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	<title>Rifondazione Comunista Lombardia &#187; Penati</title>
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		<title>Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:30:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AMMINISTRATIVE Dall&#8217;analisi del voto un messaggio chiaro degli elettori di sinistra e Pd contro il candidato alle regionali e le sue scelte
Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati
di Alessandro Braga (da il manifesto del 1 aprile 2010).

MILANO
La sconfitta del centrosinistra in Lombardia ha un nome: Filippo Penati. Certo, di riuscire nell&#8217;impresa di <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/04/01/lombardia-i-comuni-che-promuovono-il-centrosinistra-e-bocciano-penati/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1719"></span><strong>AMMINISTRATIVE Dall&#8217;analisi del voto un messaggio chiaro degli elettori di sinistra e Pd contro il candidato alle regionali e le sue scelte
Lombardia, i comuni che promuovono il centrosinistra e bocciano Penati</strong>
di Alessandro Braga <em>(da il manifesto del 1 aprile 2010).</em>

MILANO
La sconfitta del centrosinistra in Lombardia ha un nome: Filippo Penati. Certo, di riuscire nell&#8217;impresa di scalzare il sempiterno governatore lombardo Roberto Formigoni dal suo scranno, a parte lo stesso Penati e pochi altri, ci credevano in pochi. Ma un risultato del genere non si può spiegare altrimenti se non con l&#8217;ammissione di aver sbagliato totalmente strategia politica e candidato. Penati è riuscito a ottenere ben dieci punti percentuali in meno del suo predecessore Riccardo Sarfatti, candidato nel 2005 e di cui in pochi ormai ricordano anche la faccia (fece sorridere gli elettori lombardi progressisti la sua scelta di apparire sui manifesti senza mai mostrare il suo viso, tanto che fu soprannominato «l&#8217;uomo senza volto»).
Eppure nelle prime dichiarazioni post-voto, pur ammettendo la sconfitta, Penati ha parlato di «dati in controtendenza» che gli hanno fatto dire che il risultato dello scorso fine settimana va letto come «un punto di partenza e non di arrivo». Aggrappandosi così a questo dato per indicare la strategia da seguire per le elezioni comunali di Milano del prossimo anno. Competizione per cui Penati si dice al momento non disponibile, ma chissà. Del resto, prima che venisse «obbligato» al ruolo di perdente contro Formigoni, la sua idea era proprio quella: saltare un turno per arrivare fresco alla sfida del 2011. Intanto delinea per il centrosinistra lombardo una tattica che già due volte lo ha portato alla sconfitta: lo scorso anno quando non è riuscito a confermarsi presidente della provincia di Milano, e domenica scorsa con la disfatta contro Formigoni. «Si parte da un progetto che faccia leva sul civismo», ha detto Penati. Che prevede «un&#8217;alternativa di governo che fa perno sulla città e guarda alle forze cattoliche». Insomma, una rinnovata apertura all&#8217;Udc, dopo la spietata corte fatta per queste regionali ai centristi e che ha portato come unico risultato alla candidatura solitaria di Savino Pezzotta. Con una conseguente nuova chiusura a sinistra, se non per quel pezzo che fa capo a Sinistra ecologia e libertà e che già ora ha appoggiato Penati, sebbene con maldipancia interni non indifferenti.
Ma quando parla di dati in controtendenza, Penati non ha tutti i torti. Le elezioni comunali lombarde che si sono tenute insieme alle regionali qualche sorpresa, positiva, l&#8217;hanno pure riservata. A Lecco il candidato sindaco del centrosinistra Virginio Brivio, ex presidente della provincia, ha sbaragliato il viceministro leghista Roberto Castelli, vincendo al primo turno: 50,22% per lui contro il 44,2% a favore dell&#8217;ex guardasigilli. Un risultato incredibile, considerando che i dati delle regionali in città parlano di un centrodestra al 53% contro il 38% circa di Pd e sinistra varia. Ma per Castelli ha pesato lo strappo interno al centrodestra che aveva portato la città alla caduta della giunta e al commissariamento solo pochi mesi fa. Diverso il caso di Lodi, dove Lorenzo Guerini ha ottenuto il 53,66%, sconfiggendo il candidato del centrodestra che si è fermato al 38,5%. Anche qui, il raffronto con i voti dati alle regionali mostra un ribaltamento netto: Lega più Pdl erano al 51,6%, in città, Penati si fermava al 38%. E anche in altri paesi lombardi, dove si dovrà andare al ballottaggio, il centrosinistra è avanti rispetto agli avversari, anche dove i voti per la regione facevano registrare percentuali bulgare a favore di Lega e Pdl. Questi dati «in controtendenza» hanno qualcosa in comune: i candidati sindaci sono persone ben radicate sul territorio, conosciute e stimate. E sono sostenuti da una coalizione che si allarga a sinistra, comprendendo tutte le forze alla sinistra del Pd. In controtendenza, questo sì, con la strategia di Penati.]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;opposizione &#8220;fuori dal coro&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 07:19:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Daniele Nalbone intervista Vittorio Agnoletto, su Liberazione del 27 marzo 2010
Un&#8217;opposizione &#8220;fuori dal coro&#8221;. Capace di unire e riunire intorno ad un unico progetto, in basso e a sinistra, tutti coloro che, nelle lotte e con le lotte, hanno mostrato l&#8217;altra faccia della Lombardia, «quella equidistante tanto dal formigonismo quanto dal penatismo». Questo il progetto <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/27/unopposizione-fuori-dal-coro/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>Daniele Nalbone intervista Vittorio Agnoletto, su Liberazione del 27 marzo 2010</em><span id="more-1640"></span>
Un&#8217;opposizione &#8220;fuori dal coro&#8221;. Capace di unire e riunire intorno ad un unico progetto, in basso e a sinistra, tutti coloro che, nelle lotte e con le lotte, hanno mostrato l&#8217;altra faccia della Lombardia, «quella equidistante tanto dal formigonismo quanto dal penatismo». Questo il progetto della Federazione della Sinistra. Questo il leit motiv della campagna elettorale del candidato presidente alla Regione, Vittorio Agnoletto.

