta la sinistra di aprire un percorso di confronto e di unità che sappia ricostruire la speranza e il senso della lotta. 

In questo quadro di lavoro per l’unità delle forze della sinistra di alternativa, autonoma dal Pd, decisivo è un salto di qualità nel processo di costruzione della federazione della Sinistra. Ad oggi in molti territori la federazione ancora non esiste e generalmente stenta a presentarsi con un profilo unitario di proposta politica. Così come solo in poche situazioni la Federazione ha saputo sin’ora aprirsi ai soggetti presenti sui territori. Non si può rimanere in mezzo al guado ma si tratta al contrario di accelerare questo processo costruendo in ogni territorio le strutture unitarie con la più grande attenzione a coinvolgere e rendere protagonisti del processo tutti i soggetti politici, sociali e associativi disponibili. Si tratta quindi di dar corso immediatamente a quanto deciso e previsto dai documenti politici e organizzativi della Federazione, dando vita ad un vero processo costituente che ci permetta di arrivare entro i tempi previsti al Congresso di varo definitivo della Federazione come soggetto autonomo dal centrosinistra e che persegue l’obiettivo strategico di fuoriuscita dal bipolarismo. Costruire la Federazione e costruirla come spazio politico aperto della sinistra è un punto decisivo su cui dobbiamo essere impegnati sin dalle prossime settimane. Si da mandato alla Direzione Nazionale di fare in tempi rapidi una valutazione del processo di costruzione della Federazione della Sinistra. 

2 – Impegno unitario contro le destre sul piano sociale (dar seguito a 13 marzo) 

In secondo luogo occorre fare un salto di qualità nell’azione politica al fine di sconfiggere questa incivile azione governativa. Le destre non si sconfiggono oggi nel cielo delle alchimie politiche ma nella società. 
Non si sconfiggono agitando il tema dell’alternativa di governo ma operando concretamente per fermare l’offensiva messa in atto del governo per scaricare i costi della crisi sugli strati popolari. Senza la consapevole costruzione di un movimento di opposizione non si sedimenteranno nuove adesioni e passioni, non si romperà la solitudine con cui vengono vissuti i drammi occupazionali e il disagio sociale, non si riconquisteranno energie per il cambiamento. In questi due anni l’opposizione non ha vissuto nella società. Le manifestazioni e gli scioperi fatti non sono sufficienti. 

Per questo il cambio di passo è obbligatorio. Questo deve vedere l’impegno in prima persona del Partito della Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra, ampliando su tutto il territorio le iniziative sin ora intraprese di sostegno alle lotte, di coordinamento delle stesse, di costruzione dei comitati contro la crisi e di costruzione di quello che abbiamo chiamato il partito sociale. 

Questo nostro impegno in prima persona, che va rafforzato ed esteso e deve caratterizzare l’iniziativa politica di tutto il partito, non è però sufficiente. Proponiamo pertanto a tutte le forze che hanno promosso l’iniziativa del 13 marzo e a tutte le forze sociali e politiche disponibili di dare seguito a quell’appuntamento, di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, sui diritti civili, per determinare una mobilitazione duratura nel paese. Proponiamo una prima mobilitazione unitaria di tutte le forze di opposizione contro la manomissione dell’articolo 18 e dei diritti del lavoro. Proponiamo inoltre un impegno comune ed unitario di tutta l’opposizione per costruire una campagna referendaria. 
Innanzitutto proponiamo che tutte le forze di opposizione sostengano i referendum contro la 
privatizzazione dell’acqua pubblica promosso dai Comitati. Proponiamo inoltre alle forze sociali e politiche di promuovere unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà, legge 30, per la democrazia sui luoghi di lavoro. 

Un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l’attuale situazione. Ci 
permetterebbe di ricostruire quel clima che da Genova nel 2001, passando per la mobilitazione della Cgil sull’articolo 18, per il movimento antirazzista a contro la guerra, costruì le condizioni per sconfiggere il governo Berlusconi nelle elezioni del 2006. Per poter sconfiggere Berlusconi nelle urne – obiettivo che tutti quanti condividiamo – dobbiamo prima metterlo in crisi nel suo rapporto con la società, Dobbiamo cioè costruire l’opposizione. 

3-Alleanza elettorale contro destre per difesa democrazia e proporzionale 

In terzo luogo avanziamo a tutte le forze disponibili la proposta di alleanza elettorale contro Berlusconi sulla base della difesa della democrazia, della Costituzione e della ricostruzione di un sistema elettorale proporzionale. 

Si tratta di indicare con chiarezza la necessità di sconfiggere Berlusconi sul piano sociale come su quello istituzionale, denunciando come l’attuale assetto istituzionale bipolare sia funzionale alla derubricazione dall’agenda politica del tema dell’alternativa ed alla gestione delle politiche economiche all’interno delle compatibilità dettate dai poteri forti. La proposta di alleanza finalizzata alla sconfitta di Berlusconi si deve quindi intrecciare ad una campagna di massa contro il bipolarismo per porre le basi di un superamento della Seconda repubblica. 

4-Consolidamento Rifondazione comunista 

Ultimo ma non meno importante, al fine di realizzare il nostro progetto politico è necessario operare per il consolidamento di Rifondazione Comunista. Nell’ultimo anno l’attività politica del Partito è ripresa e ha determinato sia un consolidamento organizzativo sia una significativa produzione di esperienze di presenza nella costruzione del conflitto e della solidarietà sociale. Si tratta però di fare un salto di qualità che permetta da un lato di generalizzare le buone pratiche sociali, dall’altro di mettere mano agli elementi di debolezza per rilanciare il progetto della rifondazione comunista e per rendere il nostro partito più efficace nella costruzione di una uscita dal capitalismo in crisi. 

a) In particolare, si tratta di migliorare la qualità del nostro lavoro politico nell’ambito della costruzione di un nuovo movimento operaio generalizzando le pratiche di costruzione di un efficace lavoro di massa. Occorre operare – in un quadro unitario – per diventare punto di riferimento della 
riorganizzazione del conflitto sociale sviluppando e rendendo patrimonio di tutto il partito le pratiche sociali di solidarietà e conflitto. 

