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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; fiom</title>
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		<title>Petizione Fiom per la  democrazia sindacale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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	<p>Il sindacato pronto a denunciare le aziende. Parte la petizione sulla democrazia</p>
	<p>Fiom, &#8220;articolo 28&#8243;</p>
	<p>contro l&#8217;accordo separato</p>
	<p>di Fabio Sebastiani (da Liberazione del 5 dicembre 2009)</p>
	<p>«Un accordo separato celebrato con un voto che avrebbe fatto invidia a Breznev». Il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini va giù pesante nel commentare l&#8217;&#8221;ultima fase&#8221; dell&#8217;accordo separato firmato da Fim, <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/12/09/petizione-fiom-per-la-democrazia-sindacale/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-614"></span></p>
	<p><strong>Il sindacato pronto a denunciare le aziende. Parte la petizione sulla democrazia</strong></p>
	<p>Fiom, &#8220;articolo 28&#8243;</p>
	<p>contro l&#8217;accordo separato</p>
	<p><em>di Fabio Sebastiani (da Liberazione del 5 dicembre 2009)</em></p>
	<p>«Un accordo separato celebrato con un voto che avrebbe fatto invidia a Breznev». Il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini va giù pesante nel commentare l&#8217;&#8221;ultima fase&#8221; dell&#8217;accordo separato firmato da Fim, Uilm e Federmeccanica. Il testo, stando alle cifre passate dai sindacati di categoria di Cisl e Uil, è passato con il 95% dei consensi degli scritti alle due organizzazioni. La Fiom ha tutta l&#8217;aria di voler reagire. E la prima mossa è una lettera di diffida alle undicimila aziende metalmeccaniche perchè non applichino le nuove norme. Se la risposta dovesse essere negativa, il sindacato dei metalmeccanici è pronto a partire con una causa di &#8220;articolo 28&#8243;, azienda per azienda. &#8220;Articolo 28&#8243; dello Statuto dei lavoratori, vuol dire comportamento antisindacale. Una accusa precisa che è da mettere in relazione che, almeno per quanto riguarda la parte normativa, il contratto firmato il 20 gennaio del 2008 è ancora formalmente in vigore. Non basta cioè la denuncia unilaterale fatta da Fim, uilm e Federmeccanica qualche mese fa. «Per quanto ci riguarda &#8211; prosegue la lettera della Fiom &#8211; la vertenza per il rinnovo del biennio economico 2010/2011 è ancora aperta e pertanto gli aumenti che nel frattempo verranno corrisposti li consideriamo un&#8217;erogazione unilaterale».</p>
	<p>La risposta della Fiom non si limita alle vie legali. L&#8217;idea è quella di aprire una petizione in calce alla legge sulla democrazia. La raccolta delle firme partirà dal gennaio 2010. Il testo prevede quattro punti fondamentali: il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici di eleggere in ogni luogo di lavoro, anche nelle imprese con meno di 15 dipendenti, una rappresentanza sindacale a cui sia riconosciuta la titolarità di contrattare tutti gli aspetti che compongono la condizione lavorativa. L&#8217;altra novità è che si adotterà un sistema proporzionale pure a liste concorrenti; la definizione di un sistema per la certificazione della rappresentatività sindacale a livello nazionale e territoriale dato dalla percentuale di voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu e dal numero degli iscritti; un referendum per l&#8217;approvazione delle ipotesi di accordo. «I testi devono essere sottoscritte da organizzazioni sindacali che rappresentino nel loro complesso almeno il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, intso come media tra il dato elettorale e il dato associativo.