<strong>Quale Lombardia hai trovato, Vittorio, in queste settimane di incontri, forum, presidi?</strong>
Ho trovato una Lombardia esausta da quindici anni di Formigoni. E spaventata dal fatto che l&#8217;unica &#8220;alternativa&#8221; fin qui proposta al modello formigoniano è una &#8220;copia&#8221; del modello formigoniano. Come ha spiegato Moni Ovadia nel suo appello al voto per la Federazione della Sinistra e a sostegno della mia candidatura, se devo scegliere tra zuppa o pan bagnato, tra Formigoni o Penati, scelgo una buona cena e voto Agnoletto.

<strong>Molti esponenti del mondo della cultura, come dimostrano i nomi di Dario Fo, Moni Ovadia, Franca Rame, Margherita Hack presenti nel listino, hanno deciso di impegnarsi in prima persona al tuo fianco. Come leggi questo &#8220;metterci la faccia&#8221;?</strong>
Insieme al mondo della cultura, si sono mobilitati al mio fianco anche molti esponenti illustri dell&#8217;intellettualità democratica: professori e ricercatori. Con loro persone che provengono da una storia politica molto diversa dalla &#8220;nostra&#8221;, come Milly Moratti, che ha voluto rompere con la finta opposizione a Formigoni di buona parte del centrosinistra. Tutto ciò non può che significare una cosa: che è stato colto il senso della mia candidatura e del programma della Federazione della Sinistra come unica alternativa e che finalmente molti cittadini potranno andare, domani, alle urne e votare senza turarsi il naso.

<strong>In queste settimane di campagna elettorale sei passato dalle fabbriche ai mercati. Dai teatri alle strade di quartiere. Fra le tante tappe, quale è stata quella che ti ha lasciato dentro qualcosa più delle altre?</strong>
Tutti gli incontri con la &#8220;vera Lombardia&#8221;, quella abbandonata da Formigoni ma anche dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, sono stati significativi e mi hanno arricchito come persona, prim&#8217;ancora che come candidato alla Regione. Però ce n&#8217;è una che mi ha profondamente colpito: quella con i cristiani omosessuali. Il gruppo del &#8220;Guado&#8221; ha cercato di poter avere la possibilità di confronto con la classe politica invitando ad un incontro pubblico i sei candidati alla presidenza della Regione Lombardia. Alla fine, quel giorno, solo io mi sono presentato all&#8217;incontro e ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di persone molto determinate ma che vivono, quotidianamente, una doppia sofferenza. Da un lato per le politiche omofobe nei confronti degli omosessuali adottate dai governi del centrodestra. Dall&#8217;altro per le posizioni discriminatorie provenienti, invece, dalla Chiesa. Ebbene, quell&#8217;incontro ha confermato, ancora una volta, il dovere che abbiamo, come sinistra, di impegnarci per costruire una vera alternativa per quanti guardano a noi con grandi aspettative.

<strong>Il lavoro. La scuola pubblica. La sanità. La difesa e la valorizzazione dei beni comuni. Questi i punti centrali del programma della Federazione della Sinistra per una vera alternativa. Quale il primo su cui attaccare in caso di conferma in Consiglio Regionale?</strong>
Tutti. Perché, ponendo ad esempio a confronto il lavoro con la scuola, se la crisi nel mondo del lavoro parla, in Lombardia, di oltre 280 milioni di ore di cassa integrazione nel 2009, il 25% del totale nazionale, e, con i precari lasciati a casa, i licenziamenti sono stati oltre 300mila, al tempo stesso, per quanto riguarda la scuola, su 61.130 buoni scuola distribuiti nel 2008-2009, 61.125 sono andati alle scuole private. Senza contare che ad usufruire dei buoni scuola sono state 8.713 famiglie con reddito superiore agli 85mila euro e 265 con reddito tra i 140 e i 200mila euro. Ecco allora che è fondamentale tanto bloccare i licenziamenti per almeno due anni e lavorare ad una legge regionale contro le delocalizzazioni e le speculazioni urbanistiche sulle aree industriali che abolire il buono scuola e gli altri lauti finanziamenti alle private per salvare la scuola pubblica. E lo stesso impegno serve per difendere la sanità dalla mano privata, il territorio dalle speculazioni dell&#8217;Expo e i beni comuni dalle privatizzazioni.


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		<title>Agnoletto a Repubblica: siamo l&#8217;unica alternativa in campo. Da queste elezioni il primo passo per unificare le forze a sinistra del Pd.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 09:01:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ «Riuscirò a riunire la vera sinistra. Siamo l’unica alternativa a Formigoni»

Intervista a Vittorio Agnoletto di Rodolfo Sala, da Repubblica del 24 marzo 2010.

«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.

Dunque <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/25/agnoletto-a-repubblica-siamo-lunica-alternativa-in-campo-da-queste-elezioni-il-primo-passo-per-unificare-le-forze-a-sinistra-del-pd/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1558"></span><strong> «Riuscirò a riunire la vera sinistra. Siamo l’unica alternativa a Formigoni»</strong>

<em>Intervista a Vittorio Agnoletto di Rodolfo Sala, da Repubblica del 24 marzo 2010.</em>

«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.

