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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; immigrati</title>
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		<title>Malattie incurabili.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 11:20:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Malattie senza cura

    di Cinzia Gubini, dal blog de il manifesto, 12 aprile 2010

      A Carugate nel’hinterland di Milano, una bambina nigeriana di 13 mesi è morta in ospedale. I genitori accusano i sanitari di aver ritardato le cure perché il padre, Tommy Odiase, in Italia dal <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/04/12/malattie-incurabili/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1727"></span><strong>Malattie senza cura</strong>

   <em> di Cinzia Gubini, dal blog de il manifesto, 12 aprile 2010</em>

      A Carugate nel’hinterland di Milano, una bambina nigeriana di 13 mesi è morta in ospedale. I genitori accusano i sanitari di aver ritardato le cure perché il padre, Tommy Odiase, in Italia dal 1997, ha momentaneamente perso il lavoro. E questo per un immigrato vuol dire non poter rinnovare il permesso di soggiorno e di conseguenza anche la tessera sanitaria. E’ la notte del 3 marzo scorso, e quando i genitori portano in ospedale la bambina, i sanitari la dimettono in cinque minuti e le prescrivono soltanto dei farmaci. Quando la famiglia nigeriana torna alle 2 di notte, con la bimba ancora in preda a violenti attacchi di vomito, i medici dicono: “La tessera sanitaria della bambina è scaduta, non possiamo visitarla e ricoverarla nuovamente”. Solo le urla e le minacce del padre inducono i camici bianchi a chiamare i carabinieri. E per fortuna. Perché quando i militari arrivano, finalmente la bambina viene ricoverata. Ma servirà a poco: muore dopo poche ore. “Non le hanno nemmeno fatto una flebo, nessuno l’ha visitata”, denunciano i genitori a Repubblica. La Procura ha aperto un’inchiesta, i coniugi Odiase hanno presentato una denuncia per omicidio colposo.

      Ora, questo è prima di tutto un ennesimo caso di mala sanità, che ammazza senza distinzioni italiani e stranieri. Ma come si fa a certificare che è in  ”buone condizioni generali” una bambina che morirà sei ore dopo?

      Eppure non basta dire che esistono medici incompetenti. Perché questa storia racconta benissimo quella corazza che ormai è a disposizione di chiunque ne voglia fa uso. L’unico strumento che a mio avviso la destra ha saputo mettere in mano agli italiani, in questi anni di crisi variamente intesa.

      Il medico all’inizio il suo lavoro lo fa (male) dà un’occhiata alla bambina e emette una sentenza sicuramente viziata di superficialità: ma sì non è niente. Quando i genitori tornano, come avrebbe fatto chiunque, ecco che scatta la differenza: ah non ti sta bene? ah sei nero? Cominciamo con il vedere i documenti…Uh, guarda un po’, il signore è senza tessera sanitaria. Allora, cosa vuole? Insiste? Guardi che chiamiamo i carabinieri….

      Di fronte a un problema, per di più nel cuore della notte: bambina forse malata e genitore insistente – binomio che avrebbe potuto verificarsi  con qualsiasi passaporto – è certo che il sentimento di fastidio dimostrato dal servizio (ahimè, pubblico da quanto ho capito) sarebbe stato lo stesso. Ma se sei un immigrato, ecco che il servizio nei tuoi confronti ha un’arma in più: il permesso di soggiorno. da controllare, anche di fronte a una piccola di 13 mesi che sta male.

      Tutto questo è sconvolgente, a mio avviso. E segnala un cambiamento antropologico di questo paese. I dibattiti sul pacchetto sicurezza – quando si diceva che solo i regolari avrebbero avuto accesso alle cure sanitarie – ha certamente avuto un influsso gravissimo: tanta gente pensa che dovrebbe essere così, medici compresi. E adesso lo fanno anche se il governo ha smentito che intendesse giungere a tanto. Ma non basta smentire, se ormai la miccia è innescata.