b) In secondo luogo si tratta di curare il nostro funzionamento organizzativo ed in particolare gli aspetti della nostra comunicazione con l’esterno. E’ del tutto evidente che l’oscuramento mediatico che subiamo è destinato a durare. Si tratta di fare quindi un deciso salto di qualità nella nostra capacità di comunicare e di rendere protagonisti nella costruzione della nostra iniziativa politica coloro con cui veniamo in contatto. A tal fine, oltre ad impegnare il partito in un serio lavoro di promozione del giornale e della rivista si tratta di potenziare decisamente il settore della comunicazione interattiva. 


c) In terzo luogo si tratta di riaprire una discussione sul terreno della rifondazione comunista mettendo a valore le relazioni che abbiamo con il mondo dell’intellettualità interessato a questa prospettiva. Il significativo aumento del lavoro politico non ha corrisposto ad una capacità nella produzione di una nuova narrazione, di un nuovo immaginario di cosa vuol dire la proposta della rifondazione comunista oggi. Anche su questo terreno dobbiamo compiere un deciso salto di qualità che ci permetta di dispiegare a pieno il nostro progetto politico. 

Il Cpn chiede alle strutture del Partito di discutere questo documento e da mandato alla Direzione Nazionale di fare entro il mese di aprile un piano di lavoro politico per i prossimi mesi. 


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		<title>Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti assieme, sulla nostra sconfitta. Lettera di Agnoletto ad amici e sostenitori.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 22:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>31 marzo 2010</p>
	<p>Care amiche e cari amici,</p>
	<p>l’obiettivo, il quorum regionale, non è  stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo  il coraggio di guardare in faccia alla realtà.
</p>
	<p>Grazie a chi ci ha creduto e ci ha messo  impegno, tempo e pensieri.</p>
	<p>Grazie a tutte le donne e gli uomini che  <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/31/agnoletto-adesso-dobbiamo-ragionare-tutte-e-tutti-assieme-sulla-nostra-sconfitta/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-Agnoletto2.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-Agnoletto2-150x150.jpg" alt="" title="Vittorio Agnoletto" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1715" /></a>31 marzo 2010</p>
	<p>Care amiche e cari amici,</p>
	<p>l’obiettivo, il quorum regionale, non è  stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo  il coraggio di guardare in faccia alla realtà.<br />
<span id="more-1696"></span></p>
	<p>Grazie a chi ci ha creduto e ci ha messo  impegno, tempo e pensieri.</p>
	<p>Grazie a tutte le donne e gli uomini che  ci hanno sostenuto in questa difficile campagna: i voti che ho ricevuto  come presidente sono stati 113.749 e quelli raccolti come lista 87.220;  tanti, ma non sufficienti per mandare qualcuno al Pirellone.  Rappresentano comunque un patrimonio umano e politico da valorizzare e  da non disperdere.</p>
	<p>Grazie a chi ha dato consigli, elaborato  proposte, attacchinato manifesti, scritto mail e inviato sms,  volantinato, organizzato incontri, parlato con le persone per strada e   sul luogo di lavoro.</p>
	<p>Grazie a tutte e tutti i  militanti  della Federazione della Sinistra che una volta di più hanno testimoniato  che è ancora possibile pensare  la politica come lotta per l’ideale e  non come ricerca dell’interesse personale.</p>
	<p>Grazie agli intellettuali  e agli  artisti che hanno accettato di entrare nel listino regionale.  Grazie  per aver messo a disposizione di un progetto, gratuitamente e giocandosi  di persona, il loro nome e la loro notorietà. Si è trattato di un atto  di coraggio, in tempi di “liste di proscrizione” sui mass media per chi  osa disturbare il potere.</p>
	<p>Non sono pentito di averci “messo la  faccia”. Credo che fosse necessario offrire ai lombardi un’alternativa  di Sinistra a Formigoni e a Penati. In molti erano sbalorditi dalla mia  scelta di candidarmi solo alla presidenza della regione e non come  capolista, rendendo così impossibile, in base alla legge elettorale  lombarda, la mia elezione come consigliere regionale.</p>
	<p>Ma io continuo a credere che la politica  si faccia anche fuori dalle istituzioni. Quando faccio il medico di  strada, a Milano o in Africa, io faccio politica. Per questo avevo  scelto di non concorrere direttamente per avere io un posto in Consiglio  Regionale; ho pensato che questa volta la mia responsabilità fosse  un’altra.</p>
	<p>Mettermi a disposizione per cercare di  “tirare” e fare eleggere i candidati della Federazione, per avere in  Consiglio regionale delle/i compagne/i  competenti e combattivi per  difendere il diritto al lavoro, allo studio e alla salute, per  denunciare gli affari dell’EXPO 2015……</p>
	<p>Purtroppo anche dalle nostre parti a  volte emergono personalismi, battaglie elettorali concentrate  sulla  propria  elezione, guerre delle preferenze, con poca attenzione al  progetto comune. Non possiamo più permettercelo.</p>
	<p>Forse anche questa diffusa idea della  politica spiega le nostre difficoltà</p>
	<p>Un grande ringraziamento ai candidati  nelle varie province lombarde per il faticoso lavoro che hanno fatto in  questa campagna. Grazie per aver messo la propria persona a disposizione  di tutti noi.</p>
	<p>Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti  assieme, sulla nostra sconfitta.</p>
	<p>Io mi impegno a non abbandonare la lotta  e l’impegno sociale e civile, continuerò a lavorare per la costruzione  di una Sinistra che sappia essere in sintonia con i bisogni di milioni  di lavoratori e cittadini.</p>
	<p>Dobbiamo riprendere il cammino  dell’unità a sinistra, perché, se la società ha “bisogno di sinistra”,  le nostre divisioni risultano incomprensibili.</p>
	<p>Fuggiamo la depressione, arma  dell’avversario; guardiamo in avanti, testimoniamo le nostre idee nella  vita quotidiana, lavoriamo per una sinistra unita</p>
	<p>Un abbraccio a tutte e tutti</p>
	<p>Vittorio Agnoletto.
</p>
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		<title>Elezioni regionali / I numeri e gli eletti Prc e Pdci nelle liste della sinistra</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Pdci]]></category>
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		<description><![CDATA[POLITICA
Sinistra, la Federazione c’è ma perde quando è sola. Ora deve ripartire l&#8217;opposizione.
Regione per regione i numeri e gli eletti nelle liste di Rifondazione comunista e Pdci.

di Checchino Antonini (da Liberazione del 31 marzo 2010).