<strong>Dunque la «vera» alternativa siete voi…</strong>

«Difficile negarlo. Provo a dirlo con le parole di Moni Ovadia, che insieme a Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Paolo Rossi e altri è candidato nel mio listino: il programma di Penati è la fotocopia sbiadita di un originale, quello di Formigoni. Vuole un paio di esempi?»

<strong>Prego.
</strong>
«Entrambi pensano che l’Expo sia una grande opportunità per Milano. Così com’è progettato, invece, rischia di diventare la porta d’ingresso della ‘ndrangheta negli appalti e di produrre un saccheggio ambientale fondato sulla speculazione edilizia. Poi l’immigrazione».

<strong>Cioè?</strong>

«Penati è quello che da presidente della Provincia propose di multare, sulla base del codice della strada, gli islamici che pregavano col tappetino sui marciapiedi».

<strong>La cosa più importante di questa sua campagna elettorale?</strong>

«L’appoggio ricevuto da parecchi esponenti della cultura democratica milanese e lombarda: persone diverse tra loro e anche distanti dal mio percorso politico, che tuttavia vedono nella mia candidatura una speranza di alternativa. Tra coloro che hanno sottoscritto un appello al voto per me c’è anche Milly Moratti. Con loro, e con tutti gli elettori, io ho assunto un impegno solenne».

<strong>Quale?</strong>

«Fare di queste elezioni regionali il primo passo per riunificare tutto ciò che c’è a sinistra del Pd e invertire l’andazzo degli ultimi anni, contraddistinti da divisioni e scissioni che non hanno più senso».

<strong>I capisaldi della vostra opposizione?</strong>

«Innanzitutto difesa della scuola pubblica. Su 61.130 buoni scuola distribuiti nel 2008-2009, 61.125 sono andati a scuole private. Ne hanno usufruito 8.713 famiglie con reddito superiore agli 85mila euro, e altre 265 con reddito tra i 140 e i 200mila euro».

<strong>Poi?</strong>

«La sanità. In Lombardia più di dieci cliniche private sono sotto inchiesta con l’accusa di aver gonfiato le richieste di rimborso alla Regione. Oltre 80mila cartelle cliniche sono nelle mani dei magistrati. Questa è l’emergenza, ma più in generale Formigoni sta usando le eccellenze sanitarie, che ci sono eccome, per finanziare i privati».

<strong>La prima proposta che farà da consigliere regionale?</strong>

«Il Pirellone è travolto dalla corruzione del rapporto tra politica e affari, propongo di istituire una commissione sulla trasparenza negli appalti composta per il 50 per cento da rappresentanti della società civile e presieduta da un esponente di Libera, l’associazione anti-mafia di don Ciotti».

<strong>Queste elezioni sono a forte rischio di astensionismo: preoccupato?</strong>

«In una fase di grandissima crisi economica i ceti più deboli hanno il bisogno assoluto di avere una sponda istituzionale in regione. Se non c’erano i nostri al Pirellone, il prefetto neppure avrebbe aperto un tavolo di confronto Innse. Per questo dico che l’astensionismo è un lusso che a sinistra nessuno si può permettere».]]></content:encoded>
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		<title>Expo, cementificazione e affari: Formigoni e Penati indistinguibili</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 11:27:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Milano, 19 marzo 2009 

In merito all’accordo tra Penati e Formigoni sull’Expo 2015 oggi durante la trasmissione “Mentana condicio&#8221;, Vittorio Agnoletto, candidato presidente Regione Lombardia per la Federazione della sinistra, ha dichiarato: 

«Da un lato dovrei essere soddisfatto perché si conferma quanto noi andiamo dicendo già da molto tempo, in particolare sulla questione dell’Expo e <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/20/expo-cementificazione-e-affari-formigoni-e-penati-indistinguibili/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1519"></span>Milano, 19 marzo 2009 

In merito all’accordo tra Penati e Formigoni sull’Expo 2015 oggi durante la trasmissione “Mentana condicio&#8221;, Vittorio Agnoletto, candidato presidente Regione Lombardia per la Federazione della sinistra, ha dichiarato: 

«Da un lato dovrei essere soddisfatto perché si conferma quanto noi andiamo dicendo già da molto tempo, in particolare sulla questione dell’Expo e cioè che Penati e Formigoni non si distinguono l’uno dall’altro e che all’elettore non resta che scegliere tra l’originale e la copia.

In verità, però, siamo molto preoccupati dalla comune dichiarazione di intenti, specie se si concretizzasse la dichiarazione di Formigoni che starebbe «studiando un modo per cui anche il centro sinistra possa essere coinvolto nell’Expo». Dalla padella alla brace!

Come si fa a considerare l’evento Expo avulso dai giganteschi processi di cementificazione e speculazione che si porta dietro? Come si fa a parlare di coinvolgimento di società civile, se nessuna delle domande che sono arrivate dal mondo della cultura, delle università, della solidarietà ha trovato seria e concreta rispondenza nei progetti in campo? Che ne è della richiesta di utilizzo delle risorse che arriveranno per una riqualificazione delle tante periferie di questa città, per recuperare il degrado con interventi di qualità urbana, culturale e sociale?