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		<title>No Racism Day a Milano. Sabato 6 marzo corteo da Piazza Duca D&#8217;Aosta.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:44:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 5 marzo 2010</p>
	<p>Rispetto dello spirito e della lettera (specie gli art. 2, 3 e 4) della Costituzione, nonché della convenzione europea, sottoscritta anche dall’Italia, che garantisce i diritti di tutti i lavoratori migranti; fine dello sfruttamento schiavistico, fine dei respingimenti, chiusura dei Cie. Sono tutti obiettivi per i quali ci battiamo da sempre: per <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/05/no-racism-day-a-milano-sabato-6-marzo-corteo-da-piazza-duca-daosta/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1374"></span>Milano, 5 marzo 2010</p>
	<p>Rispetto dello spirito e della lettera (specie gli art. 2, 3 e 4) della Costituzione, nonché della convenzione europea, sottoscritta anche dall’Italia, che garantisce i diritti di tutti i lavoratori migranti; fine dello sfruttamento schiavistico, fine dei respingimenti, chiusura dei Cie. Sono tutti obiettivi per i quali ci battiamo da sempre: per questo Rifondazione comunista aderisce e dà il suo convinto sostegno al No Racism Day di domani a Milano.</p>
	<p>Saremo dunque al corteo in partenza alle 14.30 da Piazza Duca D’Aosta, consapevoli che quello dei diritti dei migranti non è un aspetto particolare dei diritti di libertà e uguaglianza, ma ne è la sostanza, riguarda direttamente tutti i cittadini residenti nel nostro paese. </p>
	<p>Dopo la giornata promossa dal “popolo giallo” il primo marzo, la manifestazione autoconvocata di domani conferma l’importante attivazione, su questi temi, in prima persona degli immigrati. Un bel segnale per la democrazia, soprattutto per la Milano e la Lombardia di oggi, che sotto il governo assoluto del centrodestra, si segnalano soprattutto per la miopia poliziesca e per le espressioni di razzismo anche istituzionale con cui si affrontano i problemi dell’immigrazione e delle molteplicità culturali che caratterizzano il nostro tempo.</p>
	<p>*°*°*°*°**°*°*°*°<br />
Ufficio Stampa Prc Lombardia</p>
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		<title>Primo marzo, una giornata di reazione morale e politica per i diritti dei migranti, per il bene di tutti.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:18:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 1 marzo 2010

Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc</p>
	<p>“Condividiamo totalmente le istanze alla base della giornata nazionale autoconvocata di manifestazioni per i diritti dei migranti in Italia. I diritti civili e sociali non sono optionals, devono valere per tutti. E occorre rendersi conto che se si tollerano eccezioni, se oggi permettiamo di discriminare questo <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/01/primo-marzo-una-giornata-di-reazione-morale-e-politica-per-i-diritti-dei-migranti-per-il-bene-di-tutti/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Milano, 1 marzo 2010<br />
<em><br />
Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc</em></p>
	<p>“Condividiamo totalmente le istanze alla base della giornata nazionale autoconvocata di manifestazioni per i diritti dei migranti in Italia. I diritti civili e sociali non sono optionals, devono valere per tutti. E occorre rendersi conto che se si tollerano eccezioni, se oggi permettiamo di discriminare questo o quello, per il colore della pelle, per la religione o altro, tutti rischiamo di essere discriminati prima o poi.  </p>
	<p>Il clima xenofobo alimentato dalla destra e dalla Lega in Lombardia, con episodi di vera e propria persecuzione razzista attuata persino dalle istituzioni locali, è oltretutto un odioso strumento di pressione e di ricatto per continuare lo sfruttamento più selvaggio della forza lavoro straniera. Una situazione intollerabile, che fa male alle persone immigrate e a tutto il Paese. <span id="more-1309"></span></p>
