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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; neofascisti</title>
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		<title>Intimidazione neofascista a Radio Popolare, punta di un iceberg antidemocratico</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:58:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Dichiarazioni di Luciano Muhlbauer e di Ugo Boghetta</p>
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	<p>RADIO POPOLARE: L’INTIMIDAZIONE NEOFASCISTA SUONA PER TUTTI UN CAMPANELLO D’ALLARME. BOGHETTA: “ATTENTI, E’ SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG ANTIDEMOCRATICO”.</p>
	<p>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc-Se
Milano, 2 novembre 2009</p>
	<p>L’incursione neofascista di domenica a Radio Popolare suona come un campanello d’allarme per tutti. L’intimidazione contro l’emittente e i suoi giornalisti <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2009/11/02/34/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Dichiarazioni di Luciano Muhlbauer e di Ugo Boghetta</em></p>
	<p><span id="more-34"></span></p>
	<p>RADIO POPOLARE: L’INTIMIDAZIONE NEOFASCISTA SUONA PER TUTTI UN CAMPANELLO D’ALLARME. BOGHETTA: “ATTENTI, E’ SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG ANTIDEMOCRATICO”.</p>
	<p>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc-Se<br />
Milano, 2 novembre 2009</p>
	<p>L’incursione neofascista di domenica a Radio Popolare suona come un campanello d’allarme per tutti. L’intimidazione contro l’emittente e i suoi giornalisti colpisce infatti una storia e un progetto di informazione democratica senza padroni, coi tempi che corrono più preziose che mai, riconosciute e radicate nel territorio regionale, oltre che milanese.<br />
A nome di Rifondazione Comunista esprimo quindi pieno sostegno e solidarietà a Radio Popolare, ma bisogna andare oltre. I gruppi dell’estrema destra sono la punta aguzza di un iceberg regressivo e antidemocratico ben più vasto.<br />
Di fronte al risorgere in forme rinnovate di queste forze funeste, la sinistra, i democratici e gli antifascisti devono perciò avviare una comune riflessione e un nuovo impulso politico-culturale. Senza sottovalutare, come talvolta accade, la pericolosità dei veleni sparsi a piene mani da gruppi come “Casa Pound” e “Cuore Nero”.<br />
*°*°*°*°*°*°*°***°**°*°*</p>
	<p>NEOFASCISTI DI CUORE NERO TENTANO IRRUZIONE IN RADIO POPOLARE A MILANO. ECCO IL FRUTTO AVVELENATO DELLA COMPLICITA&#8217; ISITUZIONALE<br />
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc-Se<br />
Milano, 1 novembre 2009<br />
Esprimiamo la nostra piena solidarietà con Radio Popolare, la cui sede milanese di via Ollearo è stata oggetto, verso le ore 13.00, di un tentativo di irruzione violenta da parte di una quindicina di neofascisti di Cuore Nero, aderente al circuito di Casa Pound.<br />
Finora non è chiaro se c’è una ragione specifica che ha motivato l’assalto, anche perché lo striscione lasciato sul luogo è piuttosto criptico, facendo semplicemente il verso a una famosa pubblicità (“un fascio non ha prezzo, per tutto il resto c’è Radio Popolare”). Ma forse quella ragione non è nemmeno tanto importante e siamo semplicemente di fronte a un’alzata di tiro da parte dei neofascisti di Cuore Nero.<br />
Infatti, Radio Popolare è un’emittente molto ascoltata e anche schierata. È una delle poche voci autorevoli di questa città che ha non mai smesso di denunciare il razzismo montante oppure le crescenti attività dei neofascisti, comprese le ultime vicende bergamasche. Radio Popolare è dunque un ottimo obiettivo per farsi un po’ di pubblicità e contestualmente iniziare ad intimidire quei giornalisti che non si fanno tappare la bocca.<br />
Quanto avvenuto oggi è molto grave ed è conseguenza diretta del clima di tolleranza istituzionale di cui i gruppi e le attività neofasciste godono nella nostra città e nella nostra regione, grazie soprattutto a molti esponenti di primo piano del centrodestra. In molti l’avevano detto, noi compresi, che permettere l’insediamento stabile sul territorio di centri di reclutamento e attivismo neofascisti, come quello di Cuore Nero, era una politica miope ed irresponsabile. Ed eccovi il risultato.<br />
Oggi chi governa Milano ha la responsabilità di fare qualcosa di più concreto di una dichiarazione di condanna dell’aggressione. Deve porre fine alla tolleranza e alle complicità nei confronti dei neofascisti e neonazisti.
</p>
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