Come fa il candidato Penati a legittimare un centrodestra che affronta i problemi dei quartieri popolari e dei ceti deboli solo come problema di ordine pubblico?».]]></content:encoded>
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		<title>Emilio Molinari: vi dico di votare Fds e ci metto la faccia.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:01 +0000</pubDate>
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di Checchino Antonini (da Liberazione del 9 marzo 2010)</p>
	<p>«Lungi da me l&#8217;idea di entrare al Pirellone, di essere un candidato a qualcosa di istituzionale, la mia presenza nel listino di Agnoletto è una vera e propria adesione a una forza politica che rischia di essere cancellata. E&#8217; una dichiarazione di voto <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/10/emilio-molinari-vi-dico-di-votare-fds-e-ci-metto-la-faccia/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;<strong>Formigoni e Penati sono intercambiabili&#8221;</strong><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Molinari.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Molinari.jpg" alt="" title="Emilio Molinari" width="120" height="90" class="alignright size-full wp-image-1437" /></a><br />
<em><br />
di Checchino Antonini (da Liberazione del 9 marzo 2010)</em></p>
	<p>«Lungi da me l&#8217;idea di entrare al Pirellone, di essere un candidato a qualcosa di istituzionale, la mia presenza nel listino di Agnoletto è una vera e propria adesione a una forza politica che rischia di essere cancellata. E&#8217; una dichiarazione di voto esplicita, con forza, per la Federazione della sinistra».<br />
Emilio Molinari, 71 anni, è stato tra i fondatori dei Cub (i comitati di base) alla Borletti, poi in Avanguardia Operaia, da lì in Dp fino alla scissione arcobaleno della fine degli anni &#8216;80. E&#8217; stato consigliere comunale a Milano, poi alla Regione e deputato europeo e senatore. «Non ho alcuna voglia di ripetere l&#8217;esperienza istituzionale», insiste col cronista. D&#8217;altronde potrebbe sedere al Pirellone solo se il candidato presidente, Vittorio Agnoletto, arrivasse tra i primi due. <span id="more-1435"></span></p>
	<p>Fantascienza pura. Dunque metterci la faccia &#8211; come hanno fatto, tra gli altri, Paolo Rossi, Margherita Hack, Dario Fo e Franca Rame. Moni Ovadia e il &#8220;supergiovane&#8221; Mangoni &#8211; è prima di tutto una critica a una vocazione bipolare e suicida del Pd, fuori e dentro i confini lombardi. «Il bipolarismo tenta di diventare bipartitismo a colpi di sbarramenti, è una manomissione, una riduzione della democrazia. Chi pratica quest&#8217;avventura ha visto il suo partito ridursi rompendo una dialettica tra moderazione e radicalità politica. Il Pd, oggi, è una sommatoria di interessi economici e di feudatari privi di un orizzonte politico qualsiasi. Sono 18 anni che il Pd sta perseguendo questo obiettivo ma non ha guadagnato un solo voto, ha solo consegnato milioni di voti all&#8217;astensionismo. Bisogna fare in fretta &#8211; avverte &#8211; a costruire un&#8217;alternativa e questa si fa mettendo insieme quello che c&#8217;è, in relazione con i movimenti e sarà un percorso difficile ma Rifondazione ne sarà parte integrante»».</p>
	<p>La strada di Molinari nel Sole che ride termina nel &#8216;94. «Da allora &#8211; racconta &#8211; sono libero da ogni vincolo di partito e mi sono dedicato ai movimenti». Sono stati anni di pratiche e riflessioni tra il Chiapas, la Bosnia, Porto Alegre.<br />
Il 2001 lo vedrà attivo nei forum sociali mondiali e vicepresidente del Contratto mondiale per l&#8217;acqua.</p>
	<p>C&#8217;è un filo rosso tra questa storia e Vittorio Agnoletto, « la sua militanza nei movimenti, la comprensione del legame di orizzonte stratetigico tra movimenti e forma della rappresentanza». E un filo, ancora più marcato, con Basilio Rizzo che ha una biografia politica simile a quella di Molinari, «battitore libero,il miglior consigliere comunale della storia di Milano, mai piegato a tacere le malefatte amministrative». Alla radice della dolorosa rottura del cordone ombelicale con Dp («ma non dei principi e delle affettività») ci fu l&#8217;insofferenza per i paradigmi del &#8216;900: «L&#8217;ambientalismo non è l&#8217;approccio esatto &#8211; dice oggi al cronista di Liberazione &#8211; un altro approccio l&#8217;ho appreso via via dal Chiapas a Porto Alegre. Parte dalle grandi risorse che vengono a mancare: se nel XX secolo lo scontro è stato sui mezzi di produzione, nel XXI è sui mezzi di riproduzione &#8211; aria, acqua, terra, energia &#8211; oggetto di appropriazione e mercificazione. Un salto di qualità spaventoso che ci obbliga a riparametrare la politica. Lo scontro capitale-lavoro assume la dimensione del conflitto tra multinazionali e umanità. L&#8217;idea di cambiare il mondo diventa l&#8217;idea di salvarlo e anche i tempi non sono più i tempi di un futuro indefinito». L&#8217;acqua pubblica, per Molinari, è riuscita a diventare il terreno di battaglia più concreto: «Si può anche vincere, il referendum è possibile e l&#8217;acqua pubblica è una delle istanze che arriva dappertutto, dalle parrocchie ai leghisti, scava nel Pd, feroce privatizzatore. Anche qua, la Federazione deve entrare in campo con convinzione, operare un salto di qualità».<br />