	<p>La giornata di oggi è dunque un segnale di reazione morale e politica importante, a maggior ragione perché promosso dagli stessi migranti, e per Milano – ma non solo -, perché si svolge a pochi giorni dai fatti di via Padova, attorno ai quali la destra tenta di costruire nuove macchine di propaganda e di effetti in stile apartheid, anziché lavorare alla soluzione dei problemi.</p>
	<p>Per questo l’adesione e il sostegno di Rifondazione comunista non possono mancare, e io stesso sarò questa sera alle 17.30 in Piazza del Duomo per partecipare alle iniziative che concluderanno a Milano questo “Primo marzo, una giornata senza di noi”.</p>
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		<title>Via Padova / Imbroglio repellente le ordinanze sulla casa di Moratti-De Corato.</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 26 febbraio 2010 </p>
	<p>
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>L’ultima trovata pubblicitaria del duo Moratti-De Corato, quella di trasformare in sceriffi gli amministratori di stabile mediante ordinanza comunale, non solo è repellente, ma è anche un imbroglio.</p>
	<p>È repellente imporre agli amministratori di stabili e ai portieri di fare la spia nel condominio, pena una <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/26/via-padova-imbroglio-repellente-le-ordinanze-sulla-casa-si-moratti-de-corato/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1278"></span>Milano, 26 febbraio 2010 </p>
	<p><em><br />
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>L’ultima trovata pubblicitaria del duo Moratti-De Corato, quella di trasformare in sceriffi gli amministratori di stabile mediante ordinanza comunale, non solo è repellente, ma è anche un imbroglio.</p>
	<p>È repellente imporre agli amministratori di stabili e ai portieri di fare la spia nel condominio, pena una multa da 500 euro da parte della polizia locale per “omessa vigilanza”.</p>
	<p>Ed è da bugiardi patentati propagandare l’imbroglio di ordinanze comunali che ricalcano, peraltro in modo poco legittimo, delle norme di legge già esistenti, come nel caso del registro dei contratti d’affitto.</p>
	<p>Infatti, la legge n. 191 del lontano 1978 prevede quanto segue: “Chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un tempo superiore a un mese, l&#8217;uso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso ha l&#8217;obbligo di comunicare all&#8217;autorità locale di pubblica sicurezza, entro quarantotto ore dalla consegna dell&#8217;immobile, la sua esatta ubicazione, nonché le generalità dell&#8217;acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene e gli estremi del documento di identità o di riconoscimento, che deve essere richiesto all&#8217;interessato (…). Nel caso di violazione delle disposizioni indicate nei commi precedenti si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200 mila a lire tre milioni.”</p>
	<p>Moratti e De Corato, peraltro, sono pure recidivi da questo punto di vista. Vi ricordate l’ordinanza comunale del luglio scorso, che vietò la vendita di bevande alcoliche a minori di 16 anni? Ebbene, era un imbroglio anche quello. Tutto ciò era già scritto da tempo immemorabile nell’articolo 689 del codice penale.</p>
	<p>Ma cosa non si fa per farsi campagna elettorale e, soprattutto, per cercare di far parlare d’altro. Insomma, trattiamo via Padova come una zona di guerra e indichiamo nell’immigrato il pericolo pubblico numero uno, così magari nessuno si ricorda del menefreghismo dei governanti rispetto alla crisi o alla questione morale.</p>
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		<title>Il Prefetto di Milano chiarisca sui controlli nelle abitazioni di via Padova e garantisca la legalità cosituzionale.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 17:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 25 febbraio 2010 </p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Chiediamo al Prefetto di Milano di chiarire e accertare se i controlli di polizia delle abitazioni in alcuni quartieri periferici della città, a partire da via Padova, siano stati effettuati nel rispetto della legge o se si siano verificati degli abusi o delle irregolarità. </p>