</p>
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		<title>Cgil, se vale tutto e il suo contrario.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>di Giorgio Cremaschi</p>
	<p></p>
	<p>Ma davvero è indifferente per i lavoratori se il salario dei contratti nazionali ha una decorrenza di due oppure di tre anni? Davvero siamo arrivati a questa superficialità e insensibilità sulle retribuzioni dei lavoratori? E’ bene ricordare che il contratto nazionale una volta effettivamente durava tre anni. C’era però una piccola differenza, assieme <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/11/20/cgil-se-vale-tutto-e-il-suo-contrario/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>di Giorgio Cremaschi</p>
	<p><span id="more-300"></span></p>
	<p>Ma davvero è indifferente per i lavoratori se il salario dei contratti nazionali ha una decorrenza di due oppure di tre anni? Davvero siamo arrivati a questa superficialità e insensibilità sulle retribuzioni dei lavoratori? E’ bene ricordare che il contratto nazionale una volta effettivamente durava tre anni. C’era però una piccola differenza, assieme al contratto nazionale c’era la scala mobile. Per cui anche se il contratto nazionale durava più a lungo o non garantiva il salario dagli improvvisi aumenti dei prezzi, c’era un meccanismo automatico di tutela delle retribuzioni. Che fu abolito il 31 luglio del 1992. (&#8230;)</p>
	<p>Proprio a compensazione di quel disastroso accordo l’anno successivo, nel luglio del ’93, fu sottoscritta un’intesa che stabiliva un nuovo regime contrattuale, dove la durata dei contratti veniva accorciata a due anni per la parte salariale. Il ragionamento fatto da noti salarialisti, come l’allora presidente del Consiglio Ciampi, era che se si toglieva la garanzia automatica dei salari rispetto all’inflazione, la durata dei contratti doveva essere più breve di prima proprio per evitare che tutto il rischio salariale si scaricasse sui lavoratori.</p>
	<p>Quel sistema ha comunque compresso i salari perché li ha vincolati per lungo tempo all’inflazione programmata a livello nazionale e alla flessibilità a livello aziendale. Tuttavia l’accordo separato di quest’anno tra Confindustria, Governo, Cisl e Uil, è riuscito persino a peggiorare l’intesa del ‘93 perché ha semplicemente allungato i tempi del contratto senza aggiungere alcuna garanzia. Fin qui tutto chiaro, in questo giudizio sta una delle motivazioni del no della Cgil all’accordo sottoscritto dagli altri.</p>
	<p>Tuttavia a questo punto stiamo assistendo a una serie di eventi che contraddicono proprio questo giudizio. Tutte le categorie della Cgil, esclusa la Fiom, hanno sinora presentato piattaforme su tre anni e, quelle che hanno sottoscritto accordi, non hanno inserito nel testo alcuna garanzia di recupero automatico dei salari come compensazione del contratto più lungo. Nella sostanza hanno accettato l’impostazione salariale della Confindustria, di Cisl e Uil. Da ultima la Fillea-Cgil, nel settore industriale del legno, si prepara addirittura da sola a disdettare il contratto normativo che dura due anni e che scade nel marzo del 2012, per passare al sistema salariale e normativo di tre, quello che nei metalmeccanici hanno fatto Fim e Uilm.</p>
	<p>Inoltre, non c’è una sola categoria, a parte la Fiom, che nei contratti in corso rivendichi e pratichi il referendum tra le lavoratrici e i lavoratori. Questo sia quando le piattaforme sono unitarie, sia quando sono separate.<br />
Naturalmente nelle sedi ufficiali della Cgil la cosa non suscita particolare discussione, hanno ragione i meccanici che lottano contro l’accordo separato e difendono i due anni, e anche quelle altre categorie che fanno accordi e piattaforme che già entrano nel nuovo sistema. Ha  ragione la Fiom che considera discriminante nei rapporti unitari la democrazia sindacale, ma anche tutti coloro che invece la considerano meno importante dell’unità. Hanno ragione tutti quelli che fanno il contrario di tutti, viva la libertà.<br />
Sarebbe questa un’intelligente tattica di depistaggio della Confindustria e del governo, se non corresse il rischio di mettere in confusione proprio le lavoratrici e i lavoratori più esposti sul fronte della lotta e dei contratti. Le poche volte che vanno in assemblea, i rappresentanti della Fim e della Uilm usano un solo argomento per contrastare la Fiom, visto che tutti gli altri sono indigeribili dai lavoratori: la Fiom fa una cosa e la Cgil e tutte le altre categorie un’altra. La Fiom è antiunitaria, mentre le altre categorie della Cgil no.<br />