Tutto ciò Molinari lo legge nel concreto della vicenda lombarda dove la «globalizzazione dei mercati e della merce lavoro» ha distrutto quel tessuto operaio «altamente professionalizzato e combattivo, che aveva contagiato il pubblico impiego» e da cui erano partite le grandi spinte per «il più avanzato sistema europeo di welfare (le 150 ore, lo Statuto, la riforma sanitaria ecc&#8230;). Anche il tessuto della piccola impresa, all&#8217;origine, era composto da operai che arrivavano dalle grandi fabbriche e diventavano padroncini. La Lombardia è lo specchio della rabbia operaia che vede franare tutto con la globalizzazione e a cui la sinistra non ha dato risposte ma s&#8217;è consociata col craxismo. La tangentopoli milanese è un comitato d&#8217;affari che riguarda tutti».</p>
	<p>«E Penati è intercambiabile con Formigoni &#8211; continua Molinari &#8211; Legacoop e Compagnia delle opere si scambiano dirigenti, si spartiscono appalti, si dividono aree di intervento. E, adesso, assieme, danno l&#8217;assalto agli appalti dei servizi pubblici e dell&#8217;Expo». E&#8217; una questione settentrionale del tutto diversa dalla vulgata dominante: «La questione settentrionale è il Po se smettessimo di vederlo come questione ambientale. E&#8217; una grande questione sociale, del lavoro e del diritto e quindi dell&#8217;ambiente. Il Po non sta bene per niente per i prelievi forsennati, per il 14% di cemento in più all&#8217;anno rispetto al 4% delle altre Regioni. E che dire dei quasi sei milioni di maiali e del Veneto che è l&#8217; allevamento di polli più grandi d&#8217;Europa o il Trentino che è il più grande consumatore di pesticidi d&#8217;Europa: si scarica tutto sul Po».</p>
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		<title>La paura del confronto fa 90: Penati diserta persino Rai 3</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:44:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 9 marzo 2010
Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della sinistra</p>
	<p> &#8220;E&#8217; assolutamente inaccettabile! Il sale della democrazia e&#8217; il confronto tra posizioni diverse, solo in questo modo i cittadini possono scegliere. Penati, dopo aver rifiutato il confronto in ben quattro televisioni locali, oggi non si e&#8217; nemmeno presentato <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/09/la-paura-del-confronto-fa-90-penati-diserta-persino-rai-3/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati.jpg" alt="" title="Filippo Penati" width="101" height="88" class="alignleft size-full wp-image-1416" /></a>Milano, 9 marzo 2010<br />
<em>Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della sinistra</em></p>
	<p> &#8220;E&#8217; assolutamente inaccettabile! Il sale della democrazia e&#8217; il confronto tra posizioni diverse, solo in questo modo i cittadini possono scegliere. Penati, dopo aver rifiutato il confronto in ben quattro televisioni locali, oggi non si e&#8217; nemmeno presentato in RAI per registrare il dibattito tra i candidati presidenti della regione Lombardia che andra&#8217; in onda domani mattina alle 9,30 su RAI 3, dibattito al quale ho partecipato insieme agli altri candidati presidenti.<span id="more-1406"></span></p>
	<p>Penati ama i soliloqui, dove puo&#8217; parlare da solo, ma ha paura del confronto sui programmi, in particolare quando deve confrontarsi con il sottoscritto davanti ai cittadini lombardi.<br />
L&#8217;unico altro politico che rifiuta il confronto e&#8217; Berlusconi, che Penati, in un delirio di onnipotenza o in preda ad una crisi di panico, sembra aver deciso di prendere a modello!<br />
Come puo&#8217; Penati parlare di democrazia, di regole e di trasparenza e poi sottrarsi a qualunque confronto pubblico?</p>
	<p>Credo che tutti i cittadini, e fra questi gli elettori di centrosinistra, abbiano diritto di assistere ad un confronto tra i candidati presidenti. Potrebbero cosi&#8217; scoprire su tanti argomenti, a cominciare dall&#8217;Expo&#8217;, che tra i programmi di Formigoni e di Penati e&#8217; difficile trovare delle differenze.&#8221;<br />
<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati3.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/Filippo-Penati3-150x88.jpg" alt="" title="Filippo Penati" width="150" height="88" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1412" /></a>
</p>
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		<title>Elezioni / Formigoni o Penati? &#8220;Tra zuppa e panbagnato, preferisco mangiare bene&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:09:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	<p>LOMBARDIA
«Da Milano un segnale di speranza alla sinistra»
Parla Agnoletto: «Cultura e lavoro»</p>
	<p>di Loris Campetti (Dal quotidiano il manifesto di domenica 28 febbraio 2010)</p>
	<p>Chi si rivede, Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai tempi in cui faceva il medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i giorni <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/03/01/elezioni-formigoni-o-penati-tra-zuppa-e-banbagnato-scelgo-di-mangiare-bene/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>LOMBARDIA<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_5119-2.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_5119-2-199x300.jpg" alt="" title="Vittorio Angoletto" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1316" /></a><br />
«Da Milano un segnale di speranza alla sinistra»<br />
Parla Agnoletto: «Cultura e lavoro»</strong></p>
	<p>di Loris Campetti <em>(Dal quotidiano il manifesto di domenica 28 febbraio 2010)</em></p>
	<p>Chi si rivede, Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai tempi in cui faceva il medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i giorni terribili del G8 di Genova, Vittorio all&#8217;Europarlamento dalla parte dei movimenti e dei popoli sofferenti di mezzo mondo. I movimenti, quasi una religione per lui, anche se ammette che «non è certo una stagione dei cento fiori, quella che viviamo, e non è vero che a una politica marcia corrisponda una società in ottima salute». Ma ha anche una passionaccia per la politica, Vittorio.</p>