	<p>In <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/25/il-prefetto-di-milano-chiarisca-sui-controlli-nelle-abitazioni-di-via-padova-e-garantisca-la-legalita-cosituzionale/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Milano, 25 febbraio 2010 </p>
	<p><em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Chiediamo al Prefetto di Milano di chiarire e accertare se i controlli di polizia delle abitazioni in alcuni quartieri periferici della città, a partire da via Padova, siano stati effettuati nel rispetto della legge o se si siano verificati degli abusi o delle irregolarità. <span id="more-1271"></span></p>
	<p>In secondo luogo, anche in previsione della riunione tecnica di domani, gli chiediamo di farsi garante che le squadre speciali istituite nell’ambito della Polizia Locale di Milano, su suggerimento e pressione del vicesindaco De Corato, non fuoriescano dal quadro di competenze definito dalla legge nazionale.</p>
	<p>In breve, gli chiediamo di farsi garante, con le parole e con i fatti, della legalità costituzionale.</p>
	<p>Rivolgendoci al Prefetto di Milano, ci esprimiamo con doverosa cautela, ma anche con forte inquietudine. Infatti, nelle stesse parole del dott. Lombardi, così come riportate dalle agenzie di stampa, riscontriamo la conferma delle preoccupazioni che abbiamo già espresso rispetto alla recente gestione dei controlli delle abitazioni, specie laddove i residenti erano di nazionalità straniera.</p>
	<p>Di fronte alle parole del Prefetto, che indica la necessità di “superare alcune criticità”, oppure a quelle del vicesindaco De Corato, insolitamente prudente quando afferma che va “specificato che l’inviolabilità del domicilio è garantita dalla Costituzione“, assumono nuova rilevanza anche le diverse denunce rimbalzate dopo i fatti di via Padova, in cui si parlava di perquisizioni e “visite” in abitazioni private da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale, attuate con modalità e metodi non rispettosi delle norme costituzionali e di legge.</p>
	<p>Insomma, se ci sono state delle violazioni e delle azioni illegittime, allora non ce la possiamo cavare a tarallucci e vino, ma occorre chiarire ed accertare le responsabilità. E,  soprattutto, va garantito che ciò non si ripeta.</p>
	<p>Via Padova, così come altri quartieri periferici, non è una zona di guerra e non ha bisogno di eserciti. Ha invece bisogno di una presenza civile e civica delle istituzioni, di un investimento politico e sociale per il futuro. E tutto ciò non sarà possibile se non si parte dalla riaffermazione, proprio in via Padova, del principio base del nostro stato di diritto, cioè che la legge è uguale per tutti. </p>
	<p>Non c’è una legge per i bianchi e una per i neri, non c’è un diritto per gli autoctoni e un altro per gli stranieri. E “il domicilio è inviolabile” (articolo 14 della Costituzione) per tutti.</p>
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		<title>Per i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, oggi presidio alla Prefettura di Milano.</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/02/18/per-il-rilascio-dei-permessi-di-soggiorno-oggi-presidio-alla-prefettura-di-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 14:10:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 18 febbraio 2010 </p>
	<p>Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer, parteciperà oggi a Milano al presidio indetto per chiedere il rilascio dei permessi di soggiorno entro i 20 giorni previsti dalla legge.</p>
	<p>La manifestazione si terrà dalle ore 17 alle 19 davanti alla Prefettura, in Corso Monforte, ed è una delle iniziative preparatorie verso <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/18/per-il-rilascio-dei-permessi-di-soggiorno-oggi-presidio-alla-prefettura-di-milano/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Milano, 18 febbraio 2010 </p>
	<p>Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer, parteciperà oggi a Milano al presidio indetto per chiedere il rilascio dei permessi di soggiorno entro i 20 giorni previsti dalla legge.</p>