«Tenuta sostanziale della Federazione della sinistra &#8211; dice a Liberazione, Paolo Ferrero, segretario del Prc &#8211; in tutti i luoghi dove <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/31/elezioni-regionali-i-numeri-e-gli-eletti-nelle-liste-fds/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1657"></span><strong>POLITICA
Sinistra, la Federazione c’è ma perde quando è sola. Ora deve ripartire l&#8217;opposizione.
Regione per regione i numeri e gli eletti nelle liste di Rifondazione comunista e Pdci.</strong>

di Checchino Antonini <em>(da Liberazione del 31 marzo 2010).</em>

«Tenuta sostanziale della Federazione della sinistra &#8211; dice a Liberazione, Paolo Ferrero, segretario del Prc &#8211; in tutti i luoghi dove eravamo in coalizione o, come nelle Marche con Sel, in minicoalizione. E un risultato negativo quando la solitudine era perfetta, in Campania e Lombardia. Non siamo riusciti, insomma, a forzare la semplificazione bipolare. Il punto vero, adesso, è di riuscire a far ripartire l’opposizione al governo che altrimenti non paga mai i prezzi delle sue politiche». Per questo, il portavoce della Federazione della sinistra rilancia la proposta di campagna referendaria su acqua, nucleare e precarietà agli altri soggetti del centrosinistra. E in Campania, dove il risultato non è esaltante? «Siamo stati macellati dal voto utile», commenta ancora Ferrero all’inizio della panoramica, regione per regione, sul dato elettorale.
Tutti i segretari regionali, sentiti da Liberazione hanno insistito su un contesto di oscuramento mediatico e di relativa scarsità di mezzi con cui s’è andati a competere. In Piemonte, spiega Armando Petrini, è stata eletta l’assessora uscente alla sanità dentro un risultato che attesta la Federazione al 2,64%, più o meno il dato delle europee: «Va segnalato lo scivolamento verso il centro del Pd, alleato con l’Udc, che ha determinato l’astensionismo a sinistra e dato acqua alla lista Grillo che in Val Susa ha sfondato condannando Bresso che ha perso perché ha prilivegiato l’asse centrista cedere su sanità, grandi opere e servizi pubblici. La Lega vince (sta al 16%) ma con un solo punto in più rispetto alle europee».
Anche in Liguria, il 3,9% conferma le percentuali delle europee. Sergio Olivieri lo definisce un «risultato soddisfacente» come base per ricostruire il partito sociale e il rapporto con i movimenti in un territorio dove la scissione è stata «vistosa» e dove è stata subita l’«anomalia dell’intesa con l’Udc».
In una situazione «drammatica», avverte Renato Cardazzo, con la Lega che sfonda il 33% e dà dieci punti di stacco al Pdl, il Veneto, con 1,6%, ha un eletto confermato.
2,8% in Emilia Romagna e due eletti. «Non c’è entusiasmo rispetto al risultato &#8211; premette Nando Mainardi &#8211; ma c’è un aspetto positivo nel riprendere ad eleggere dopo lo “zeru tituli” delle politiche e delle europee che aggravava una percezione di soggeto inefficace». Sorprendono sia il grande astensionismo, anche da queste parti, sia il successo della lista Grillo che «comunica freschezza e carica antisistema». Si deve all’effetto Del Bono e contiene segnali di un dissenso «non catalogabile nel classico qualunquismo e non riconducibile a Berlusconi».
Meglio che alle europee è andata in Toscana (5,3%) e tre eletti, uno per ciascuna delle gambe della lista Prc-Pdci e verdi. «Una relazione già collaudata alle comunali di Firenze &#8211; dice Stefano Cristiano &#8211; un rapporto non estemporaneo, che puntiamo a mantenere».
Stefano Vinti dall’Umbria segnala il 7% e i tre eletti, uno sul listino e i due capi lista a Terni e Perugia: «20 punti di distanza confermano il differenziale tra destra e centrosinistra, anche l’Udc non sarebbe stata determinante col suo 5%. Siamo il secondo gruppo del centrosinistra e il terzo in consiglio regionale. Qui c’è un insediamento storico culturale ancora in grado di reggere».
Unico in Italia è stato il progetto «costruito insieme e con grande lealtà» dalla Federazione e da Sel nelle Marche. Risultato il 7% alla faccia di un meccanismo elettorale infernale che ha lasciato fuori per una frazione di punto Massimo Rossi, il candidato presidente di un’alleanza che «non si esaurisce qui e che può mettere in crisi il bipolarismo». La Federazione si attesta a ridosso del 4% «confermando un radicamento evidente nell’ascolano e in provincia di Ancona, le zone di maggiore insediamento produttivo e dunque di maggiore crisi &#8211; dice Marco Savelli &#8211; controprova è la “trombatura” dell’uomo di punta dell’Udc, alleato col Pd, Marco Viventi, ad del gruppo Merloni».
Nel Lazio la Federazione si attesta al 2,74% eleggendo, se i resti saranno favorevoli, due consiglieri. Loredana Fraleone ritiene che il voto «è stato condizionato dall’astensionismo. L’oscuramento mediatico totale ci ha impedito di spiegare la nostra diversità rispetto al sistema dei partiti, ora la scommessa rigudagnare l’insediamento sociale».
3,5% a Potenza ma in totale, in Basilicata, la Federazione si ferma al 2,27 per colpa del pasticcio delle firme a Matera. Per mille voti sfuma il seggio. «Qui ha vinto &#8211; dice Italo Di Sabato &#8211; un blocco conservatore, l’ala democristiana del Pd con l’Udc».
Non ce l’ha fatta la Federazione in Puglia malgrado un ottimo 3,3%. Lo sbarramento era al 4%. «Abbiamo pagato la forza attrattiva di Vendola &#8211; dice Nicola Cesaria &#8211; ma sicuramente è stato un risultato che ha contribuito alla vittoria complessiva».
Nottata al fotofinish in Calabria dove la Federazione supera il 4% ed elegge il giovanissimo De Gaetano a Reggio e l’ex assessore alle politiche sociali della provincia di Cosenza, l’unica immune da inchieste giudiziarie. Tutto ciò nonostante la debacle di Loiero e la concorrenza di Sel, dell’effetto Callipo e di una lista civica rivolta all’intellettualità diffusa ispirata dal vice di Loiero. «S’è sentita fortissima la disillusione rispetto alle aspettative di cinque anni fa &#8211; commenta il segretario di Cosenza, Angelo Broccolo &#8211; il ticket sulla sanità, la verticalizzazione dell’amministrazione, il partito del presidente che arrivava con due liste, le questioni ambientali irrisolte, le incertezze del Pd che riesuma Loiero, senza primarie, e dopo il fallito corteggiamento dell’Udc».