	<p>«Mi metto a disposizione», ha detto alla Federazione della sinistra quando ormai i giochi in Lombardia erano fatti e l&#8217;ipotesi di una presentazione unitaria delle forze alla sinistra del Pd si era infranta. Per molteplici colpe, certo, resta il fatto che la Sel si è imbarcata sul carro di Penati. La Puglia è lontana da Milano. Eppure, in un processo di nuova frammentazione, la candidatura di Agnoletto non appare minoritaria, almeno in quel pezzo di Lombardia che sta con la cultura e con gli operai sui tetti, tra gli ambientalisti, con chi si impegna nella difesa dei beni comuni. Il listino del candidato presidente è di tutto rispetto: da Dario Fo e Franca Rame a Moni Ovadia, da Margherita Hack agli operai in lotta, da Emilio Molinari all&#8217;amministratore delegato di Radio Popolare Sergio Serafini, a Paolo Rossi. E ancora, medici, ambientalisti, insegnanti. Si può dire che il cuore dell&#8217;altra Lombardia, quella non omologata alle culture e alle politiche dominanti, sta con Agnoletto.<span id="more-1312"></span></p>
	<p><strong><br />
Vittorio, ma chi te l&#8217;ha fatto fare?</strong><br />
La voglia di dimostrare che in questa regione cruciale è possibile portare in consiglio regionale una rappresentanza della sinistra diffusa, che esiste e resiste. Senza la mia candidatura non ci sarebbe stata alternativa.</p>
	<p><strong>Alternativa a che cosa?</strong><br />
A turarsi in naso e votare per Penati, o restare a casa disertando le urne. Penati non propone un modello sociale diverso da quello di Formigoni, punta anch&#8217;egli sulle grandi opere, lasciando deperire la cultura produttiva. Addirittura, su questioni per noi centrali come l&#8217;immigrazione si schiera a metà strada tra Formigoni e la Lega. Il mio avversario è ovviamente Formigoni, che vincerà avviandosi a governare per vent&#8217;anni la Lombardia, ma non vedo differenze sostanziali tra i suoi programmi, le sue pratiche, e quelle di Penati.</p>
	<p><strong>Tutto vero, ma ti presenti con una sola parte della sinistra, un&#8217;altra è sul carro di Penati.</strong><br />
Io sono candidato presidente ma non andrò in consiglio regionale. La legge prevede questa opportunità. Questo per dirti che mi sono messo a disposizione per un progetto non di frammentazione ma di ricomposizione della sinistra. Perciò mi sono rivolto a intellettuali e operai, scenziati e insegnanti, ambientalisti e movimenti territoriali e la risposta che sto ricevendo è incoraggiante. Noi spieghiemo quale modello sociale si cela dietro l&#8217;Expò, che mette in movimento tanto la Compagnia delle opere quanto una parte delle Coop: quando manca l&#8217;opposizione viene meno il ruolo di sentinella del potere, vince la pratica consociativa che sempre più spesso sconfina nell&#8217;illecito, come vediamo in questi giorni. Noi proponiamo un altro percorso, diverse relazioni.</p>
	<p><strong>Da un lato c&#8217;è chi, come la Sel, sceglie di affiancarsi al Pd, dall&#8217;altro chi, come Rifondazione e la Federazione della sinistra, rischia di rinchiudersi in uno splendido isolamento che non esclude a priori tentazioni settarie. Non sarà che la tua candidatura nasce dall&#8217;idiosincrasia di Penati per la falce e martello?</strong><br />
Io con Penati non mi sarei mai presentato, qualunque schieramento l&#8217;avesse sostenuto. Mi pare che le parole migliori per spiegare la presenza di un candidato presidente e di una lista alternativa siano quelle di Moni Ovadia quando ha accettato di stare nel listino: «Tra zuppa e panbagnato scelgo di mangiare bene». Con questa logica mi rivolgo agli elettori di Sinistra e libertà, per dare un segnale diverso nel momento in cui persino nel gruppo dirigente della Sel ci sono divisioni e ripensamenti sull&#8217;errore commesso. Mi rivolgo a chi è impegnato nelle lotte per il lavoro, per la cultura, i beni comuni e anche agli elettori dell&#8217;Italia dei valori che in Di Pietro cercavano un&#8217;alternativa che ora vedono annacquarsi. Ho l&#8217;impressione che la mia venga percepita come una candidatura unitaria dalla sinistra lombarda.</p>
	<p><strong>Dici che dalla Lombardia vuoi mandare un segnale positivo alle forze di sinistra. Parti da una situazione difficile e frantumata. Persino dentro la Federazione della sinistra, dove ci si divede &#8211; solo per fare un esempio &#8211; anche sul congresso della Cgil.</strong><br />
Il segnale per un futuro diverso, perché sia efficace deve partire da un buon risultato elettorale: la Federazione sopra il 3% o il presidente sopra il 5%. Io penso che si possa ricostruire un percorso unitario, atonomo dal Pd e non settario e arroccato. Ogni tanto per saltare l&#8217;ostacolo bisogna alzare lo sguardo. Alzare lo sguardo anche rispetto al congresso della Cgil, per cercare al di là delle due mozioni le idee e i valori positivi che stanno nelle staordinarie lotte della Fiom in fabbrica, con i migranti e la Val di Susa, ma anche nella storia di Lavoro e società. Sennò come fai a riannodare i fili? Per tornare a noi: credo che a sinistra del Pd ci sia spazio per un solo polo, ma le strade autonome per costruirlo sono più d&#8217;una.</p>
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		<title>Il vero anti-Formigoni è Agnoletto.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:18:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le inchieste svelano la politica del malaffare. E la debole opposizione di Penati
Lombardia, è Agnoletto il vero anti-Formigoni