	<p>La manifestazione si terrà dalle ore 17 alle 19 davanti alla Prefettura, in Corso Monforte, ed è una delle iniziative preparatorie verso lo sciopero degli stranieri (“Una giornata senza di noi”), fissato per il 1° marzo prossimo. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Milano: basta sciacallaggi intorno a via Padova. Si assicuri piuttosto alla giustizia l&#8217;assassino di Ahmed.</title>
		<link>http://www.prclombardia.it/2010/02/17/milano-basta-sciacallaggi-intorno-a-via-padova-si-assicuri-piuttosto-alla-giustizia-lassassino-di-ahmed/</link>
		<comments>http://www.prclombardia.it/2010/02/17/milano-basta-sciacallaggi-intorno-a-via-padova-si-assicuri-piuttosto-alla-giustizia-lassassino-di-ahmed/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>Milano, 17 febbraio 2010 </p>
	<p>Le strumentalizzazioni e gli sciacallaggi su via Padova devono finire al più presto. </p>
	<p>Infatti, come se non bastasero le parole ipocrite e insostenibili di quanti governano questa città e questa Regione da oltre 15 anni, oggi rimbalza pure la notizia dell’accoltellamento di un nordafricano in <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/17/milano-basta-sciacallaggi-intorno-a-via-padova-si-assicuri-piuttosto-alla-giustizia-lassassino-di-ahmed/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1194"></span><em><br />
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>Milano, 17 febbraio 2010 </p>
	<p>Le strumentalizzazioni e gli sciacallaggi su via Padova devono finire al più presto. </p>
	<p>Infatti, come se non bastasero le parole ipocrite e insostenibili di quanti governano questa città e questa Regione da oltre 15 anni, oggi rimbalza pure la notizia dell’accoltellamento di un nordafricano in “zona via Padova”.</p>
	<p>Ma quale “zona via Padova”? Basta leggere bene le agenzie stampa e i media online per scoprire che in realtà si tratta di un ferimento lieve a un braccio, in seguito a una lite, avvenuto in via Porpora al civico n. 161. Cioè a due passi dalla stazione Fs di Lambrate, a 1,5 km di distanza dal luogo dell’omicidio di sabato sera!</p>
	<p>Insomma, tra quanto successo sabato in via Padova e quanto avvenuto oggi a Lambrate non c’è alcun collegamento, né dal punto di vista della gravità dei fatti, né dal punto di vista topografico. Eppure, sembra fare terribilmente comodo continuare a gettare inutilmente benzina sul fuoco.</p>
	<p>Piuttosto, ci sarebbe bisogno di riacquistare un po’ di lucidità e onestà, lasciando perdere le grida di guerra e iniziando a ragionare su una politica seria per le periferie milanesi. </p>
	<p>Infine, ma non certo per importanza, piuttosto che continuare ad arrestare soltanto persone implicate nei danneggiamenti di sabato notte, va fatto soprattutto uno sforzo straordinario per assicurare alla giustizia l’omicida di Ahmed. </p>
	<p>E non solo perché sarebbe un contributo concreto per abbassare la tensione nel quartiere, ma specialmente perché va ricordato che la cosa veramente grave accaduta in via Padova sabato scorso non sono state le distruzioni materiali, bensì l’omicidio di un giovane di 17 anni.</p>
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		<title>Apartheid di polizia a Milano? Questore e Prefetto chiariscano subito.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 15 febbraio 2010 </p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</p>
	<p>L’esistenza della circolare della Questura di Milano riportata, secondo un lancio dell’agenzia Ansa, nel volume “Il libro nero della sicurezza”, se confermata costituirebbe un fatto di gravità inaudita.</p>
	<p>Si sarebbe cioè ordinato ai funzionari di pianificare azioni massicce di controllo contro degrado e abusivismo rivolte solo <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/15/apartheid-di-polizia-a-milano-questore-e-prefetto-chiariscano-subito/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1176"></span>Milano, 15 febbraio 2010 </p>
	<p><em>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc</em></p>