Gli eletti  della Federazione della Sinistra nei consigli regionali
Piemonte Eleonora Artesio Prc; Liguria Giacomo Conti Prc listino; Alessandro Benzi Prc, Veneto Pietrangelo Pettenò Prc; Emilia Romagna Monica Donini Prc listino; Roberto Sconciaforni Prc; Toscana Monica Sgherri Prc, Paolo Marini Pdci, Mauro Romanelli Verdi; Umbria Roberto Carpinelli (Pdci listino), Orfeo Goracci Prc, Damiano Stufara Prc; Marche Raffaele Bucciarelli Pdci; Lazio Margherita Hack Pdci, Ivano Peduzzi Prc; Calabria Ferdinando Aiello Prc, Nino De Gaetano Prc



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		<title>&#8220;Dopo la disfatta serve un fatto nuovo a sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:16:10 +0000</pubDate>
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	<p>Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla  lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/31/dopo-la-disfatta-serve-un-fatto-nuovo-a-sinistra/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>di Luciano Muhlbauer* <em>(dal quotidiano il manifesto del 31 marzo 2010).</em><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/la-barchetta-della-sinistra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1667" title="la barchetta della sinistra" src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/la-barchetta-della-sinistra1-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a></p>
	<p>Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla  lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.<br />
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro l’astensionismo, contro i grillini, contro Penati, contro il destino cinico e baro. Ma sbagliano, perché il problema sta dalla nostra parte, anzi, il problema siamo noi, la sinistra riunita in federazione e quella in generale. Ebbene sì, perché c’è poco da ridere anche per gli altri, visto che Sel ottiene un consigliere soltanto grazie all’ombrello protettivo di Penati e con un misero 1,38%.<br />
Quanto a Penati, inutile perdere altro tempo, visto che è andato peggio di 10 punti rispetto a Sarfatti nel 2005 e appena un po’ meglio, cioè di 1,7 punti, rispetto a Martinazzoli nel lontano 2000.<span id="more-1653"></span></p>
	<p>Insomma, si è confermato quello che si intuiva, cioè se la crisi, economica, morale e politica, non trova una via d’uscita a sinistra, allora la trova a destra. E la marea leghista sta lì a dimostrarlo.</p>
	<p>E allora, tornando al punto, dobbiamo ragionare su noi stessi, su una sinistra inadeguata persino a rappresentare il bisogno di sinistra esistente, oggi e qui. Altrimenti come si spiegherebbe la forte emorragia di voti, addirittura superiore all’aumento dell’astensionismo medio, verso il non voto, i grillini o l’IdV?</p>
	<p>I numeri, soprattutto quelli veri, sono impietosi. La FdS ha raccolto 87.220 voti (2.04%). Il nostro candidato Presidente, Vittorio Agnoletto, 113.749 (2,36%). Alle ultime elezioni regionali, cinque anni fa, Rifondazione da sola ottenne 248mila voti (5,7%) e i Comunisti Italiani altri 104.246 voti (2,4%). E non siamo nemmeno riusciti a tenere i voti che la FdS raccolse in Lombardia l’anno scorso, in occasione delle europee, cioè 147mila.</p>
	<p>Sono dati che non ammettono repliche, che fotografano una disfatta (perché le cose vanno chiamate con il loro nome). E quindi, le 4.088 preferenze espresse al sottoscritto nella circoscrizione di Milano hanno quasi il sapore della beffa, perché sono più del doppio di quelle di cinque anni fa, quando fui eletto. Ma quelle preferenze sono anche e anzitutto il risultato dell’impegno e del crederci di tanti e tante e, in questo senso, il miglior apprezzamento del lavoro svolto che uno si possa immaginare.</p>
	<p>A chi in questa campagna elettorale si è sbattuto, a chi ha attacchinato, distribuito materiale, convinto altri, scritto mail e sms, o semplicemente è andato a votare, affrontando il fatidico quesito “ma dove cavolo si mette questa H?”, a chi ha fatto uno sforzo generoso e non scontato, decidendo magari di andare a votare per prima volta, o a chi quel partito non l’avrebbe mai più votato, ma poi l’ha fatto lo stesso, a tutti voi un grazie enorme, di testa e di cuore.</p>
	<p>E, infine, un impegno, una certezza e un auspicio. L’impegno è di non ritirarmi a vita privata, di continuare il lavoro, nelle forme possibili e nello stesso spirito, tenendo unite parole e fatti, sociale e politico.</p>
	<p>La certezza è che a sinistra così non si può andare avanti, che occorre una scossa, un fatto nuovo, aria fresca, capacità unitaria e un atto di liberazione dall’autoreferenzialità degli apparati.</p>
	<p>L’auspicio è che non ci disperdiamo, che valorizziamo le cose fatte insieme in questi anni e, soprattutto, che affrontiamo insieme le battaglie e i percorsi del domani.</p>
	<p><em>*consigliere regionale uscente del Prc</em>
</p>
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		<title>Il partito sociale, necessità di un progetto condiviso.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 06:26:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Ugo Boghetta*, da Liberazione del 27 marzo 2010

La Lombardia, locomotiva stanca di una stanca Italia, va al voto. Qui sono passati i processi che segnano il nostro paese. Qui il modello neo liberista ha inciso profondamente nel lavoro come nella cultura di massa. Qui la Lega Nord ha imparato a campare su insicurezza e <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/27/il-partito-sociale-necessita-di-un-progetto-condiviso/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1644"></span><strong>di Ugo Boghetta*</strong>, da Liberazione del 27 marzo 2010