di Stefano Galieni ( da Liberazione del 25 febbraio 2010)

Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc in Lombardia, non nasconde una certa soddisfazione nell&#8217;illustrare le liste della Federazione della Sinistra per le elezioni regionali: «Candidando come presidente Vittorio Agnoletto <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/25/il-vero-anti-formigoni-e-agnoletto/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span id="more-1283"></span><strong>Le inchieste svelano la politica del malaffare. E la debole opposizione di Penati
Lombardia, è Agnoletto il vero anti-Formigoni</strong>

di Stefano Galieni ( da Liberazione del 25 febbraio 2010)

Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc in Lombardia, non nasconde una certa soddisfazione nell&#8217;illustrare le liste della Federazione della Sinistra per le elezioni regionali: «Candidando come presidente Vittorio Agnoletto &#8211; dice &#8211; proponiamo una persona che gode di stima e consenso guadagnati sia con il suo lavoro di medico che con l&#8217;impegno nei movimenti e nel parlamento europeo. Ma è l&#8217;intera lista che dimostra come esista una idea di Lombardia diversa tanto da quella prospettata da Formigoni quanto dal suo presunto antagonista Filippo Penati».

La regione che dovrebbe essere il motore dell&#8217;economia italiana è oggi in mano alla politica del malaffare tanto che risulta essere come quella più infiltrata, nel settentrione, dalle organizzazioni criminali. «Il sistema formigoniano sta emergendo in tutto il suo marciume &#8211; continua Boghetta &#8211; gli arresti del consigliere comunale Pennisi, dell&#8217;assessore regionale Prosperini sono solo alcuni degli elementi che dimostrano la profondità della metastasi». Un sistema in cui il baricentro è costituito dalle grandi opere, autostrade ed Expò, ad esempio, in cui gli appalti precipitano in un marasma totale. Economia illegale che si accompagna ed è collaterale alla totale privatizzazione di un ente pubblico come la Regione.

Basta analizzare la gestione della precedente amministrazione. Nella sanità, che costituisce la voce di bilancio maggiore, gran parte delle risorse vanno nelle robuste mani della Compagnia delle Opere, almeno il 50%, a cui si somma una parte consistente dei servizi. Un sistema di clientela tale che anche illustri operatori, non facendo parte della Compagnia, sono stati costretti ad emigrare. E&#8217; di poco tempo fa la vicenda di un impiegato della Regione che, avendo scritto un libro critico sulla Compagnia delle Opere, si è ritrovato sospeso per un mese senza stipendio.

Ancora più disastroso è il fronte &#8220;scuola&#8221;. Il 90% dei fondi regionali è dato alle scuole private cattoliche che coprono poco più del 9% della intera popolazione scolastica. Per il resto prevale un sistema differenzialista governato dalla Lega Nord che spinge verso una involuzione incostituzionale. Ordinanze assurde come quella di Goito, in cui si pretende che i bambini della scuola materna debbano avere un &#8220;imprinting cattolico&#8221;, verranno bocciate al primo ricorso ma nel frattempo si traducono in danni ai bambini e in inutili sprechi.
Le cose non vanno certo meglio se si affronta la questione &#8220;trasporti&#8221;: «In ogni provincia si stanno costituendo movimenti spontanei di pendolari &#8211; racconta Boghetta &#8211; lavoratrici e lavoratori che, da un momento all&#8217;altro, si ritrovano privati del mezzo pubblico per recarsi al lavoro visto che al posto dei loro convogli passano i treni ad alta velocità».

A fronte di tutto questo, l&#8217;opposizione guidata da Filippo Penati è risultata debole e posticcia. Non c&#8217;è stata in Regione una reale opposizione, il Pd non ha nemmeno tentato di costruire un asse preferenziale con l&#8217;Udc come è avvenuto da altre parti. «Di fatto Penati ha scelto un debole profilo formigoniano, quasi una emulazione &#8211; afferma il dirigente del Prc &#8211; che ha creato nei suoi confronti ostilità diffusa». La Federazione della Sinistra ha perciò provato a costruire una alleanza con Sel e IdV, per spostare a sinistra il quadro programmatico con obiettivi comuni, ma non c&#8217;è stato nulla da fare. Le altre forze hanno preferito restare con il candidato del Pd, mostrando di fatto una debolezza programmatica e politica.
Si sono create quindi potenzialità enormi per concretizzare il dissenso su Penati e per ribaltare la logica del voto utile che elimina ogni forma di opposizione. «Il voto a Penati non è un voto utile &#8211; afferma Boghetta &#8211; non basterà però soltanto sostenere Agnoletto, come in molti hanno già dichiarato di voler fare, è necessario dare voti alla lista della Federazione della Sinistra affinché ci sia il maggior numero di consiglieri possibile in grado di fare una vera opposizione senza compromessi».

Come capolista gli elettori troveranno Luciano Muhlbauer, consigliere regionale uscente e impegnato da anni soprattutto nella difesa delle realtà più vulnerabili. Seguono Giovanni Pagliarini, sindacalista, e Basilio Rizzo, insegnante e consigliere comunale di Milano per la lista civica di Dario Fo. Sono ventuno in tutto i candidati tra cui molti impiegati e uno studente, nove le donne presenti.

Positivo anche il giudizio di Antonello Patta, segretario provinciale del Prc: «La nostra è una lista &#8211; sottolinea Patta &#8211; che rispecchia le battaglie che abbiamo fatto e che continueremo a fare in difesa dei lavoratori e dei diritti, in difesa dell&#8217;ambiente, per l&#8217;integrazione e per tutte quelle cause per cui lottiamo e lotteremo sempre e che ci contraddistinguono». A Milano fra gli altri sarà candidata Djiana Pavlovic, attrice serba di origine rom, a Bergamo sarà capolista Ezio Locatelli, ex parlamentare, a Varese, fra gli altri Hicham Mourtadi, nato in Marocco.