Mi si chiederà, ma c’è stata una discussione in Cgil su che linea affrontare per i contratti, come comportarsi, che strategie assumere? No. Una vera discussione, di quelle che si facevano una volta, nelle quali magari si aveva il coraggio di scontrarsi su posizioni contrattuali diverse, tutto questo non c’è stato. Eppure non stiamo parlando di accordi a sé stanti, ma di sistema contrattuale. Non stiamo parlando di un solo contratto, ma di come dovrebbero o dovranno essere i contratti nei prossimi dieci anni.  E’ chiaro che su questo piano le scelte degli uni inevitabilmente riguardano, aiutano, o danneggiano tutti gli altri.<br />
E’ per questo che, meglio tardi che mai, è necessario usare il congresso per fare un’operazione che dovrebbe essere scontata e che invece da tempo non si fa. Discutere della contrattazione sindacale, delle sue linee guida e delle scelte da compiere, delle regole effettive di democrazia sindacale che si vogliono adottare. Definire dei punti e delle pratiche comuni per misurarsi con le controparti e anche con gli altri sindacati, adottare tutti lo stesso atteggiamento di fronte all’accordo separato. Questa è confederalità. Quella che manca oggi alla Cgil.<br />
(da  Liberazione, 18 novembre 2009)
</p>
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		<title>Democrazia e diritti, salario e occupazione. La lotta contro la crisi è una sola</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Fim e Uilm siglano l&#8217;accordo separato con Federmeccanica, poi pretendono di confiscare la democrazia. Rifondazione comunista domani, venerdì 6 novembre, manifesta a Bergamo con la Fiom. Le dichiarazioni del segretario Boghetta e del capogruppo regionale Muhlbauer.</p>
	<p></p>
	<p>IL PRC DELLA LOMBARDIA E LA MANIFESTAZIONE FIOM DI DOMANI A BERGAMO. BOGHETTA: “DEMOCRAZIA, DIRITTI, SALARIO E OCCUPAZIONE, UNA SOLA <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/11/05/democrazia-e-diritti-salario-e-occupazione-la-lotta-contro-la-crisi-e-una-sola/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Fim e Uilm siglano l&#8217;accordo separato con Federmeccanica, poi pretendono di confiscare la democrazia. Rifondazione comunista domani, venerdì 6 novembre, manifesta a Bergamo con la Fiom. Le dichiarazioni del segretario Boghetta e del capogruppo regionale Muhlbauer.</p>
	<p><span id="more-38"></span></p>
	<p>IL PRC DELLA LOMBARDIA E LA MANIFESTAZIONE FIOM DI DOMANI A BERGAMO. BOGHETTA: “DEMOCRAZIA, DIRITTI, SALARIO E OCCUPAZIONE, UNA SOLA LOTTA CONTRO LA CRISI”.</p>
	<p>Milano, 5 novembre 2009</p>
	<p>Ci saranno anche Ugo Boghetta e Luciano Muhlbauer, rispettivamente segretario e capogruppo regionale del Prc della Lombardia, alla manifestazione di domani indetta a Bergamo dalla Fiom, in concomitanza con l&#8217;assemblea nazionale dei delegati Fim e Uilm, per contestare il contratto nazionale dei metalmeccanici siglato da Fim e Uilm con Federmeccanica.</p>
	<p>“Fim e Uilm hanno dato una soddisfazione ai padroni di Federmeccanica rompendo l’unità con la Fiom, il maggior sindacato della categoria, per firmare un accordo molto mediocre nei contenuti. Non contenti, ora pretendono di far discutere e votare il contratto solo dai loro iscritti”, dichiara Ugo Boghetta.</p>
	<p>“Le intese separate con il padronato, lo spirito da parrocchietta di certi vertici sindacali, rappresentano un grave danno per i lavoratori, soprattutto in tempi come questi. Il contratto nazionale si applica a tutti i metalmeccanici: la sua convalida può venire solo dalle assemblee e dal voto di tutti i lavoratori interessati, a prescindere dalla tessera sindacale, e che se ne abbia una in tasca oppure no.</p>
	<p>“Mai come oggi”, conclude il segretario regionale del Prc, “democrazia e diritti sul posto di lavoro, difesa del salario, dell’occupazione e del welfare, sono necessità indivisibili per i lavoratori di fronte a una crisi che i padroni e il governo vogliono scaricargli addosso in tutti i modi”.</p>
	<p>*°*°*°*°*°*°*°*°*<br />
Ufficio Stampa Prc-Se della Lombardia<br />
°*°*°**°*°*°*°**°</p>
	<p>FIM E UILM INVITANO I POLITICI ALLA LORO ASSEMBLEA MA NEGANO AI LAVORATORI IL VOTO SUL CONTRATTO. MUHLBAUER: &#8220;PIENO SOSTEGNO ALLA LOTTA CONTRO LO SCIPPO DI DEMOCRAZIA&#8221;.</p>
	<p>Milano, 5 novembre 2009</p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc-Se</p>