La Lombardia, locomotiva stanca di una stanca Italia, va al voto. Qui sono passati i processi che segnano il nostro paese. Qui il modello neo liberista ha inciso profondamente nel lavoro come nella cultura di massa. Qui la Lega Nord ha imparato a campare su insicurezza e razzismo. Qui la stessa chiesa è attraversata pesantemente da queste dinamiche. Qui lo svuotamento del pubblico è massimo, come la concentrazione del potere in mano alla Compagnia delle Opere. Qui la corruzione è direttamente in relazione ai cambiamenti istituzionali: assolutismo dei sindaci e governatori, svilimento dei consigli elettivi, mancanza di controlli. E la Lombardia è la prima regione del nord per presenza mafiosa. La reazione a tutto ciò c&#8217;è stata. Tante sono le lotte: Innse, e non solo. Riguardano il territorio: strade e autostrade, i rifiuti, l&#8217;urbanistica, i servizi. Il sindacato: la più forte organizzazione esistente non sembra incidere. Il recente congresso Cgil non ha certo aiutato. L&#8217;appello unitario al voto dei sindacalisti aderenti alla Federazione della Sinistra, che si sono schierati su mozione diverse, ha il significato simbolico di un percorso da ricominciare, relazioni politiche ed umane da ritessere, un progetto politico cui partecipare, perché senza la presenza di una forte politica di classe, anche il più forte sindacato (o la sinistra sindacale dentro e fuori la Cgil) non ce la può fare; e viceversa. Così è per la rete dei comitati che spazia dalle questioni ambientali, ai servizi, alle mafie, ai temi della democrazia e della Costituzione. Del resto, il centrosinistra appare di una vecchiezza atavica, incapace di fare i conti con gli errori devastanti di questi decenni, spesso colluso con i poteri forti e spartitorio con gli avversari politici. Stupisce (stupisce?) che forze, come Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, siano così silenti e remissive quanto sono radicali a chiacchiere i loro leader nelle tv nazionali. Il tema dell&#8217;unità, dell&#8217;autonomia politica, dell&#8217;efficacia è questione centrale per il futuro.
Qui il nuovo assetto segnato dai cambiamenti sarà pesante.
Qui la Federazione della Sinistra ha prodotto significativi inizi: soprattutto a Milano. Pesa, come ovunque, per un popolo ormai di spettatori, la scomparsa dalle TV causata dalla sconfitta dell&#8217;arcobaleno.
La rinnovata iniziativa rispetto al mondo del lavoro, seppur faticosa, ha permesso, tuttavia, di ricominciare una riconnessone con i lavoratori. Il partito sociale fa esperienze significative. I gruppi d&#8217;acquisto popolari, le arance metalmeccaniche, hanno prese incoraggianti. La nostra presenza nei vari movimenti è di nuovo vissuta come positiva. Queste esperienze vanno allargate, le lotte coordinate, ma è necessaria l&#8217;elaborazione, la maturazione a livello di massa di un progetto, di un senso vero, condiviso, sentito del cambiamento. Questi sono gli obiettivi della Federazione della sinistra per cambiare la Lombardia.