Infine stamattina verrà finalmente reso noto il &#8220;listino&#8221; del candidato presidente. Risulta che abbiano accettato di sostenere Vittorio Agnoletto personalità molto note del mondo della cultura, dell&#8217;informazione, della scienza, del lavoro. Un elenco che raccoglie i tanti e le tante voci di chi vuole vivere in un&#8217;altra Lombardia.]]></content:encoded>
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		<title>Consociativismo e strapotere degli esecutivi alla base della questione morale. Il re è nudo, qualcuno lo dica a Penati.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 17:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 23 febbraio 2010</p>
	<p>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc Lombardia</p>
	<p>Bisogna essere proprio dei campioni di arrampicata sugli specchi per affermare, come fa oggi Penati, che occorre legiferare contro la corruzione.</p>
	<p>Sappiamo tutti benissimo che le leggi e il codice penale esistenti bastano e avanzano, ma manca soprattutto la volontà politica di farli valere senza <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/23/consociativismo-e-strapotere-degli-esecutivi-alla-base-della-questione-morale-il-re-e-nudo-qualcuno-lo-dica-a-penati/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Milano, 23 febbraio 2010<a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/boghetta-quadro.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/boghetta-quadro-150x150.jpg" alt="" title="boghetta-quadro" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1442" /></a></p>
	<p><em>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale del Prc Lombardia</em></p>
	<p>Bisogna essere proprio dei campioni di arrampicata sugli specchi per affermare, come fa oggi Penati, che occorre legiferare contro la corruzione.</p>
	<p>Sappiamo tutti benissimo che le leggi e il codice penale esistenti bastano e avanzano, ma manca soprattutto la volontà politica di farli valere senza sconti e zone franche.</p>
	<p>Perché la corsa al centro imboccata dal Pd, con annesso tentativo di emarginazione della Sinistra, non solo ha liquidato l’idea di alternativa, ma è sfociata nell’omologazione politica ingigantendo il cancro ademocratico e le complicità interessate del consociativismo.<span id="more-1243"></span></p>
	<p>Questo processo di involuzione è andato di pari passo con l’accentramento del potere nelle mani degli esecutivi &#8211; dei Presidenti, delle giunte, degli assessori &#8211; mentre alle assemblee elettive – dal Consiglio regionale, a quello comunale, fino al Parlamento &#8211; è tolta ogni reale funzione di controllo. </p>
	<p>E  tanto per cambiare anche su questo Penati e Formigoni, Pd e Pdl, sono in grande sintonia.</p>
	<p>Che dopo gli arresti bipartisan di Trezzano e altre vicende non solo lombarde, Penati oggi meni il can per l’aia, purtroppo non stupisce. Nessuno gli ha ancora detto che il re è nudo?</p>
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		<title>Pendolari: la faccia tosta di Formigoni e la falsa alternativa di Penati.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	<p>Milano, 9 febbraio 2010</p>
	<p>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc Lombardia</p>
	<p>Ogni volta che le elezioni si avvicinano, Formigoni ha la faccia tosta di presentarsi come l’uomo che sta migliorando i trasporti in Lombardia. Ma invece di spendere fiato e milioni in propaganda, perché le sue storielle non va a raccontarle direttamente ai pendolari?</p>
	<p>Nei quindici anni <p>Continua a leggere <a href="http://www.prclombardia.it/2010/02/10/pendolari-la-faccia-tosta-di-formigoni-e-la-falsa-alternativa-di-penati-2/"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/treni_pendolari1.jpg"><img src="http://www.prclombardia.it/wp-content/uploads/2010/02/treni_pendolari1-150x150.jpg" alt="" title="treni_pendolari" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1131" /></a>Milano, 9 febbraio 2010</p>
	<p><em>Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc Lombardia</em></p>
	<p>Ogni volta che le elezioni si avvicinano, Formigoni ha la faccia tosta di presentarsi come l’uomo che sta migliorando i trasporti in Lombardia. Ma invece di spendere fiato e milioni in propaganda, perché le sue storielle non va a raccontarle direttamente ai pendolari?</p>
	<p>Nei quindici anni del regno incontrastato di Formigoni la mobilità regionale è stata letteralmente massacrata, in quantità e qualità. Le indegne condizioni in cui sono costretti a spostarsi quotidianamente migliaia di lavoratori e studenti in Lombardia sono ben note. E certo, ogni inverno non saremmo alle prese con un problema di inquinamento atmosferico così grave, se Formigoni avesse investito sul sistema ferroviario, anziché su nuove autostrade.<span id="more-1124"></span></p>
	<p>Ma in linea di principio l&#8217;unificazione di Ferrovie nord e Fs Spa è stata una scelta giusta. Penati  &#8211; che con Formigoni condivide la politica stradista e a favore dell’Alta velocità &#8211; sbaglia quando critica la decisione in sé. </p>
	<p>La compresenza di due distinte società pubbliche su un vasto territorio non aveva molto senso. E ci sia almeno risparmiata la retorica del pentito che contrappone la via liberista a quella sovietica!<br />
Resta un dato di esperienza: le liberalizzazioni e le privatizzazioni non hanno mai prodotto miglioramenti nei servizi.  Per quanto riguarda le ferrovie, in particolare, basterebbe  ricordare l’esemplare vicenda della ultraliberale e liberista Inghilterra, dove negli anni scorsi il pubblico si è dovuto riprendere la rete svenduta da Tatcher e soci, resa inefficiente e pericolosa dai nuovi padroni privati.</p>
	<p>Una mobilità efficiente sotto ogni profilo, funzionale, economico, ambientale, può essere costruita solo dalla politica in collaborazione con i pendolari. E se non c&#8217;è un aumento dei finanziamenti per i contratti di servizio si parla di nulla. In Francia il contributo pubblico pro capite per pendolare è doppio rispetto a quello italiano. </p>
	<p><!--more-->Ma sarebbe giusto e farebbe bene al sistema predisporre norme e strumenti che, sulle scelte e sulla stesura degli orari, diano voce in capitolo ai pendolari e ai loro rappresentanti, perché il servizio riguarda loro direttamente.  </p>
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