	<p>L’esistenza della circolare della Questura di Milano riportata, secondo un lancio dell’agenzia Ansa, nel volume “Il libro nero della sicurezza”, se confermata costituirebbe un fatto di gravità inaudita.</p>
	<p>Si sarebbe cioè ordinato ai funzionari di pianificare azioni massicce di controllo contro degrado e abusivismo rivolte solo contro i cittadini stranieri, istituendo così di fatto una sorta di apartheid di polizia, in totale contrasto con la carta costituzionale, con le leggi dello Stato e con ogni norma di civiltà.</p>
	<p>Chiediamo perciò al Questore e al Prefetto di Milano di chiarire immediatamente come stanno le cose. E, qualora la notizia corrispondesse al vero, di revocare subito gli ordini impartiti rimuovendone il o i responsabili al più presto.</p>
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		<title>Agnoletto: De Corato e Boni in via Padova come avvoltoi. Si dimettano.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra.</p>
	<p>Milano, 14 febbraio 2010 &#8211; «La visita di De Corato e di Boni oggi pomeriggio in via Padova – dichiara Vittorio Agnoletto &#8211; rappresenta bene la bassezza morale dei rappresentanti delle amministrazioni milanesi. Con un cadavere ancora caldo di un giovane ventenne <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/15/via-padova-milano-agnoletto-de-corato-e-lega-come-avvoltoi-si-dimettano/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><span id="more-1161"></span><em>dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra.</em></p>
	<p>Milano, 14 febbraio 2010 &#8211; «La visita di De Corato e di Boni oggi pomeriggio in via Padova – dichiara Vittorio Agnoletto &#8211; rappresenta bene la bassezza morale dei rappresentanti delle amministrazioni milanesi. Con un cadavere ancora caldo di un giovane ventenne in attesa di autopsia, si sono presentati in via Padova con l’intento di esacerbare gli animi, di istigare gli uni contro gli altri italiani e immigrati, pronti a cavalcare l’esasperazione per raccogliere qualche voto in più. </p>
	<p>Si sono comportati come veri e propri imprenditori della paura.</p>
	<p>Quello che è accaduto ieri in via Padova è il risultato di quanto da tempo viene denunciato quasi quotidianamente dal cardinale Tettamanzi: l’assenza di qualunque politica di accoglienza e di integrazione verso gli immigrati. Proprio per aver denunciato questa situazione il cardinale è stato più volte attaccato violentemente e ripetutamente dalla Lega. </p>
	<p>L’assenza di politiche d’integrazione guidate e pianificate è l’altra faccia di scelte speculative che hanno reso invivibili interi quartieri della città abbandonati a se stessi, dove vivono i milanesi più poveri e si concentrano gli immigrati, mentre la giunta milanese si è concentrata solo sul centro di Milano da trasformare in un salotto e sull’Expo; e quella lombarda sulla costruzione di una reggia per il governatore Formigoni, costata 500 milioni sottratti alle case popolari e con tanto di eliporto. Questa politica urbanistica ha prodotto ghetti dove decine e decine di persone vivono ammassate in condizioni indecenti senza igiene e sicurezza, dove chi gestisce il traffico di droga ha facilità a reclutare manodopera e a nascondersi, dove proprietari di casa senza scrupoli affittano monolocali fatiscenti per diverse migliaia di euro. Quanto accaduto domenica rappresenta il fallimento totale delle politiche della giunta comunale e regionale. </p>
	<p>Boni e De Corato avrebbero dovuto presentarsi oggi in via Padova per rassegnare le loro dimissioni  davanti alle vittime delle loro politiche speculative, gli abitanti del quartiere».</p>
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		<title>Via Padova, Milano: l&#8217;abbandono delle periferie e i responsabili di un disastro annunciato.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Rivolta dopo l&#8217;omicidio di un giovane egiziano.</p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc.</p>
	<p>Milano, 14 febbraio 2010</p>