<em>* segretario regionale Prc-Lombardia</em>


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		<title>ASTENERSI E&#8217; UN LUSSO CHE A SINISTRA NESSUNO OGGI PUO&#8217; PERMETTERSI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 17:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>APPELLO FINALE AL VOTO DI VITTORIO AGNOLETTO, CANDIDATO PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA PER LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA</p>
	<p>Mi rivolgo a tutti i democratici, a tutti coloro  il cui cuore batte a sinistra e che oggi si sentono ex militanti, ex simpatizzanti, delusi e sconsolati.</p>
	<p>Condivido la vostra stessa rabbia: le divisioni e gli errori commessi ci hanno <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/26/astenersi-e-un-lusso-che-nessuno-a-sinistra-oggi-puo-permettersi/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>APPELLO FINALE AL VOTO DI VITTORIO AGNOLETTO, CANDIDATO PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-non-è-uno-di-loro.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Vittorio-non-è-uno-di-loro.jpg" alt="" title="Vittorio non è uno di loro" width="150" height="150" class="alignright size-full wp-image-1617" /></a> PER LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA</strong></p>
	<p>Mi rivolgo a tutti i democratici, a tutti coloro  il cui cuore batte a sinistra e che oggi si sentono ex militanti, ex simpatizzanti, delusi e sconsolati.</p>
	<p>Condivido la vostra stessa rabbia: le divisioni e gli errori commessi ci hanno reso tutti più deboli e meno credibili.</p>
	<p>Ma non è vero che tanto peggio andranno le elezioni e tanto più facile sarà ricostruire in futuro una sinistra: il “tanto peggio, tanto meglio” in politica non funziona.<span id="more-1614"></span></p>
	<p>Non sono in grado di fare miracoli e non è nel mio stile fare promesse demagogiche e irrealizzabili.</p>
	<p>Quando ho accettato di candidarmi a Presidente per la regione Lombardia ho voluto assumermi un compito preciso: impegnarmi in campagna elettorale e nei prossimi mesi a ricostruire un unico polo di sinistra coinvolgendo tutta la sinistra diffusa presente nei territori.</p>
	<p>Il listino e l’appello che mi sostiene hanno proprio questo significato: vi sono personalità indipendenti, tra le più prestigiose della cultura lombarda, che mettono a disposizione la loro credibilità per un progetto capace di riunire la sinistra.</p>
	<p>Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Emilio Molinari, Milly Moratti, Giorgio Galli, Luca Mangoni detto supergiovane, Andrea Di Stefano e tanti altri con storie politiche e con percorsi culturali diversi fra loro, e talvolta differenti dai miei, hanno deciso di investire in questa scommessa.</p>
	<p>Insieme a loro, io vi chiedo un voto per costruire oggi un’opposizione intelligente in Lombardia e domani  un’alternativa al formigonismo e un percorso unitario della sinistra.</p>
	<p>Ho scelto come slogan della mia campagna “Vittorio non è uno di loro”  e sullo sfondo i poster di Formigoni e di Penati; il significato è preciso: il nostro programma è diverso dal loro, noi siamo per l’acqua pubblica e contro il nucleare, siamo per la difesa del posto di lavoro e contro le speculazioni immobiliari e finanziarie, siamo per il trasporto pubblico, per i treni dei pendolari e contro l’Expo e contro le immense spese a favore dell’Alta Velocità, siamo per la difesa della sanità e della scuola pubblica contro l’enorme potere della Compagnia delle Opere.</p>
	<p>Ma non è solo questo: siamo contro una politica che è solo far carriera, contro la logica dei favori agli amici degli amici, contro gli intrecci tra politica e malaffare, che sia la mafia o la corruzione di piccolo cabotaggio. Siamo contro una politica fatta di auto blu, fatta di stipendi troppo alti quando c’è chi fa fatica a sopravvivere, fatta di privilegi e di favori.</p>
	<p>Anche questo ho cercato di testimoniare nella mia vita e nelle settimane di campagna elettorale. Sarete voi a dire se sono stato credibile.</p>
	<p>Per queste ragioni vi chiedo di non astenervi, ma anche di non disperdere, di non sprecare il voto in un semplice atto di protesta, che certamente può procurare la soddisfazione personale di un momento, ma che non aiuta a cambiare la situazione.</p>
	<p>L&#8217;astensione a sinistra oggi è un lusso che nessuno può permettersi; sarebbe un atto snobistico e autolesionista.</p>
	<p>Di fronte ad una crisi economica gravissima, per i lavoratori, per la povera gente, è importante poter avere un riferimento istituzionale; chi della Federazione della Sinistra sarà eletto non potrà risolvere tutto, ma sarà un importante strumento d’aiuto in mezzo all’ indifferenza dei potenti che oggi ci sorridono dalle migliaia di manifesti appesi nelle nostre città, ma che da lunedì volgeranno altrove il loro sguardo predatore.</p>
	<p>Ps Vi chiedo anche di non votare scheda bianca, perché, come scrive perfino Sergio Romano sul Corriere del 25/3, è bene «evitare che qualcuno la riempia a modo suo: un “incidente” che accade purtroppo anche nelle migliori democrazie», e la nostra non è proprio la migliore!!<br />
<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione-298x300.jpg" alt="" title="Federazione della sinistra: il contrassegno elettorale." width="298" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1629" /></a>
</p>
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		<title>UN VOTO PER ROMPERE IL MONOCOLORE DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E PER DIFENDERE IL PLURALISMO IN LOMBARDIA</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/03/26/un-voto-per-rompere-il-monocolore-della-compagnia-delle-opere-e-per-difendere-il-pluralismo/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 16:27:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Bergamo, 27 marzo 2010 </p>
	<p>«Il voto alla Federazione della Sinistra &#8211; ha dichiarato Vittorio Agnoletto, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, chiudendo la campagna elettorale in un comizio a Bergamo &#8211; è l&#8217;unico voto utile per opporsi ad un sistema di potere che invade ogni settore di vita della nostra <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/26/un-voto-per-rompere-il-monocolore-della-compagnia-delle-opere-e-per-difendere-il-pluralismo/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione1.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/simbolo-federazione1-298x300.jpg" alt="" title="simbolo FED" width="298" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1631" /></a><span id="more-1626"></span>Bergamo, 27 marzo 2010 </p>
	<p>«Il voto alla Federazione della Sinistra &#8211; ha dichiarato Vittorio Agnoletto, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, chiudendo la campagna elettorale in un comizio a Bergamo &#8211; è l&#8217;unico voto utile per opporsi ad un sistema di potere che invade ogni settore di vita della nostra regione.</p>