	<p>L&#8217;organizzazione dei metalmeccanici della Cisl ha mandato a tutti i consiglieri regionali lombardi un invito formale all&#8217;assemblea nazionale dei delegati di Fim e Uilm, che si terrà domani a Bergamo. L&#8217;iniziativa, come specifica l&#8217;invito, fa parte del percorso di consultazione &#8220;che si concluderà con il referendum degli iscritti a Fim e Uilm&#8221; sul contratto nazionale firmato dalle stesse organizzazioni con Federmeccanica il 15 ottobre scorso.</p>
	<p>La buona educazione impone che a un invito si risponda. Ed è questo che intendiamo fare pubblicamente, chiarendo subito che non andremo a quell&#8217;assemblea e che, anzi, nel rispetto dei ruoli, rinnoviamo il nostro impegno perché l&#8217;ipotesi contrattuale proposta da Fim e Uilm venga giudicata e votata, mediante assemblee e referendum, da tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto metalmeccanico, iscritti e non iscritti ai sindacati.</p>
	<p>In fondo, è quasi tautologico chiedere che i lavoratori, senza distinzioni, possano partecipare alle decisioni sul contratto, visto che vale per tutti. Ma, ahinoi, la democrazia non va molto di moda nel mondo del lavoro italiano.</p>
	<p>Da parte nostra, diamo un giudizio fortemente negativo anche sul merito del contratto. Anzi, ricorrendo alla nostra passata esperienza sindacale, proprio non riusciamo a capire come si possa firmare un accordo tanto modesto sul piano economico, quanto devastante riguardo al modello di contrattazione e di welfare. Sembra quasi che Fim e Uilm si siano limitate a sottoscrivere la piattaforma di Federmeccanica.</p>
	<p>Ma forse questa è soltanto una parte della verità. L&#8217;altra parte, forse quella prevalente, è che qualcuno ha deciso che il governo Berlusconi è il suo &#8220;governo amico&#8221; e che per scardinare ogni residua autonomia dei lavoratori occorre spezzare la resistenza della categoria più combattiva, quella dei metalmeccanici. Insomma, se passi qui, passi dappertutto.</p>
	<p>Non stupisce dunque che la Fim si sia preoccupata di invitare alla sua assemblea più i politici, che i lavoratori. Noi, invece, pensiamo che a decidere sul loro contratto debbano essere i diretti interessati e nessun altro.</p>
	<p>Sosteniamo dunque con forza tutte le iniziative di mobilitazione promosse dagli operai e dalle organizzazioni sindacali, sia da quelle di base, sia dalla Fiom, tese a riconsegnare ai lavoratori i loro diritti democratici, scippati dalle segreterie di Fim e Uilm e da Federmeccanica.</p>
	<p>Pertanto, saremo sì a Bergamo domani, ma alla manifestazione indetta dalla Fiom contro il contratto separato.</p>
	<p>°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*<br />
Ufficio Stampa regionale Prc
</p>
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		<title>Sciopero generale sindacati di base. L&#8217;adesione del PRC Lombardia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 19:05:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Rifondazione Comunista condivide le richieste della piattaforma su cui i sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale nazionale di domani, venerdì 23 ottobre: blocco dei licenziamenti e generalizzazione delle tutele a tutti i lavoratori, lotta alla precarietà e riduzione dell’orario di lavoro, aumento di salari e pensioni, rilancio dell’intervento pubblico per la continuità delle <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/10/22/sciopero-generale-sindacati-di-base-ladesione-del-prc-lombardia/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Rifondazione Comunista condivide le richieste della piattaforma su cui i sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale nazionale di domani, venerdì 23 ottobre: blocco dei licenziamenti e generalizzazione delle tutele a tutti i lavoratori, lotta alla precarietà e riduzione dell’orario di lavoro, aumento di salari e pensioni, rilancio dell’intervento pubblico per la continuità delle produzioni verso una grande riconversione di sostenibilità ecologica.</p>
	<p><span id="more-21"></span></p>
	<p>A due settimane dallo sciopero nazionale con il grande corteo milanese della Fiom, la giornata di domani rappresenta un nuovo richiamo a costruire, in tutto il paese, la lotta e la consapevolezza di massa contro gli effetti e l’uso antipopolare della crisi del capitalismo, per il rilancio di una forte opposizione dal basso al governo Berlusconi, per l’uscita a sinistra dalla crisi economica e politica, per la costruzione dell’alternativa politica e sociale.<br />
Il Prc della Lombardia aderisce perciò allo sciopero di domani, invitando iscritti e simpatizzanti a contribuire alla sua piena riuscita.
</p>
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