	<p>Come milanese e residente di via Padova, prima ancora che come rappresentante istituzionale, mi sento disgustato di fronte al comportamento ipocrita e vergognoso di Salvini e De Corato, che fanno finta di essere appena sbarcati da Marte, mentre in realtà <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/15/via-padova-milano-labbandono-delle-periferie-e-i-responsabili-di-un-disastro-annunciato/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Rivolta dopo l&#8217;omicidio di un giovane egiziano.</strong></p>
	<p>Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc.</p>
	<p>Milano, 14 febbraio 2010</p>
	<p>Come milanese e residente di via Padova, prima ancora che come rappresentante istituzionale, mi sento disgustato di fronte al comportamento ipocrita e vergognoso di Salvini e De Corato, che fanno finta di essere appena sbarcati da Marte, mentre in realtà sono quelli che in città comandano da una vita e sono tra i principali responsabili della situazione di abbandono delle periferie urbane.<span id="more-1153"></span></p>
	<p>Lasciamo stare la Regione, governata da 15 anni dallo stesso Presidente e da 10 in alleanza con la Lega. E evitiamo anche di ricordare che le politiche sull’immigrazione sono regolate sin dal 2002, cioè da ormai 8 anni, da una legge che si chiama “Bossi-Fini”.</p>
	<p>Ma che dire del fatto che la Lega siede al governo della città da 17 anni e che lo stesso Matteo Salvini siede in Consiglio Comunale dal medesimo numero di anni, cioè dal 1993? O che dire del prode De Corato, che siede in Consiglio Comunale addirittura dal 1985 e che da ben 13 anni, cioè dal secolo scorso, occupa ininterrottamente la carica di Vicesindaco. Insomma, non facciano le verginelle!</p>
	<p>La situazione di via Padova -o meglio di quella parte tra viale Monza e via Padova, delimitata da piazzale Loreto, da una parte, e dai ponti ferroviari, dall’altra- è il frutto del progressivo abbandono delle periferie da parte delle istituzioni e della loro trasformazione in un mero problema di sicurezza. Non a caso, nella seconda giunta Albertini, ci fu addirittura un assessorato denominato significativamente “alle Periferie, Sicurezza e Protezione Civile”.</p>
	<p>In cambio, in via Padova è arduo trovare una presenza civile e civica delle istituzioni. Le scuole e gli insegnanti, già messi in ginocchio dai tagli draconiani all’istruzione pubblica di Tremonti e Gelmini, vengono lasciati soli di fronte a delle classi sempre più multietniche, salvo poi inventarsi l’ennesimo provvedimento a negativo, cioè le quote. Di spazi sociali o culturali, per giovani o anziani, non c’è quasi traccia, anzi, una delle poche presenze civiche, quelle delle associazioni dell’ex-municipio di Crescenzago, è finita nel mirino del Comune.</p>
	<p>Un quartiere multietnico cresciuto senza accompagnamento, senza politica pubblica, senza strategia, senza investimenti per l’inclusione. E come meravigliarsi che in questa situazione i furbi e i profittatori abbiano trovato il loro piccolo paradiso, a danno sia degli italiani, che degli stranieri?</p>
	<p>Quando poi succede un fatto grave, come l’omicidio del giovane pizzaiolo Ahmed, ed esplode la rabbia dei suoi coetanei, allora la prolungata assenza delle istituzioni e di un politica degna di questo nome, fa sì che ognuno e ognuna cerchi riparo nell’unico fortino che la solitudine gli abbia lasciato: quello dell’appartenenza su base etnica o culturale. Magrebino contro sudamericano, italiano contro straniero eccetera.<br />
Il disastro costruito da anni di abbandono delle periferie urbane e di criminalizzazione degli immigrati tout court è tutto qui, nella formazione di tante piccole patrie etniche.</p>
	<p>Ora coloro i quali governano da quasi vent’anni questa città cercano di vendere la favola che la colpa sia di qualcun altro e, da codardi quali sono, alzano il tiro all’inverosimile, chiedendo rastrellamenti ed “espulsioni casa per casa, piano per piano” ed annunciano cortei xenofobi in via Padova.</p>
	<p>L’unica espulsione di cui invece ci sarebbe bisogno è quella di De Corato e Salvini dal governo della città.
</p>
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