	<p>Formigoni in 15 anni di dominio incontrastato ha consegnato quasi tutti i centri nevralgici della regione a personaggi aderenti alla Compagnia delle Opere o comunque riconducibili a quell&#8217;area politica. Dalla sanità alla scuola, dal mondo della cooperazione a quello delle infrastrutture, dalle Fondazioni ai consigli d&#8217;amministrazione degli enti dipendenti dal Pirellone, non c&#8217;è settore dove ai vertici non siano stati nominate persone vicino alla Compagnia delle Opere. In nessuna altra regione esiste un monocolore così omogeneo e da così tanto tempo. Questa cappa culturale, affaristica e politica riduce enormemente il pluralismo nelle espressioni sociali e culturali della nostra regione e rende molto difficile, anche in campo scientifico, la valorizzazione di personalità con opinioni differenti da quelle del Governatore.</p>
	<p>È ad esempio ampiamente documentato che in campo sanitario si fa carriera non in base alla capacità e al merito, ma solo se si è in sintonia con l&#8217;associazione di riferimento di Formigoni.</p>
	<p>In Lombardia, ormai da tempo un gruppo di potere privato si è impadronito di tutti gli spazi istituzionali; purtroppo questo è avvenuto nell&#8217;indifferenza del principale partito d&#8217;opposizione».</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Io voto Agnoletto, tu? L&#8217;appello web raccoglie centinaia di adesioni.</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/03/22/io-voto-agnoletto-tu-lappello-web-raccoglie-decine-di-adesioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:46:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Tra i sostenitori: Fo, Rame, Ovadia, Hack, Paolo Rossi, Molinari, Andrea Di Stefano, Milly Moratti, Giorgio Galli e molti altri.</p>
	<p>Milano, 23 marzo 2010 &#8211; &#8220;Sono molto soddisfatto per la fiducia che mi proviene da tante personalita&#8217;, tra le più prestigiose della cultura democratica milanese e lombarda, che ringrazio profondamente. Considero di estrema importanza che tra <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/22/io-voto-agnoletto-tu-lappello-web-raccoglie-decine-di-adesioni/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Tra i sostenitori: Fo, Rame, Ovadia, Hack, Paolo Rossi, Molinari, Andrea Di Stefano, Milly Moratti, Giorgio Galli e molti altri.</strong></p>
	<p>Milano, 23 marzo 2010 &#8211; &#8220;Sono molto soddisfatto per la fiducia che mi proviene da tante personalita&#8217;, tra le più prestigiose della cultura democratica milanese e lombarda, che ringrazio profondamente. Considero di estrema importanza che tra i promotori del&#8217;appello lanciato in mio sostegno vi siano personalita&#8217; con percorsi culturali e politici anche fra loro differenti; a loro, e a tutti gli elettori, rinnovo il mio impegno a costruire un&#8217;opposizione competente al sistema di potere imposto in 15 anni da Formigoni e a lavorare per una riunificazione della Sinistra&#8221;.<span id="more-1546"></span></p>
	<p>Cosi&#8217; Vittorio Agnoletto ha commentato l&#8217; appello lanciato in suo sostegno come candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra. Tra I firmatari di &#8220;Io voto Agnoletto, e tu?&#8221;, l&#8217;appello messo in rete da ieri, che sul web sta gia&#8217; raccogliendo decine di adesioni in poche ore, spiccano numerose figure di primo piano del mondo della cultura milanese e non solo: Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Giorgio Galli, Margherita Hack, Emilio Molinari&#8230;</p>
	<p>Di seguito l&#8217;elenco completo dei firmatari dell&#8217;appello:<br />
Dario Fo, premio Nobel per la letteratura<br />
Franca Rame, attrice<br />
Moni Ovadia, attore, com­positore, musicista e scrittore<br />
Margherita Hack, astrofisica<br />
Paolo Rossi, attore, comico<br />
Emilio Molinari, presidente Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua<br />
Luca Mangoni, detto Supergiovane, guest star di Elio e le Storie tese<br />
Luca Fazio, giornalista de Il manifesto<br />
Sergio Serafini, amministratore delegato di Radio Popolare<br />
Ottavia Albanese, docente di Scienze dell&#8217;Educazione, Università Bicocca di Milano<br />
Milly Moratti, consigliere comunale a Milano<br />
Giorgio Galli, politologo e saggista<br />
Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori<br />
Jole Garuti, direttrice centro studi Sao<br />
Teresa Isenburg, professore ordinario dellUniversità degli Studi di Milano<br />
Massimo Gatti, consigliere provinciale<br />
Pierfranco Olivani, chirurgo pediatra, volontario del Naga<br />
Carlotta Moratti, presidente di Inter Campus<br />
Jose Luiz Del Roio, storico brasiliano, senatore<br />
Paolo Chiesa, docente di Letteratura latina medievale all&#8217;Università di Milano<br />
Giorgio Riolo, presidente Associazione Culturale Punto Rosso<br />
Daniela Panizzut, infermiera, volontaria del Naga<br />
Antonio Lareno, segretario Camera del Lavoro di Milano<br />
Celestina Villa, impiegata allArchivio di Stato di<br />
Cremona<br />
Roberto Giudici, Fiom-Cgil Milano<br />
Maruska Consolati, studentessa universitaria di Brescia<br />
Corrado Mandreoli, responsabile per le Politiche sociali della Cgil Milano<br />
Giuseppe Eriano, medico, lavora in Brianza<br />
Matteo Gaddi, animatore delle lotte ambientali­ste<br />
a Mantova<br />
Morgan Cortinovis, operaio in lotta alla Frattini, azienda in crisi di Seriate (Bergamo).</p>
	<p>Per adesioni:<br />
segreteria@vittorioagnoletto.it
</p>
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		<title>Vittorio Agnoletto e FDS unici, veri competitor alternativi anche alla Stramilano..</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 17:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 21 marzo 2010</p>
	<p>Vittorio Agnoletto candidato presidente per la Federazione della Sinistra, come aveva annunciato, ha partecipato alla Stramilano e ha corso i 10 km in 59 minuti e 35 secondi. </p>
	<p>«Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Agnoletto – sono riuscito a restare sotto il limite di 1 ora e questo per me, è un <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/21/vittorio-agnoletto-la-sola-vera-alternativa-anche-alla-stramilano/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1522"></span>Milano, 21 marzo 2010</p>
	<p>Vittorio Agnoletto candidato presidente per la Federazione della Sinistra, come aveva annunciato, ha partecipato alla Stramilano e ha corso i 10 km in 59 minuti e 35 secondi. </p>
	<p>«Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Agnoletto – sono riuscito a restare sotto il limite di 1 ora e questo per me, è un grande risultato. Avevo detto che sarei arrivato fino in fondo e così ho fatto». Agnoletto ha corso accompagnato da un atletico gruppo della Federazione della Sinistra tra i quali un lavoratore cassintegrato dell’Eutelia. </p>
	<p>«Nello sport, come nella competizione elettorale – prosegue Agnoletto – è importante crederci fino in fondo e dare tutto se stesso; siamo la Sinistra che non si tira indietro, che accetta le sfide e che lotta fino in fondo. Oggi nelle strade di Milano simbolicamente si sono confrontate le uniche due proposte politiche veramente alternative: quella della destra che correva con Formigoni e quella della sinistra che correva con il sottoscritto. Altre proposte e altri presidenti/corridori non si sono visti. Formigoni mi ha superato, ma solo ai punti. La corsa elettorale è aperta e possiamo migliorare ancora il nostro risultato».
</p>
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		<title>Emilio Molinari: vi dico di votare Fds e ci metto la faccia.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>&#8220;Formigoni e Penati sono intercambiabili&#8221;

di Checchino Antonini (da Liberazione del 9 marzo 2010)</p>
	<p>«Lungi da me l&#8217;idea di entrare al Pirellone, di essere un candidato a qualcosa di istituzionale, la mia presenza nel listino di Agnoletto è una vera e propria adesione a una forza politica che rischia di essere cancellata. E&#8217; una dichiarazione di voto <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/10/emilio-molinari-vi-dico-di-votare-fds-e-ci-metto-la-faccia/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;<strong>Formigoni e Penati sono intercambiabili&#8221;</strong><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Molinari.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Molinari.jpg" alt="" title="Emilio Molinari" width="120" height="90" class="alignright size-full wp-image-1437" /></a><br />
<em><br />
di Checchino Antonini (da Liberazione del 9 marzo 2010)</em></p>
	<p>«Lungi da me l&#8217;idea di entrare al Pirellone, di essere un candidato a qualcosa di istituzionale, la mia presenza nel listino di Agnoletto è una vera e propria adesione a una forza politica che rischia di essere cancellata. E&#8217; una dichiarazione di voto esplicita, con forza, per la Federazione della sinistra».<br />
Emilio Molinari, 71 anni, è stato tra i fondatori dei Cub (i comitati di base) alla Borletti, poi in Avanguardia Operaia, da lì in Dp fino alla scissione arcobaleno della fine degli anni &#8216;80. E&#8217; stato consigliere comunale a Milano, poi alla Regione e deputato europeo e senatore. «Non ho alcuna voglia di ripetere l&#8217;esperienza istituzionale», insiste col cronista. D&#8217;altronde potrebbe sedere al Pirellone solo se il candidato presidente, Vittorio Agnoletto, arrivasse tra i primi due. <span id="more-1435"></span></p>
	<p>Fantascienza pura. Dunque metterci la faccia &#8211; come hanno fatto, tra gli altri, Paolo Rossi, Margherita Hack, Dario Fo e Franca Rame. Moni Ovadia e il &#8220;supergiovane&#8221; Mangoni &#8211; è prima di tutto una critica a una vocazione bipolare e suicida del Pd, fuori e dentro i confini lombardi. «Il bipolarismo tenta di diventare bipartitismo a colpi di sbarramenti, è una manomissione, una riduzione della democrazia. Chi pratica quest&#8217;avventura ha visto il suo partito ridursi rompendo una dialettica tra moderazione e radicalità politica. Il Pd, oggi, è una sommatoria di interessi economici e di feudatari privi di un orizzonte politico qualsiasi. Sono 18 anni che il Pd sta perseguendo questo obiettivo ma non ha guadagnato un solo voto, ha solo consegnato milioni di voti all&#8217;astensionismo. Bisogna fare in fretta &#8211; avverte &#8211; a costruire un&#8217;alternativa e questa si fa mettendo insieme quello che c&#8217;è, in relazione con i movimenti e sarà un percorso difficile ma Rifondazione ne sarà parte integrante»».</p>
	<p>La strada di Molinari nel Sole che ride termina nel &#8216;94. «Da allora &#8211; racconta &#8211; sono libero da ogni vincolo di partito e mi sono dedicato ai movimenti». Sono stati anni di pratiche e riflessioni tra il Chiapas, la Bosnia, Porto Alegre.<br />
Il 2001 lo vedrà attivo nei forum sociali mondiali e vicepresidente del Contratto mondiale per l&#8217;acqua.</p>
	<p>C&#8217;è un filo rosso tra questa storia e Vittorio Agnoletto, « la sua militanza nei movimenti, la comprensione del legame di orizzonte stratetigico tra movimenti e forma della rappresentanza». E un filo, ancora più marcato, con Basilio Rizzo che ha una biografia politica simile a quella di Molinari, «battitore libero,il miglior consigliere comunale della storia di Milano, mai piegato a tacere le malefatte amministrative». Alla radice della dolorosa rottura del cordone ombelicale con Dp («ma non dei principi e delle affettività») ci fu l&#8217;insofferenza per i paradigmi del &#8216;900: «L&#8217;ambientalismo non è l&#8217;approccio esatto &#8211; dice oggi al cronista di Liberazione &#8211; un altro approccio l&#8217;ho appreso via via dal Chiapas a Porto Alegre. Parte dalle grandi risorse che vengono a mancare: se nel XX secolo lo scontro è stato sui mezzi di produzione, nel XXI è sui mezzi di riproduzione &#8211; aria, acqua, terra, energia &#8211; oggetto di appropriazione e mercificazione. Un salto di qualità spaventoso che ci obbliga a riparametrare la politica. Lo scontro capitale-lavoro assume la dimensione del conflitto tra multinazionali e umanità. L&#8217;idea di cambiare il mondo diventa l&#8217;idea di salvarlo e anche i tempi non sono più i tempi di un futuro indefinito». L&#8217;acqua pubblica, per Molinari, è riuscita a diventare il terreno di battaglia più concreto: «Si può anche vincere, il referendum è possibile e l&#8217;acqua pubblica è una delle istanze che arriva dappertutto, dalle parrocchie ai leghisti, scava nel Pd, feroce privatizzatore. Anche qua, la Federazione deve entrare in campo con convinzione, operare un salto di qualità».<br />
Tutto ciò Molinari lo legge nel concreto della vicenda lombarda dove la «globalizzazione dei mercati e della merce lavoro» ha distrutto quel tessuto operaio «altamente professionalizzato e combattivo, che aveva contagiato il pubblico impiego» e da cui erano partite le grandi spinte per «il più avanzato sistema europeo di welfare (le 150 ore, lo Statuto, la riforma sanitaria ecc&#8230;). Anche il tessuto della piccola impresa, all&#8217;origine, era composto da operai che arrivavano dalle grandi fabbriche e diventavano padroncini. La Lombardia è lo specchio della rabbia operaia che vede franare tutto con la globalizzazione e a cui la sinistra non ha dato risposte ma s&#8217;è consociata col craxismo. La tangentopoli milanese è un comitato d&#8217;affari che riguarda tutti».</p>
	<p>«E Penati è intercambiabile con Formigoni &#8211; continua Molinari &#8211; Legacoop e Compagnia delle opere si scambiano dirigenti, si spartiscono appalti, si dividono aree di intervento. E, adesso, assieme, danno l&#8217;assalto agli appalti dei servizi pubblici e dell&#8217;Expo». E&#8217; una questione settentrionale del tutto diversa dalla vulgata dominante: «La questione settentrionale è il Po se smettessimo di vederlo come questione ambientale. E&#8217; una grande questione sociale, del lavoro e del diritto e quindi dell&#8217;ambiente. Il Po non sta bene per niente per i prelievi forsennati, per il 14% di cemento in più all&#8217;anno rispetto al 4% delle altre Regioni. E che dire dei quasi sei milioni di maiali e del Veneto che è l&#8217; allevamento di polli più grandi d&#8217;Europa o il Trentino che è il più grande consumatore di pesticidi d&#8217;Europa: si scarica tutto sul Po».</p>
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